mercoledì 19 agosto 2026

Meravigliosa Italia: Gustando Rovigo e la sua cucina con Maria Cristina Buoso, 3



Amici carissimi,
oggi siamo di nuovo con l’amica e collega autrice e blogger Maria Cristina a spasso per Rovigo. Nei due precedenti articoli ci ha accennato alla storia di Rovigo, presentandoci, alcune gustose ricette.

Proseguiremo con Rovigo di cui scopriremo altre interessanti attrattive turistiche da andare a vedere nel caso visitassimo questa città.

Buona lettura!




MTDD: Ciao Maria Cristina e benvenuta di nuovo a questo nostro appuntamento della rubrica Meravigliosa Italia.

MCB: Grazie Maria Teresa per avermi invitata. È sempre un piacere essere tua ospite.

MTDD: Oggi continuiamo a visitare Rovigo. Dove ci porti esattamente?

MCB: Oggi voglio portarvi, anche se solo virtualmente, a Palazzo Roverella, un palazzo storico di Rovigo. È la testimonianza del periodo "estense" e si affaccia sulla piazza Vittorio Emanuele II, la piazza principale della città, ma l’entrata si trova girato l’angolo in Via Giuseppe Laurenti n.8.


Palazzo Roverella – Vista dal lato sulla piazza


Palazzo Roverella – Vista entrata in via Laurenti


MTDD: Puoi parlarci della storia di questo palazzo e del perché è importante?

MCB: Certamente. L’edificio fu commissionato dall'anziano cardinale Bartolomeo Roverella nel 1474 perché doveva testimoniare il prestigio raggiunto dalla famiglia dei Roverella. Non si conosce il nome dell'architetto che progettò il palazzo, anche se si pensa che il giovane Biagio Rossetti abbia partecipato al disegno artistico. L'improvvisa morte del committente nel 1477 bloccò i lavori di costruzione.

MTDD: È stato rinnovato e/o ristrutturato nei secoli questo edificio?

MCB: Sì. Dal tardo Cinquecento in poi, si fece un uso errato del posto con conseguenti interventi di ristrutturazione nella parte interna, spesso sbagliati, che portò al degrado dello stabile fino alla fine della seconda guerra mondiale quando fu iniziato il restauro della facciata, mentre il resto del palazzo è stato trascurato fino al 1985.

I lavori di ristrutturazione interna sono iniziati nel 2000 ed eseguiti dal Comune di Rovigo e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo portandolo alla riqualificazione e restituendo alla città un luogo dove portare la sede della Pinacoteca dell'Accademia dei Concordi e del Seminario, ricca di dipinti importanti.


Palazzo Roverella – Facciata


MTDD: Sono felice di sapere che alla fine si è provveduto alla ristrutturazione e riqualificazione di questo antico palazzo restituendogli il posto che merita nella storia della vostra città.

MCB: Si, è stato fondamentale. Annualmente Palazzo Roverella ospita mostre di importanza nazionale ed europea, soprattutto incentrate sull'arte moderna fra 1800 e 1900, come quella attuale di Kandinskij (fino a giugno 2022)


Cartello che descrive brevemente Palazzo Roverella


MTDD: Per curiosità, questo Palazzo racchiude solo reperti italiani o anche stranieri?

MCB: Palazzo Roverella ospita anche alcuni reperti dell'Antico Egitto, tra cui le mummie di una donna e un infante, chiamate Meryt e Baby, corredate di ushabti (piccole statue che costituivano elemento integrante ed indispensabile del corredo funebre) ed altri oggetti e reperti greco-romani, vasi e statuine ex voto, provenienti da donazioni private.

Chi desiderasse saperne di più può leggere le informazioni riportate ai seguenti link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Roverella

https://www.rovigoinfocitta.it/palazzo-roverella-rovigo/

MTDD: Molto interessante. Anche questo palazzo merita sicuramente di essere visitato nel caso venissimo a Rovigo, una cittadina ricca di arte e di cultura. Hai preparato anche oggi una ricetta per noi?

MCB: Certamente. Oggi concludo questa nostra intervista con una ricetta tipica della mia zona: i Carciofi alla veneta o alla veneziana. Spero apprezzerete.




Carciofi alla veneta o alla veneziana, si cucinano stufati in tegame (in tecia, nel dialetto veneto)

Ci sono diverse variazioni questa è la più facile e veloce.

