lunedì 11 maggio 2026

Intervista a Giusy Elle (Josyel) e a Marino Målima Peiretti che ci parlano di “Fino all’ultimo suono”.

 

Il nostro nuovo viaggio sarà speciale perché avremo due autori che ci accompagneranno per parlarci
di un progetto che li vede protagonisti insieme. Risponderanno entrambi alle stesse domande così
avremo due punti di vista diversi e questo ci permetterà una visione più ampia di questo lavoro che
hanno realizzato assieme.
Eccoli arrivare per cui... tutti in carrozza amici viaggiatori.

MC – Ben arrivati. Giusy è sempre un piacere incontrarti mentre sono curiosa di conoscere
un po’ meglio il tuo amico. Per prima cosa, quale destinazione avete deciso per questa nostra
chiacchierata e perché.




Giusy – Io opterei per una stazione di montagna. Dopo una breve camminata si potrebbe
raggiungere una terrazza panoramica che dà sulla valle e da lì rimirare il cielo stellato. E'; una
scenografia che si addice bene al progetto che ti vogliamo presentare.

MC – La tua scelta non mi stupisce per nulla.

G – Mi conosci...
Marino – Forse anche in conseguenza del mio nome, ma io partirei dalla stazione di montagna per
arrivare al lago o al mare… e quindi vedere il cielo stellato anche riflesso sullo specchio dell’acqua.

MC – Mi piace anche la tua destinazione, hai in mente una località in particolare?
M - Direi il Lago di Monate, vicino a Varese, o il mare della Toscana. (Interessante)
MC – Iniziamo con una vostra breve presentazione.

Giusy – Tutto ciò che è arte e stupore mi vede coinvolta. Ex musicista, scrivo versi e organizzo
eventi letterari e musicali.
Marino – Inizio come musicista, anche professionista, per poi interessarmi alle frequenze e ai loro
aspetti sia biologici che energetici, e quindi ho ideato il metodo BioSound.




MC – Come ti sei avvicinato a questo particolare tipo di “musica”, se si può definire così.
M - In realtà mi stanco a suonare sempre lo stesso genere, anche se Jazz Contemporaneo e
Improvvisazione sono i miei preferiti, in passato ho suonato Drum&Bass e anche Trip-Hop. Mi
trovo molto a mio agio anche in situazioni Ambient… adoro le atmosfere rarefatte.
MC – Come è nata questa collaborazione?

G – Ho chiesto a Marino di musicarmi alcune poesie da mandare in onda in una radio romana. Mi
sono talmente innamorata delle sue interpretazioni sonore che mi è venuto spontaneo chiedergli di
provare a realizzare assieme qualcosa di più strutturato.
M – E viceversa, mi sono innamorato delle poesie di Giusy… e quindi…

MC - Avete collaborato ancora nel passato o avete intenzione di farlo ancora nel futuro?
G – Nel passato solo quella prima, rivelatoria esperienza. Nel futuro sicuramente, “Fino all'Ultimo
Suono” è solo il primo volume della Collana di poesie Biosound.

M – Sicuramente sì!
MC – Avete già qualcosa in cantiere?

G – In effetti sì, stiamo registrando la lettura musicata della cosmogonia secondo la tradizione swi
Guanche, l';antico popolo delle isole Canarie. Pur essendo stati isolati a lungo, conservavano l';antica
memoria, diffusa in tutte le civiltà del mondo, della creazione del mondo tramite la vibrazione, il
suono. E lo fanno con la leggenda della colonna di Idafe. Se volete approfondire il mito, lo trovate
qui, nel blog de La Penna d'Oca. E' scritto da Mapi Alfonsi, esperta dell';area geografica e del suo
patrimonio leggendario. Il testo di questo brano singolo che uscirà a breve è scritto proprio da Mapi.
(curiosa di conoscere meglio questo nuovo progetto)
M - Io sono sempre attivo…e poi, quando Giusy o Josyel mi propone qualcosa… mi accendo!

MC – Perché avete scelto le Poesie inedite di Josyel, per questo progetto?

G – Ho una silloge pubblicata e tantissime poesie sparse, per un nuovo progetto non era indicato
usare materiale già conosciuto. “Fino all'Ultimo Suono” è una suite di poesie musicate, dove musica
e parola hanno lo stesso peso e rilevanza. Abbiamo scelto un argomento (in questo caso quello
spirituale) e dato ordine al materiale. Le 10 poesie selezionate risultano così come altrettante tappe
di evoluzione personale lungo un percorso di auto consapevolezza.
M – Probabilmente per un’esigenza di aria fresca, non ancora respirata.