Lavate, pulite e immergete i carciofi in acqua e limone per non farli annerire; scolateli e strizzateli per bene.

Dopo mettete all’interno del carciofo un composto di pangrattato, sale, pepe, aglio, prezzemolo, pigiate per bene per far entrare il tutto, dopo li mettete in un tegame unto con olio di oliva, versate dell'acqua, copriteli con un coperchio e fate cuocete così per circa 10/15 minuti (se non bastasse il tempo perché ancora duri, proseguite fino a quando con la forchetta non li sentiti teneri), aprite e irrorateli con il fondo di cottura e terminate facendo evaporare l’eccessivo condimento deve rimanere la quantità giusta per accompagnare sul piatto i carciofi che saranno morbidi e pronti per essere gustati.


martedì 18 agosto 2026

Segnalazione: Sabbie Ribelli di Carlo Menzinger di Preussenthal

 


Ultimo nato in casa Dystopica, un libro da portare in vacanza.


Buona lettura.







I pirati steampunk di Firenze resistono tra sabbie roventi al governo mondiale di un social network invasivo che regala sogni sintetici. Un bambino diventa l’arma più imprevedibile contro il potere della rete.

In un futuro post-apocalittico, Palazzo Vecchio emerge dalle dune come il relitto di una civiltà scomparsa.

Firenze, ultima città disconnessa dal dominio di Mindnation, il social network trasformato in governo mondiale e innestato nel cervello della gente, sopravvive grazie a pirati steampunk, vapore alchemico e tecnologie strappate alle rovine del passato.

Levatore non ricorda un’esistenza diversa. Cresciuto dal cyborg che ha assassinato la sua famiglia, vive tra sabbia, violenza e psicotrame artificiali, finché l’incontro con Novembre, piratessa del Mare di Sabbia e ribelle

utopista, lo trascina in una guerra contro il potere della rete, che manipola l’umanità offrendo sogni sintetici.

Tra robot-cloud mutaforma, corsari volanti e deserti tossici, “Sabbie Ribelli” racconta la lotta per restare umani in un futuro dominato dalle macchine.

Delos Digital editore, collana Dystopica a cura di Linda Talato e Vincenzo Romano




Autore


Carlo Menzinger di Preussenthal nasce il 3.1.1964 a Roma, dove, dopo gli studi classici, si laurea in Economia e Commercio. Vive a Firenze.

Scrive spaziando tra fantascienza, ucronia, weird, storico, mitopoiesi, thriller e altro. Esordisce nel 1989 con una silloge poetica. Nel 2001 dà alle stampe, primo di vari romanzi, Il Colombo divergente.

Più di recente, con Tabula fati, pubblica Apocalissi fiorentine, Quel che resta di Firenze, La felicità affogata e L’Eterno e la Stella Vagante (edito anche da Delos Digital, in quanto finalista al Premio Odissea). Con Delos

Digital ha partecipato anche all’antologia Mondi paralleli, vincitrice del Premio Italia.

Ha curato varie antologie. Ha pubblicato con vari editori molte decine di racconti e articoli. In rete (e non solo) ha pubblicato centinaia di recensioni e articoli.

Coordina gli oltre 60 giurati del premio letterario La Città sul Ponte.

È attivamente coinvolto in diverse associazioni culturali e ambientaliste.


DELOS DIGITAL edizioni

delos.digital / comunicazione@delosdigital.it

sabato 15 agosto 2026

“Schegge di parole” di Maria Cristina Buoso. Recensione di Marco Cazzella.


Ringrazio Marco Cazzella per la bella recensione che ha fatto al mio
libro di poesie nel Blog Collettivo la penna d’oca,
Grazie e buona lettura.





Dopo diversi romanzi, Maria Cristina Buoso approda nel mondo letterario con una silloge poetica. Esattamente come i suoi testi, precedenti o successivi che siano, questo libro è unico e originale come lei, e anche se le dinamiche sono quelle di ogni silloge, è il modo in cui vengono scritte che rendono questa piccola raccolta così eccezionale. I versi sono infatti strutturati con una grafica tale da suscitare l’immaginazione e lo stupore in chi legge.


I temi che tratta sono vari, a partire dai più delicati, come “La farfalla”, fino a quelli più attuali e intensi come “La guerra”, “Europa 45”, “Droga”. Senza dimenticare quelli rivolti agli stati d’animo: “Invidia”, “Rabbia”. Un libro pieno di emozioni, quindi, che riesce a far riflettere su tutte queste questioni e tantissime altre. Inoltre il testo si apre con una splendida presentazione sul significato della parola che prepara il lettore a ciò che verrà.

In definitiva: una silloge carica di emozioni contrastanti, breve, ma non per questo meno bella, del resto si sa che nella botte piccola c’è il vino buono! Forte in alcuni punti e lieve in altri, è in grado di toccare il cuore con delicatezza, proprio come il petalo di un fiore. La consiglio a tutti gli amanti di poesie perché vi stregherà e ve ne farà innamorare.
Marco Michele Cazzella

martedì 11 agosto 2026

Segnalazione: Due rette parallele s’incontrano su Venere di Michele Vincelli


 Un romanzo con una narrazione profonda e stratificata che intreccia due storie vere, lontane nel tempo ma sorprendentemente vicine nel loro nucleo umano.

Al centro del romanzo c’è una riflessione potente e attuale: cosa significa fallire?

In un tempo che celebra solo il successo, Due rette parallele s’incontrano su Venere restituisce dignità all’attesa, alle ferite, ai sogni incompiuti e a tutto ciò che resta ai margini.

Il fallimento non viene raccontato come sconfitta definitiva, ma come spazio di trasformazione, fedeltà a sé stessi e possibilità di redenzione.

Un romanzo che non cerca scorciatoie narrative, ma invita chi legge a rallentare, sostare e interrogarsi.

Buona lettura.






SCHEDA LIBRO

Titolo: Due rette parallele s’incontrano su Venere

Autore: Michele Vincelli

Data di pubblicazione: 24 novembre 2025

Pagine: 310

Genere: narrativa contemporanea, romanzo introspettivo, narrativa letteraria

Pubblicazione: Cornacchione Editore












Quarta di copertina


Nel Settecento, l’astronomo Guillaume Le Gentil salpa per una delle più grandi imprese dei suoi tempi: misurare il transito di Venere davanti al sole.

Duecento anni dopo, in un piccolo borgo del sud Italia, Michelangelo – genio incompreso – combatte i “rumori del mondo” e inventa modi per far star bene gli altri, mentre lui resta sempre troppo indietro.

Due storie parallele, con nulla in comune se non l’ossessione e l’ostinazione nell’inseguire i propri sogni.

Preparatevi a un’avventura incredibile perché viaggerete su galeoni in burrasca e cavalcherete con gli indiani su un crinale al tramonto. Potrete anche arrabbiarvi con un dipendente un po’ svogliato del Louvre che insiste nel dirvi che siete morti, o lasciarvi rapire dal fascino di Costanza. Sarete anche inghiottiti da una balena e rigettati su una spiaggia con l’obbligo d’imparare il perdono.

La cosa più importante di questo viaggio, però, sarà far vostra la quarta regola del professor Delisle, che vale più di ogni tesoro.

Perché ognuno ha la sua prigione.

E a volte perdere è uno dei modi più autentici di vincere.




L’autore


Michele Vincelli è psicologo e autore. Nel suo lavoro e nella sua scrittura si confronta da sempre con la fragilità umana, il fallimento, la ricerca di significato e la tensione tra perfezione e imperfezione.Con Due rette parallele s’incontrano su Venere costruisce un romanzo che unisce narrazione, riflessione psicologica e profondità simbolica, offrendo al lettore una storia che attraversa il tempo per parlare del presente.

lunedì 10 agosto 2026

In carrozza con Ilaria Vecchietti per parlare della Mitologia armena


Oggi il treno ci porterà in Armenia, Ilaria ci parlerà di una mitologia poco conosciuta. Mettetevi comodi.

MC – Ti andrebbe di parlarci della religione dei protoindoeuropei e del popolo da cui ha avuto origine?

I – I protoindoeuropei sono la popolazione preistorica che si ipotizza abbia abitato Europa, Asia occidentale, Asia centrale e subcontinente indiano, migrando 5000 anni fa dall’Eurasia. Durante queste migrazioni il popolo si frammentò, originando i vari popoli indoeuropei. Sull’esistenza di questa popolazione ci sono vari dibattiti, e si basa su studi linguistici. Quindi la religione protoindoeuropea era la religione di questa popolazione prima della migrazione e la frammentazione nei diversi popoli. Il pantheon è simboleggiato principalmente da un Dio padre e una Dea madre. Poi c’è un Dio associato ai fulmini e alla guerra. Per finire altri dei minori.