                                                            Link per saperne di più


MC – Ho ascoltato qualcosa e devo dire che è coinvolgete, complimenti.
G – Grazie mille. Ti posso assicurare che chi ha l';esperienza completa della suite ne esce stupito,
esaltato, commosso... questi gli aggettivi più diffusi.
M - Grazie infinite. Sai, è che ho applicato una tecnica che mi sta molto a cuore, la Via Taoista del
Wu-wei. Consiste nel “lasciar entrare” e agire di conseguenza. Forse è questo che coinvolge,
proprio perché in primis ha coinvolto noi. (allora io e te dovremmo approfondire questo argomento
nell’intervista a tema)
MC – Curiosità personale, cosa sono i “Battimenti Binaurali” e perché li avete inseriti con la
musica?
G – E' un argomento tostissimo che ti lascio spiegare da Marino, il professionista in materia. Io dirò
solo che ho avuto il piacere di farmi realizzare uno dei suoi brani personalizzati, che ho trovato
semplicemente incantevole, disponibile in tutte e quattro le frequenze diverse. Ognuna di loro opera
a livello sempre più profondo ed è consigliato per momenti specifici della giornata, a seconda delle
attività. Oltre a ottenere i benefici del sonno o della meditazione (dallo stato lieve allo stadio
profondo), quindi salute, rigenerazione cellulare e molto altro, si ha la possibilità di accedere al
subconscio e all'inconscio personale e collettivo. Calma, lucidità e attenzione sono i risultati più
evidenti. Da parte mia ho risolto un'insonnia che si protraeva da anni.
Specifico che questa suite è in distribuzione soltanto con accordatura a 432Hz e che viene rilasciata
con i battimenti binaurali esclusivamente su richiesta.
M – Il dettaglio meraviglioso, a mio parere, è che nel caso specifico dei Battimenti Binaurali, essi
non sono nel brano; è chi ascolta che li produce. E’ un processo interno del cervello che reagisce a
determinate frequenze armonizzando gli emisferi cerebrali, producendo di conseguenza uno stato di
benessere sia biologico che energetico, e che quindi ognuno produce, appunto, da sé e per sé, sul e
nel proprio Essere. Non è la "medicina uguale per tutti", no, ognuno genera la propria, perfetta per se stessa o se stesso. Vi sono anche studi molto interessanti riguardanti i Battimenti Binaurali, di cui
 mi occupo da circa 40 anni, e anche qui troviamo: Monroe Institute o Advanced Mind Institute, CIA
e Intelligence USA con il progetto Gateway, Università di Princeton con Global Conscious Project,
ecc. Tutte fonti ufficiali.
In ogni caso anche la Musica 432 Hz presenta effetti biologici molto interessanti, per altro
dimostrati scientificamente, per esempio da esperimenti condotti dal Prof. John Stuart Reid. Quindi,
nel nostro caso, in Fino all’Ultimo Suono, entrambe le versioni offrono un aspetto e un supporto
“curativo”.
MC – Posso chiederti di essere ospite nelle mie interviste tematiche per approfondire questo
argomento che trovo molto interessante?
M - Certo che sì, molto volentieri. (Grazie)

MC – Vi va di spiegare ai nostri amici viaggiatori cosa sono i “spoken word” e in cosa si
differenziano da un audiolibro?
G – un audiolibro è per esempio un romanzo letto da un professionista. Il lettore finale non sfoglia
pagine, ma ascolta un file audio. In questo formato abbiamo pubblicato le 10 poesie arricchite dalla
musica di Marino, per un totale di 30 minuti. Ora, un audiolibro non ha necessariamente bisogno
della “colonna sonora”, ecco quindi che il nostro progetto si rendeva interessante anche per le
piattaforme musicali. E' uscito così anche come canzoni dove invece del testo cantato, è parlato,
declamato. Questa forma viene definita “Spoken word”, dal quale derivano generi come il rap, per
esempio.
MC - Avete scelto la frequenza a 432Hz, anziché il moderno 440Hz, perché?

G – Marino ormai accorda i suoi strumenti esclusivamente a queste frequenze e io ancor prima di conoscerlo ascoltavo moltissima musica registrata in questa maniera. Il suono ha una qualità percettibilmente diversa (per chi ha orecchio abituato, ovviamente) che definisco come vellutata, setosa, e anche lo stato d'animo che comunica è molto simile. E' incredibile come ci si senta immediatamente pacificati, si parla a voce più bassa, ci si sente decisamente più sereni. E' l'accordatura prediletta da sempre per la musica classica, tanto per fare un esempio.
M – Quando si propone Musica a 432 Hz, ecco che subito arriva qualcuno a chiedere "prove scientifiche" su questa teoria. Innanzitutto non comprendo bene in quale qualifica "autoritaria" si identificano queste persone, ma non è mia intenzione criticare, anzi, semmai comprendere. 
Bene, a questo punto parliamo su dati, diciamo, oggettivi. 
Prima di tutto, una considerazione: è vero che 440 è multiplo di 8, ma non è un multiplo "primario", in altri termini non appartiene ad una progressione geometrica, come è evidente nella seguente.
2 - 4 - 8 - 16 - 32 - 64 -128 - 256 - 512...
Questi sono tutti Do o C, il La  o A che si trova tra gli ultimi due è a 432 Hz e non 440.
Per quanto riguarda 432 vs 440 vi lascio alcuni articoli di approfondimento. Ovviamente ce ne sono molti altri! 

Qui un articolo che cita un articolo di Repubblica e diversi esperimenti condotti in altrettante Università:
https://www.nuoveartiterapie.net/i-suoni-che-cambiano-la-vita/ 

Qui, altro articolo molto interessante dove viene citato Fabien Maman e studi, sempre svolti in Università:http://www.ludomusica.it/2021/08/05/la-musica-come-cura/ 

Qui il link di un'intervista a J. Stuart Reid condotta da Emiliano Toso, Biologo e pianista, ideatore della Transational Music, di cui ho seguito un corso e mi sono diplomato.
Tra l'altro in questa intervista si parla del ruolo delle Frequenze gravi o basse, rispetto all'attivazione dei Fagociti, per altro rilevata anche nel progetto Gateway.
Grazie

Agiungo la spiegazione in italiano di Giordano Sandalo, in relazione all';esperimento di J. Stuart
Reid.

MC - La traccia in distribuzione è registrata a 432Hz, mentre la versione con i binaurali va
richiesta direttamente a voi, come mai questa scelta?

G – I binaurali implicano un ascolto con le cuffie e non si adattano a tutte le occasioni della
giornata, non volevamo quindi limitare l';ascoltatore. Inoltre sono ben 4, diventava impegnativo
pubblicare disco e audiolibro in 4 versioni ognuna.

MC – So che a richiesta, la suite è disponibile anche in altre onde: Theta, Delta ed Epsilon.
Come mai questa scelta e che differenza ci sono tra queste onde e le altre?
G – Assieme all';Alpha, queste sono le onde dei Battimenti Binaurali, di cui si parlava pocanzi.
M – In sintesi, possiamo dire che i Battimenti Binaurali permetto la produzione di onde cerebrali
tipiche della fase del sonno, a cui possiamo accedere nello stato di veglia, con tutti i benefici del
caso. E’ molto più lunga e articolata la spiegazione, tuttavia per non tediare, possiamo riassumerla
in questo modo:
Alpha, Conscio
Theta, Subconscio
Delta, Inconscio personale
Epsilon, Inconscio collettivo
MC - La suite è disponibile su tutte le piattaforme digitali di musica e audiolibri (eccetto
Audible di Amazon), perché questa scelta?

G – Amazon ha i suoi formati e l'esclusiva della distribuzione. Noi siamo per la divulgazione
dell'arte e della cultura. Pertanto che la nostra è di nicchia, desideriamo che sia accessibile a tutti,
non soltanto appannaggio di un unico distributore. Attualmente siamo disponibili su piattaforme che
vanno dall'Asia agli Stati Uniti. Il mercato cinese e giapponese sembra molto interessante.
(Complimenti)

MC – Che consiglio date ai nostri amici viaggiatori che si avvicinano per la prima volta a
questo tipo di “ascolto”?
G – Lasciarsi andare, non avere aspettative, dare al corpo la possibilità di “accordarsi” a queste
frequenze che lui conosce già benissimo. In una fase avanzata si possono introdurre affermazioni e
meditazione, in concomitanza alla musica, ma tutto funziona alla meraviglia anche con un ascolto
“passivo”, che consiglio all' inizio.
M – Anche se comprendo alla perfezione quanto intende Giusy nella sua risposta, devo comunque
specificare che passivo-attivo, qui è piuttosto relativo. In quanto il “non far nulla”, nel Taoismo
definito Wu-wei, è una pratica meravigliosa. E’ inteso come “collaborare lasciando che accada”.
Traducendo in linguaggio a noi più consono, potremmo dire, esattamente come dice Giusy: “non