MC – Di che periodo parliamo?

I – Come detto, le grandi migrazioni iniziarono circa 5000 anni fa.

MC – Secondo te, come mai questa religione è stata alla base per molte religioni e miti?

I – Beh ovviamente perché diciamo che era la prima, dell’unico popolo che poi si divise… e quindi dividendosi svilupparono ognuno le loro religioni.

MC – Cosa è rimasto invariato e cosa invece è cambiato da quella religione a quella Armena negli anni?

I – Quello che caratterizzava il pantheon dei protoindoeuropei era appunto un Dio padre e una Dea madre e un Dio associato ai fulmini. Questa triade era presente anche nella mitologia armena. Poi ovviamente con il passare del tempo si è modificato anche a seguito delle influenze degli altri popoli. 

Pensa, anche dall’influenza Cristiana. Ho scoperto che secondo una leggenda e tradizione armena, Haik (conosciuto come progenitore degli Armeni) era un discendente di Noè, essendo figlio di Togarmah, che era nato da Gomer, a sua volta nato dal figlio di Noè, Yafet. Secondo la leggenda, Haik si stabilì ai piedi del monte Ararat, sacro per gli Armeni in quanto considerata il luogo dove si posò l'arca di Noè dopo il diluvio universale. Haik partì per assistere alla costruzione della Torre di Babele e, ritornato dalla Mesopotamia, sconfisse il re assiro Nimrod presso il lago di Van, nell'Armenia occidentale, l'attuale Turchia.

MC – Perché gli armeni veneravano così tanto Ar o Ara?

I – Beh, perché era considerato il Dio supremo, essendo poi identificato con il sole, simbolo di vita. Inoltre si può far anche un altro collegamento.
Il monte Ararat è una montagna sacra per gli Armeni. La parola Ararat può essere suddivisa in tre parole: AR-AR-AT.

AR-AR può essere una forma plurale di tutti gli Dei che comprende; AT può essere una versione arcaica della parola armena che significa “un pezzo di”. Ararat può significare “un pezzo di Dei”, o “un pezzo di creazione”.

MC – C’è qualche leggenda che lo riguarda?

I – Non so se sia perché è una mitologia molto antica e poco diffusa, ma non ho trovato nessun mito.

MC – Il profeta Zaratustra in quale periodo lo troviamo e come mai è diventato così importante durante la vita?

I – Zaratustra fu un mistico iranico, profeta del Mazdeismo e autore delle cinque gāthā raccolte nell'Avestā. In verità non si conosce con precisione in quale periodo visse, gli studiosi ipotizzano tra l'XI e il VII secolo a.C. Ipotesi più recenti, lo collocano nell'Età del bronzo tra il XVIII secolo a.C e il XV secolo a.C.

MC – Cosa è il Mazdeismo e cosa sono le cinque gāthā raccolte nell'Avestā che Zaratustra ha scritto, cosa c’è di importante in queste sue opere?

I – Il Mazdeismo o zoroastrismo fu la religione basata sugli insegnamenti di Zaratustra. Religione monoteista. Il testo sacro è l'Avestā, che raccoglie diversi contributi di varia origine, soltanto le gāthā (i canti religiosi) sono, secondo gli studiosi, direttamente attribuibili al profeta Zarathustra.

Le gāthā di Zarathuštra sono suddivise:
  • Dal XXVIII al XXXIV Yasna viene riportata la Ahunavaitī Gāthā (Canto del Signore);
  • Dal XLIII al XLVI Yasna viene riportata la Uštavaitī Gāthā (Canto della Felicità, «Felicità sia per colui che procura felicità al suo prossimo»);
  • Dal XLVII al L Yasna viene riportata la Spentāmainyu Gāthā (Canto dello Spirito Santo del Bene);
  • Al LI viene riportata la Vohukšathrā Gāthā (Canto del buon dominio);
  • Al LIII viene riportata la Vahištōišti Gāthā (Canto del miglior desiderio).
MC – Ti va di approfondire maggiormente gli Dei di questa mitologia e hai qualche leggenda interessante da raccontarci?