avere alcuna aspettativa”, quindi non aspettarsi qualcosa in particolare. E’ un agire seguendo quello
che definisco Pensiero Sferico, invece al più consueto Pensiero Lineare, in modo da ampliare
l’orizzonte degli eventi. Un atteggiamento sì filosofico, ma confermato nello specifico dalle teorie
della Fisica Quantistica o Unificata.
MC – Dopo quanti ascolti si può percepire un cambiamento o avvertire qualcosa?
G – Dopo pochi minuti di ascolto. Puoi non rendertene subito conto, ma ci si sente più “morbidi”
appena ci si sintonizza all';accordatura 432Hz.
M – Per i battimenti binaurali è invece diverso, ma già nel giro di poche settimane o pochi mesi si
arriva a percepire i risultati.
G – Per esperienza personale però io li ho trovati eccezionali già dai primi ascolti. Addormentarmi
subito dopo anni di insonnia, è stata una rivelazione. Ma Marino ha sempre detto che sono
particolarmente predisposta e ricettiva a questo tipo di trattamenti.

MC – Ammetto che starei qui ore per parlare di questo argomento che trovo interessante e
anche molto attuale, se non sbaglio su Youtube ci sono molti canali che presentano questo tipo
di “ascolti”. Secondo voi come mai le persone si avvicinano sempre più a questo tipo di
“musica”?

G – Vero, ma va ricordato che le piattaforme audio e video, per forza di cose, per dover ridurre il
peso, operano dei tagli di frequenza ai file. Proprio le frequenze con cui desideriamo operare, però!
Il file originale, ad alta risoluzione, è imprescindibile per un ascolto proficuo. In particolare per i
battimenti.
Sul fatto che sempre più persone sono interessate a come funziona il mondo sottile, delle frequenze
nostre, in armonia con quelle della natura, penso sia una risposta innata e necessaria alla frenesia
della vita attuale. Tante cose da fare, sempre di corsa, confusione mentale, stress. Si sente la
necessità di staccare, fermarsi, riposare, contemplare. Non è facile farlo da soli, per cui quando si
trovano queste opportunità, avviene un'attrazione naturale. Lo vedo nelle esperienze di ascolto che
facciamo in presenza, c'è molta curiosità e interesse.
M – Presumo che sia per via del fatto che L’Inconscio Collettivo si stia espandendo, i “social”
hanno permesso una divulgazione più consistente e capillare. Inoltre vi è anche una spiegazione
scientifica, che riguarda la Fisica Quantistica. Potremmo dire, in sintesi, che si tratta di vera e
propria risonanza.
MC – Cosa avreste voluto che vi chiedessi?

G – Più di così! Dovremmo cambiare argomento. Magari approfondiamo la tematica delle 10 poesie
in una seconda occasione. Anche quello è un percorso specifico degno di approfondimento. Anzi, il
fulcro della suite, si può dire, attorno al quale è stato costruito tutto il resto, impreziosendo ed
esaltando i messaggi veicolati dai versi. (sempre disponibile)
M – A me pare piuttosto esaustivo.
MC – Vi è piaciuto questo viaggio un po’ diverso dal solito?
G – I viaggi in treno mi sono sempre piaciuti, grazie dell' ospitalità!
M – Il treno è un mezzo meraviglioso, scivola nella “realtà” e lascia che il paesaggio si lasci
ammirare…

MC – Volete aggiungere qualcosa per i nostri amici viaggiatori?

G – Non fermatevi mai alla superficie delle cose, alla quotidianità, alle regole del mercato.
Approfondite, siate curiosi, coltivate la volontà di migliorare voi stessi e il piccolo mondo che vi
circonda. E'; già tantissimo! E poi sappiate fermarvi un po'; più spesso, contemplare la natura,
affinare i sensi. Siamo molto altro oltre quello che vediamo, ed è lì che troviamo l';equilibrio alla
nostra caotica vita di umani del terzo millennio.
M – La difficoltà più grande ed evidente è comprendere che la materia è vuota. Le particelle che la
compongono sono in verità Energia che oscilla così velocemente da sembrare concreta. Quando noi
comprendiamo questo, iniziamo a percepire quello che è il senso profondo delle poesie di Josyel…

MC - Allora non mi resta che augurare a voi viaggiatori di rilassarvi nel viaggio ascoltando ... “fino all’ultimo suono”.
Al prossimo viaggio.

sabato 9 maggio 2026

giovedì 7 maggio 2026

Il giovane Holden, di J.D. Salinger



Ogni puntata parte da un titolo che vale la pena conoscere o riscoprire, e andiamo subito al punto: cosa lo rende un cult, cosa dice ancora oggi e perché continua a parlare anche a chi lo incontra per la prima volta.
Io ed Ely raccontiamo libri e film che hanno lasciato un segno: opere che hanno influenzato generazioni, creato discussioni, cambiato linguaggi.


EGR
Perché continua a parlare la lingua di chi non sopporta la finzione.

Holden è uno che guarda il mondo e vede crepe ovunque: gente falsa, ruoli imposti, aspettative assurde. Questo modo di smascherare la recita sociale è attualissimo adesso che viviamo tra pose, coperture e immagini costruite.

È cult oggi perché la sua voce è ancora scomoda, ancora vera, ancora storta nel modo giusto. Non cerca di piacere, non recita, non si vende bene: ed è proprio questo che lo rende moderno.

Leggendolo adesso senti un tono che potresti trovare in una chat, in uno sfogo, in un diario digitale: diretto, incazzato, fragile, lucidissimo a tratti.

        


MCB
Ho conosciuto questo libro attraverso una trasmissione fatta in Rai da Baricco, alcuni anni fa, “Pickwick, del leggere e dello scrivere” (consiglio di andare a vederla sulle teche della Rai). Per capirlo ho dovuto leggerlo più di una volta perché, secondo me, può avere più piani di lettura.

Una interpretazione è legata all’età dell’adolescenza in cui si cerca la propria identità, in cui ci si ribella contro la società e non si sopporta la menzogna e l’ipocrisia. Mentre quando lo si legge da adulti, oltre a ripercorrere la propria adolescenza con occhi diversi, ci rendiamo conto che vediamo le cose che ci colpivano da giovani da un punto di vista differente.

Una curiosità in merito al titolo e alla copertina del libro.

Il titolo originale era “The Catcher in the Rye” che poteva essere tradotto in Il prenditore nel campo di segale, Il prenditore nella segale o alternativamente, Il prenditore nella segale da whiskey (altre possibili traduzioni sono Il terzino nella grappa, L'acchiappatore nella segale o Il salvatore sul precipizio). Alla fine, il primo traduttore italiano optò per Vita da uomo, poi cambiato in Il giovane Holden, l’editore italiano non lo  riteneva abbastanza attraente per i lettori le varie traduzioni. e fu così cambiato con quello che conosciamo noi.
Salinger pretese che la copertina non avesse nessuna immagine per non condizionare il lettore nell’acquisto.

È cult oggi perché non è diventato vecchio: continua a dire la verità che nessuno ama ammettere.

mercoledì 6 maggio 2026

Meravigliosa Italia: Gustando Rovigo e la sua cucina con Maria Cristina Buoso, 2



Amici carissimi,

oggi siamo di nuovo con l’amica e collega autrice e blogger Maria Cristina a spasso per Rovigo, oggi scopriremo altre interessanti attrattive turistiche da andare a vedere nel caso visitassimo questa città.

Buona lettura!





MTDD: Ciao Maria Cristina e benvenuta di nuovo a questo nostro appuntamento della rubrica Meravigliosa Italia.

MCB: Grazie Maria Teresa per avermi invitata. È sempre un piacere essere tua ospite.

MTDD: Oggi continuiamo a visitare Rovigo. Di quali attrattive ci parli?

MCB: Oggi voglio parlarvi di un altro Palazzo storico della città che si affaccia sempre su Piazza V. Emanuele II, ossia L'Accademia dei Concordi.


Accademia dei Concordi


L'Accademia dei Concordi è un fondazione culturale di Rovigo nata attorno al 1580. Fu il conte Gaspare Campo (Rovigo, 1557-Rovigo, 21 febbraio 1629) a voler riunire tutti i letterati e studiosi locali per discutere di letteratura, musica e arte con l’intento di sostituire tutte le Accademie che erano nate nella città.

MTDD: Quali erano le altre Accademie allora presenti a Rovigo?

MCB: A quel tempo c’era quella degli Addormentati (che venne sciolta nel 1562 perché sospettata di eresia e alcuni membri furono processati), quella degli Umili (di carattere religioso) e quella dei Cavalieri (formata solo da nobili).

MTDD: In quale modo questa Accademia sostituì quelle che erano state sciolte?

MCB: Nel 1739 lo statuto dell’Accademia dei Concordi venne ufficialmente approvato dalla Repubblica di Venezia e fin dalla sua nascita l'Accademia fu il punto centrale della cultura rodigina.

Nel 1836 furono aperte al pubblico la Biblioteca e la Pinacoteca entrambe dotate di un ricco patrimonio librario e artistico, che diventarono un punto di riferimento per le istituzioni, le associazioni, gli operatori culturali della città e del Polesine.



Accademia dei Concordi


MTDD: Chi ha progettato e/o costruito l’edificio che ospita questa Accademia?

MCB: L'edificio in cui si trova l'Accademia dei Concordi è stato realizzato su progetto dell'architetto Sante Baseggio (Rovigo,1794 - Rovigo, 1861) nel 1814.