I – Nella religione zoroastriana Ahura Mazdā è il nome dell'unico Dio, creatore del mondo sensibile e di quello sovrasensibile.
Da lui dipendono Spenta Mainyu (santo spirito) e gli Ameša Spenta (spiriti immortali):
  • Ahura Mazdā creò il mondo in sei "periodi". 
  • Maŝya e Maŝyana furono la prima coppia di esseri umani creati. 
  • Ahura Mazdā è considerato il protettore di tutte le creature e, secondo la tradizione, durante il diluvio universale costruì il palazzo Vara di Yima al fine di proteggere tutte le creature.
MC – Grazie per tutte queste informazioni. Viaggiatori vi va di venire con noi anche nel prossimo viaggio? Se si, vi aspettiamo in stazione.

sabato 8 agosto 2026

L’INCIDENTE” di Maria Cristina Buoso. Recensione di Marco Cazzella.

 



Ringrazio Marco Cazzella per la bella recensione che ha fatto al mio libro nel Blog Collettivo la penna d’oca,
Grazie e buona lettura.




“L’INCIDENTE” di Maria Cristina Buoso. Recensione di Marco Cazzella.
11 Marzo 2026
(PlaceBook Publishing, 2022)

Dopo: “Vernissage, l’intimità di un quadro”, Maria Cristina Buoso torna con un nuovo episodio dei suoi  avvincenti polizieschi. Scritto sempre in terza persona e ambientato per ovvi motivi nuovamente a Treviso, la storia vede come protagonista Alberto, un uomo qualunque che in una giornata come tante subisce un incidente autostradale e si ritrova a lottare tra la vita e la morte in ospedale. Qui, durante un’esperienza di pre-morte, assiste a un omicidio, mettendo in moto una serie di sequenze che lo porteranno a vivere un’insolita avventura.

Il racconto, seppure non sia il seguito diretto del precedente romanzo, prende in prestito alcuni dettagli, pertanto suggerisco di approfondire anche “Vernissage” . Ritroveremo il simpatico capo ispettore Ginevra Lorenzi, diventata capo ispettore superiore grazie alla risoluzione di quel caso, ma anche la pittrice Eva e Allegri. I nuovi personaggi che fanno da contorno sono invece Ida, la moglie del protagonista, la simpatica Elvira, e il burbero vecchietto col cane Ugo.

Il racconto è un mix tra poliziesco e paranormal visto che, oltre all’indagine, questa volta l’autrice stupisce con l’inserimento di particolari esoterici, ben documentati; difatti i vari personaggi del libro, prima di affrontare questo argomento, si documentano con testi sulla proiezione astrale e le esperienze di pre-morte. Anche la sezione in cui compare Elvira è ben descritta, con le sue spiegazioni della cultura nordica.

Ma il libro non contiene soltanto questo, poiché l’autrice ha voluto parlare anche di un argomento impegnativo e delicato come la tratta delle bianche, ovvero lo sfruttamento di alcune ragazzine per la prostituzione. Lo fa in maniera seria ma mai eccessiva, anche se l’interprete maschile è un rude, ma è giusto così per la credibilità del personaggio.

A tal proposito i personaggi, sia principali che comparse, sono tutti ben delineati e descritti molto bene, così come i luoghi: in particolar modo il bar che si trova sotto casa del protagonista, dove ricordo con simpatia la scena dei tre vecchetti, oppure i vari appartamenti del condominio al di là della strada.

Sebbene con meno eros del precedente capitolo, sa regalare emozioni da cardiopalma, come ad esempio la scena in cui Ida passa dal suo appartamento a quello del vicino attraverso una balconata. Però al contempo è anche molto dolce, con scene commoventi come quella in cui Eva cerca di rassicurare Ida tenendole le mani.

Direi una storia basata più sulla ricerca che sull’azione, eppure riesce a incollare il lettore alle pagine per sapere come andrà a finire. A tal proposito la conclusione è corretta, ma più lenta rispetto al libro precedente, e forse soltanto per questo lascia un po’ di amaro in bocca, perché vedendo come si era risolto il caso scorso, ci si aspetta un finale simile, invece…

In definitiva: una bella storia originale che mischia il soprannaturale con eventi reali e di cronaca, carica di tensione in alcuni punti, emotiva e sentimentale in altri, e che consiglio a tutti gli amanti del poliziesco e del paranormal.

mercoledì 5 agosto 2026

Istruzione e Libertà (Seconda Parte)


A colloquio con il Direttore dell'Istituto e scrittore educativo Horst Költze
di Maria Teresa De Donato


Oggi sono molto felice di avere nuovamente come ospite il mio caro amico, il direttore dell'istituto e scrittore educativo Horst Költze. Nato in Pomerania nel 1932 e in fuga dall'invasione dell'Armata Rossa nel 1945, Horst Költze “ha dedicato la sua vita all'insegnamento e con le sue numerose pubblicazioni ha enfatizzato concetti come imparare in libertà”, “apprendimento e consapevolezza”.