MTDD: Cosa puoi dirci di come è organizzata e delle attività che esplica?

MCB: L’Accademia dei Concordi ha un patrimonio complessivo di oltre 300.000 unità documentarie ed un centro di catalogazione e ricerche bibliografiche con cui serve la città e anche le biblioteche della provincia nell’ambito del Sistema Bibliotecario Provinciale di cui è partner tecnico/scientifico.

È articolata in tre Sezioni: “Conservazione”, “Pubblica lettura” e “Ragazzi”.

La Sezione “Ragazzi” della Biblioteca, denominata Multispazio, è stata inaugurata il 29 aprile 2004 nei locali di Palazzo Nagliati (all’interno di un delizioso cortile con ingresso su Piazza Garibaldi, di fronte al Teatro Sociale) e ha una raccolta di oltre 9.000 documenti suddivisi per fasce d’età. C’è anche, una piccola sezione per genitori e insegnanti ad indirizzo psicopedagogico, che spazia dalla saggistica dedicata alla prima infanzia alla promozione della lettura.

Mi fermo qui e come sempre vi lascio questi link per approfondire....

https://www.concordi.it/

https://it.wikipedia.org/wiki/Accademia_dei_Concordi

https://www.rovigoracconta.it/luogo/accademia-dei-concordi

https://www.concordi.it/biblioteca/

https://www.concordi.it/multispazio/


MTDD: Grazie, Maria Cristina, per queste interessanti informazioni. Anche l’Accademia dei Concordi merita certamente di essere visitata per il ruolo che continua a rivestire nella storia di Rovigo, cittadina di cui stiamo scoprendo, proprio grazie a te, molte ‘perle preziose’.
Ogni tuo articolo si è sempre concluso ‘a tavola’ per così dire. Con cosa vuoi concluderlo oggi?

MCB: Oggi voglio concluderlo parlandovi di un pane nato a Rovigo, per la precisazione ad Adria nel 1982, Cavallari lo registrò come marchio commerciale con il nome di "Ciabatta Italia".




Arnaldo Cavallari assieme al noto panificatore Francesco Favaron l’idearono e lo fecero diventare uno dei pani più famosi al mondo e una volta mangiato.... non lo si scorda più. È un pane con un alto contenuto di acqua, almeno il 70% sul peso totale della farina, di solito senza lipidi. Lo si riconosce dalla grande alveolatura della mollica, dalla crosta tendente al bruno e dalla sua croccantezza, oltre a quella classica grande adesso ci sono anche le ciabattine. Lo si può mangiare in tantissimi modi ma quello per cui è usato soprattutto sono i panini. Ci puoi mettere dentro di tutto e ... ho già l’acquolina in bocca.

Arnaldo Cavallari è stato un noto campione di rally negli anni ’60 e quando lasciò l’attività sportiva, ritornò alle origini perché era l’erede di una famiglia di panificatori famosa della zona.
Come titolare dei Molini Adriesi iniziò una serie di esperimenti nel forno di via Ca’ Cima 15 di Adria, che lo portarono a brevettare, nel 1983, il pane ciabatta.

Il successo fu immediato e oggi la ciabatta è conosciuta e amata in tutto il mondo al pari della baguette.

Vi indico un paio di link, nel caso voleste cimentarvi nella preparazione di questo pane e .... fatemi sapere come va J

https://it.wikipedia.org/wiki/Ciabatta_(pane)

https://panelibrienuvole.com/2016/10/10/pane-ciabatta-di-verona/

MTDD: Grazie Maria Cristina sia per averci presentato brevemente la tua città sia per questa gustosa ricetta. Alla prossima.

MCB: Grazie Maria Teresa. È sempre un piacere parlare con te. Alla prossima!



martedì 5 maggio 2026

Segnalazione: Juliet e l’Highlander Di Sofie Darling

 


E’ il penultimo libro della serie di romance regency spicy “I Windermere” di Sofie Darling.

Abbiamo già intravisto i protagonisti di questo libro nei romanzi precedenti, ma potete tranquillamente leggerlo anche da solo perché il prologo spiega molto bene gli antefatti di questa storia d’amore in cui lei si innamora per prima e quando lui rinsavirà, dovrà sudare sette camicie per conquistarla.





Scheda libro

Titolo: Juliet e l’Highlander (titolo originale: Miss Windermere Woos a Highlander)

Autore: Sofie Darling

Traduttore: Isabella Nanni

Editore: Love Ink Books LLC (prima edizione in lingua originale: 2022)

Genere: Romance storico

Prezzo ebook: € 2,99 – disponibile anche in Kindle Unlimited

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 8 aprile 2026

Serie: I Windermere




Trama


Lui mi ama...

Scena: Italia, campagna toscana. La signorina Juliet Windermere si attende una dichiarazione d’amore dall’uomo dei suoi sogni. Quello che ottiene è una confidenza in cui lui le dice che lei assomiglia alla donna dei suoi sogni... che al momento si trova a migliaia di chilometri di distanza, in Scozia.

Lei NON mi ama...

Scena: Highland scozzesi. Lord Rory Macbeth, Visconte Kilmuir, non ha alcuna intenzione di corteggiare la ragazza della porta accanto. Ma Juliet questo non lo sa. Lui è sicuro di non esserle mai piaciuto, ma quando la talentuosa poetessa dice che lo aiuterà a conquistare il suo vero amore, lui inizia a vedere un lato completamente nuovo della giovane Windermere.

Il vero amore non è mai filato liscio...

Juliet spera che scrivere la poesia metta fine alla sua ostinata cotta per Rory. Invece, lavorare insieme porta a nuove scoperte, e un bacio sotto la pioggia rivela la vivace passione che solo loro riescono a suscitare l’uno nell’altra.

Ma Rory riuscirà a convincere la sua poetessa guerriera che lei, e solo lei, è tutto ciò che desidera di più al mondo?


Estratto

Con la coda dell’occhio intravide un albero a poca distanza. Non era un albero nodoso e contorto come l’ulivo eterno, ma un albero spesso e solido come una quercia che si potrebbe trovare in Inghilterra.

L’albero si mosse.

L’albero, a quanto pareva, non era affatto un albero, ma un uomo. Un uomo piuttosto alto e massiccio, con capelli rosso chiaro dai riflessi dorati come un tramonto autunnale; occhi azzurri luminosi e opachi, della stessa tonalità di una pietra turchese; e un immancabile sorriso sbilenco.

Uno scozzese, per la precisione.

E non uno scozzese qualsiasi, ma lo scozzese di cui si era invaghita dal momento in cui Archie lo aveva portato a casa da Eton durante le vacanze scolastiche e glielo aveva presentato come Rory.

E ora era sola con lui.

Colse l’istante in cui lui la notò e il sorriso sbilenco gli si dipinse sulle labbra. La salutò con un piccolo cenno della mano, che lei ricambiò alla pari.

Niente di più, niente di meno.

Quella era la chiave per mantenere segreta un’infatuazione. Ricambiare alla pari... Niente di più, niente di meno.

Nessuno avrebbe mai saputo niente se lei non si fosse tradita.

«Una girovaga come me» disse lui, conversando con leggerezza con il suo forte accento scozzese che le faceva sentire le farfalle nello stomaco.

La sua bocca si sollevò in un sorriso di saluto – niente di più, niente di meno. «Ah, sì.»

Lui le si avvicinò… aggrottò la fronte e inclinò la testa di lato. La stava fissando... come se la vedesse per la prima volta, tanto si sentiva al centro del suo sguardo – un posto in cui non si era mai trovata prima.

Le farfalle nello stomaco si moltiplicarono e finirono a svolazzarle nel petto, rendendole difficile respirare…

La sua mano le sfiorò il viso... e le tolse un seme di dente di leone dalla guancia. Lo sollevò, aprì il pollice e l’indice e lo lasciò volare via nel vento…

«Non ho mai notato una cosa di voi» disse lui con voce profonda.

Le farfalle nello stomaco le fecero palpitare il cuore. I palmi le si imperlarono di sudore. «Oh?» chiese trafelata.

«Assomigliate esattamente a...»

Un Botticelli dai capelli corvini? Venere di Milo, ma con le braccia e la testa?

«A chi?» gli chiese con un filo di voce.

«Alla signorina Davina Dalhousie.»

Juliet sbatté le palpebre e l’espressione sognante che gli aveva rivolto fino a quel momento le si congelò in viso.

La signorina Davina Dalhousie.

Ma certo.

La gentildonna che aveva rifiutato la sua proposta di matrimonio prima che lui partisse per l’Italia. Eppure...

Per un attimo, era sembrato che la sua infatuazione per la signorina Dalhousie fosse svanita – a quanto pareva, la giovane donna era stata piuttosto categorica nel suo rifiuto – e che lei stessa avesse finalmente catturato il suo interesse.

Ma, ahimè, non era così.

In un istante, a Juliet fu chiaro che cosa doveva fare. Per prima cosa, allontanarsi il più possibile da quell’uomo. Poi, farsi un bel pianto purificatore. E, infine, cosa più importante, scrivere un verso in cui il cattivo della storia scivolava e cadeva tragicamente da una montagna scozzese o veniva preso a testate sul didietro da una vacca delle Highlands infuriata.