Nella nostra prima intervista abbiamo dato uno sguardo alla sua vita e carriera di insegnante, ma anche di rettore e direttore dell'istituto, e ci siamo occupati delle sue prime pubblicazioni. Oggi ci concentreremo sugli altri mentre continuiamo questa affascinante conversazione sul mondo dell'insegnamento e dell'apprendimento.

MTDD: Caro Horst, benvenuto nel mio salotto virtuale culturale. È un piacere averti di nuovo come mio ospite.

HK: Anche io sono lieto, cara Maria Teresa, che tu mi dia l'opportunità nel tuo salone culturale di presentare in modo più approfondito il messaggio evolutivo e globalmente significativo dell'educazione.

MTDD: Horst, l'elenco delle tue pubblicazioni è molto lungo e richiederebbe numerose interviste per avere il tempo di approfondirnee il contenuto. Ho quindi pensato di concentrarmi con te su alcune di loro. 

Vorrei partire dal Corso di Formazione per Insegnanti di Orientamento Antropologico (1981).

“Questo libro si focalizza sulla formazione degli insegnanti sullo sviluppo della personalità implementando un seminario di formazione nella fase di tirocinante, in contrasto con la socializzazione specialistica della fase di studio. Il fondamento antropologico è la definizione di SÉ secondo Søren Kierkegaard.”

Per coloro che non avessero familiarità con la pedagogia o la filosofia, potresti spiegare chi era Kierkegaard e qual era la sua visione del SÉ?

HK: Sören Kierkegaard visse a Copenaghen dal 1813 fino alla sua morte nel 1855. Fu teologo e filosofo. Lo chiamano il Socrate del Nord. Kierkegaard è il principale filosofo danese e fondatore della filosofia esistenziale. L'annotazione del diario del 1 agosto 1835 è intesa come l'inizio della filosofia esistenziale: “È importante capire il mio destino, vedere cosa vuole effettivamente la divinità che io faccia; c'è una verità da trovare, che è verità per me, per trovare l'idea per cui voglio vivere e morire".

Al centro della filosofia esistenziale c'è l'essere umano come essere autentico, come un SÉ con stati d'animo come l'amore, la paura, la disperazione. Kierkegaard comprende il SÉ come un essere responsabile, libero, che si auto-progetta e non come un essere fisso.

In SELF-Confrontation Kierkegaard ha analizzato il fenomeno della "disperazione". Il risultato è una definizione strutturale di SELF, che presenta nel suo saggio "La malattia fino alla morte".

Quoto; “Il sé è una relazione con se stesso. ... La relazione non è il sé, ma che la relazione si riferisce a se stessa.

Il fenomeno antropologico primordiale della 'ri-rappresentazione' è chiaramente definito con la consapevolezza "che la relazione si riferisce a se stessa".

Kierkegaard interpreta il SÉ come un sistema dinamico di tre relazioni.

Nei miei scritti esemplifico questo sistema come "Anatomia del SÉ". Presento le tre relazioni nella definizione di Kierkegaard come dimensione psicosomatica, dialogica e di significato.

MTDD: In che modo la tua pubblicazione ha cercato di utilizzare questo materiale per scopi didattici?

HK: La conoscenza di Kierkegaard del SÉ come struttura di tre dimensioni relazionali legittima il SÉ come base di ogni processo educativo il cui obiettivo educativo è la regolazione del SÉ.

La base di tale processo educativo è l'immagine ontica dell'uomo con la struttura spirituale del SÉ, che fa parte della costituzione di ogni essere umano.

Proprio come ogni essere umano sul pianeta Terra è dotato della stessa struttura corporea di testa, busto, braccia e gambe, così ogni essere umano è dotato della struttura mentale delle dimensioni psicosomatiche, dialogiche e sensoriali.

Questa realizzazione è evidente. Con l'autoriflessione introspettiva, le persone sono in grado di riconoscere la dimensione psicosomatica, l'interazione tra corpo e anima, dentro di sé.