Quest’ultimo scenario aveva un fascino particolare, dato che le farfalle nello stomaco erano state sostituite da pipistrelli, del tipo mordace…

lunedì 4 maggio 2026

In carrozza con Ilaria Vecchietti per parlare della Mitologia albanese

 

Questo pomeriggio c’è un bel sole che si riflette sul finestrino del vagone mentre con Ilaria continuiamo a parlare di mitologia e dintorni.

MC – Ti va di parlarci di qualche altra leggenda oltre la battaglia tra Drangue e Kulshedra?

I – Certo, con piacere! Possiamo parlare del termine che gli albanesi usano per indicare la loro terra: Shqiperia.
Una leggenda dice che un ragazzo, durante la caccia, vide un’aquila volare sopra di lui con in bocca un serpente. Il giovane si arrampicò sulla cima della montagna per cercarla e trovo il nido, dove c’era il pulcino dell’aquila che giocava con il serpente, apparentemente morto. Ma il rettile, ancora vivo, scattò di colpo, tentando di mordere l’aquilotto.

Il ragazzo fu più veloce, salvò il pulcino, trafiggendo con una freccia il rettile. Poi prese con sé il cucciolo e si avviò verso casa. A quel punto tornò mamma aquila che gli chiese la restituzione del figlio, in cambio avrebbe donato l’acutezza dei suoi occhi e la forza delle sue ali. Il giovane accettò, così crebbe audace e potente, sempre accompagnato dal giovane aquilotto, come guida nelle sue imprese… e per tutte le gesta compiute fu incoronato re. Da quel momento iniziarono a chiamarlo Shqipëtar (figlio dell’aquila). Il suo regno prese il nome di Shqipëri, Terra delle Aquile.

MC – È un racconto veramente bello. Perché nella metamorfosi di questa cultura, c’è una distinzione tra gli animali in cui si trasformano gli uomini da quelle delle donne?

I – Perché erano gli animali associati ai generi. La fauna associata agli uomini simboleggiava la forza, la maestosità, la sapienza; la fauna associata alle donne invece simboleggiava delicatezza, fragilità.

MC – Hai qualche storia o leggenda da raccontarci?

I – Che riguarda la metamorfosi in animali non ne ho trovate… ma ho trovato un’altra tipologia di metamorfosi. Due fratelli, Tomor e Shpirag, sono innamorati entrambi della bella Berat. Si affrontano in duello. Tomor combatte con una spada, colpendo il fratello e provocandogli diverse ferite. Shpirag percuote il fratello con una mazza, ricoprendo il corpo di gonfiori. I due non si fermano fino a quando entrambi muoiono… trasformandosi nei monti che ancora oggi si vedono. La fanciulla si disperò e pianse così tanto che diede vita al fiume Osumi, trasformandosi anch’essa in pietra e diventando la roccia sulla quale oggi sorge il magnifico castello di Berat.

MC – C’è un rituale o età particolare in cui avviene questa metamorfosi?

I – Ho fatto una ricerca, ma non ho trovato la risposta. 

MC – Ci puoi raccontare qualcosa di questi miti, i loro nomi e a cosa servono?

I – Beh, come per tutte le popolazioni, i miti servivano per “spiegare” avvenimenti che al tempo non avevano risposta, se non per volere di una qualche divinità o creatura o spirito. Interessante ad esempio sono le sorelle ninfe E Bukura e Dheut, (Bella della Terra), E Bukura e Detit (Bella del mare) e E Bukura e Qiellit (Bella del cielo). In molte favole vengono narrati i tentativi di diversi eroi di impadronirsi di una ciocca di capelli, perché se riuscirà la ninfa dovrà sposarlo.

MC – Conosci qualche storia?

I – Tutti i siti che trovo sono in albanese… e la traduzione automatica è sempre una cosa incomprensibile.

MC – Peccato. Secondo te, oggi, è rimasto qualcosa di questa mitologia nella cultura albanese?

I – Beh come detto prima, ad esempio gli albanesi chiamano ancora la loro terra Shqiperia, derivante dal mito che vi ho raccontato. Interessante sarebbe leggere il Kângë Kreshnikësh ("Canti degli eroi"), il tradizionale ciclo di epica albanese, basata sul culto leggendario dell’eroe… ma non so se ci sia una traduzione in italiano. 

MC – Vorresti aggiungere qualcosa ?

I – Credo che abbiamo detto tutto, anche perché essendo una mitologia poco conosciuta ci sono poche fonti in italiano.

MC – Infatti non credo che siano in molti a conoscerla. Grazie per avercela fatta conoscere... Alla prossima.

sabato 2 maggio 2026