L'uomo sperimenta la dimensione dialogica non appena sviluppa la consapevolezza dei suoi processi interiori. Quindi diventa consapevole di come decide tra SÌ o NO in un dialogo interiore.

Le persone sperimentano la dimensione del significato quando sono consapevoli di giustificare la loro decisione con la risposta alla domanda "cosa ha senso". Il fattore senso è il suo fattore decisionale.

Da questo fenomeno antropologico costituzionale primordiale risulta che il SÉ è la base del processo educativo.

MTDD: Un'altra tua pubblicazione è L’Abuso dell‘Istruzione – Oppure: Per cosa batte il tuo cuore? Madre! Padre!

"Questo opuscolo è un invito ai genitori a smettere di tollerare la degradante strumentalizzazione dei loro figli attraverso l'istruzione PISA, in cui devono fornire prodotti di apprendimento per la classifica internazionale dell'economia pianificata educativa".

Potresti spiegare il concetto di "progettazione educativa"?

HK: Il concetto di "economia educativa pianificata" si basa su prodotti di apprendimento standardizzati.

Le menti degli alunni devono fornire prodotti di apprendimento in unità di tempo prescritte che corrispondano all'adattamento dei cosiddetti standard educativi.

I prodotti di apprendimento sono contrassegnati da indicatori di una scala di qualità per la valutazione empirica. Il benchmark di qualità è derivato dall'usabilità economica nel lavoro e nel processo economico.

I direttori e gli insegnanti sono programmati come moduli nell'economia educativa pianificata.

Lo strumento tecnocratico che motiva l'erogazione dei prodotti didattici prescritti è ai vertici dello studio PISA, che tiene sotto controllo come un polpo l'educazione delle giovani generazioni in 79 paesi del mondo.

Uno studio del Fondo tedesco per l'assicurazione sanitaria dei dipendenti (DAK) ha rivelato le conseguenze patologiche dell'"economia pianificata educativa":

Il 55% dei bambini in età scolare lamenta mal di testa, il 51% mal di pancia, il 43% mal di schiena, il 35% ha problemi a dormire. Il 70% degli studenti di terza media beve bevande energetiche, rispetto all'84% di quelli di delle elementari. "L'ansia da scuola" è un tema standard. Il principio di rendimento e competizione della scuola è identificato come la ragione principale di questa paura della scuola.

MTDD: Secondo me, questo tuo lavoro ha uno scopo particolarmente nobile. Sorge però la domanda su come conciliare questa esigenza con il fatto che, purtroppo, i genitori non sono sempre preparati, istruiti e consapevoli di queste realtà e dinamiche, ma al contrario tendono a confidarsi quasi ciecamente proprio nella scuola cui delegano il compito di selezionare programmi e crescere i propri figli?

HK: Sì, questa è la situazione delle madri e dei padri, che tu descrivi in modo appropriato.

Questo stato d'animo mi ha motivato a scrivere diversi libri per i genitori, con titoli che potrebbero essere evocativi, come il sottotitolo “A cosa serve il tuo cuore? Madre! Padre!" oppure: "Chi fermerà il rullo PISA?", "I genitori non lo sanno", "L'altra educazione", "La bussola educativa per i genitori: una polemica per superare la dittatura educativa".

Oltre all'ignoranza, un altro ostacolo è il lavoro professionale, che sfinisce madri e padri. Dopo una giornata stressante di lavoro, non hanno più la forza di occuparsi della propria istruzione.

Tuttavia, nulla dovrebbe essere lasciato di intentato per entrare in dialogo con madri e padri interessati al tema "istruzione e libertà".

MTDD: Il tuo saggio "Lo spirito evolutivo trasforma la coscienza educativa" mette in evidenza un aspetto molto interessante, ovvero il predominio delle strutture di pensiero maschili nell'istruzione. Questo elemento negativo di per sé crea seri problemi, come i tassi di istruzione più bassi delle donne e una retribuzione inferiore rispetto ai loro colleghi maschi.

Allora partiamo da quella che sembra essere la radice del problema: la scuola per i ragazzi.

HK: Secondo la mia opinione soggettiva, il dominio patriarcale che ha prevalso per migliaia di anni è fondamentalmente causato dalla comprensione delle persone e della vita.

Il poliedrico greco, uno dei filosofi e naturalisti più influenti della storia, Aristotele ad es., ha formulato la sua comprensione della donna in questo modo: "Una femmina è come un maschio storpio".

Tale atteggiamento mentale si traduce nella fissazione di schemi di pensiero patriarcali che rifiutano il potenziale femminile nell'inconscio morfico del mondo maschile.

La prima condizione fondamentale per cambiare tali schemi di pensiero distruttivi è l'autoconoscenza dei "patriarchi" che anche le loro stesse potenzialità femminili appartengono alla completezza della loro umanità, come ad es. ricevere, intuire, arrendersi e lasciar andare.

La seconda condizione fondamentale è l'apprezzamento e l'accettazione del potenziale femminile del suo cuore e del suo ventre cerebrale, che agisce attraverso gli impulsi del suo intuito.

Non appena i decisori "patriarcali" dell'istruzione scolastica riconoscono come l'ignoranza del potenziale femminile limita la loro umanità, hanno la possibilità di integrarlo nel loro cosmo virtuale. Se sono pronti a questo cambiamento, chiederanno e promuoveranno anche l'integrazione del potenziale femminile nel processo educativo nell'istruzione scolastica.

MTDD: Il simbolo del Tao rappresenta la perfetta integrazione tra le qualità maschili e femminili e l'armonia che creano gli opposti.

Perché pensi che questo concetto di base si sia sviluppato nel mondo orientale ma non in quello occidentale?

HK: Nel mondo orientale, la comprensione della vita si basa sul principio della polarità nell'unità. Le coppie di opposti Yin e Yang simboleggiano l'armonia olistica degli opposti, ad esempio cielo e terra, giorno e notte, flusso e riflusso. La filosofia cinese afferma: ci sono sempre due forze opposte che sono in armonia l'una con l'altra. Questo fenomeno è evidente e ha un alto potere persuasivo.

Il dualismo occidentale si basa in particolare sull'antica filosofia greca. I filosofi Socrate, Platone e Aristotele si emanciparono dal mondo greco degli dei.

Secondo me, la loro emancipazione si basa su fattori psicologici e politici. Dopo che Atene perse la guerra del Peloponneso, la fede degli Ateniesi nei loro dei fu scossa. Non li hanno aiutati a vincere. L'elevata fiducia in se stessi degli Ateniesi come la polis più grande e leader del mondo greco fu distrutta.

Socrate, che partecipò lui stesso alla guerra, riconobbe che la fiducia in se stessi degli Ateniesi avrebbe potuto essere ricostruita solo se gli Ateniesi avessero imparato che potevano trovare la verità dentro di sé. Questo è ciò per cui ha fatto una campagna. La sua arte dell'interrogatorio divenne famosa in tutto il mondo come "l'arte dell'ostetricia".

Da questa situazione spirituale ne conseguì che né gli dei né le emozioni mostrano la via, solo la ragione. Le opere dei grandi pensatori greci Platone e Aristotele divennero fondamentali per la comprensione occidentale della vita e della scienza.

MTDD: Nella discussione della tua pubblicazione affermi che “il giovane come materiale per gli studenti è strumentalizzato per gli interessi dei potenti in politica e negli affari. I prodotti di apprendimento hanno la massima priorità per i ministri dell'istruzione, non per i futuri giovani. Lo studente-persona conta solo come un lavoratore scolastico che deve sviluppare prodotti di apprendimento per le classifiche scolastiche.„

Il concetto che hai espresso è molto chiaro, anche se fa rabbrividire, perché evidenzia che i sistemi educativi non mancano solo del principio femminile e quindi di aspetti come la cooperazione, l'empatia e la voce del cuore. In realtà, sperimentiamo una totale standardizzazione e una completa soppressione dell'immaginazione e della creatività dell'individuo fin dalla tenera età.

Come usciamo da questa situazione?

HK: Come già spiegato, impulsi significativi provengono dal cambiamento di coscienza dei decisori patriarcali.

Non appena i patriarchi, le madri e i padri riconosceranno che l'ignoranza del potenziale femminile limita la propria umanità, ostacola la crescita economico-creativa e mette in pericolo l'esistenza della nostra società democratica, si adopereranno per integrare lo sviluppo del cuore e del cervello nell'istruzione scolastica .

Per realizzare un tale cambiamento di coscienza, le azioni dovrebbero svolgersi su più livelli:

- Essere consapevoli in ogni occasione che la scuola è una "prigione scolastica ambulatoriale" in cui i bambini sono condizionati a conformarsi, proprio come i topi in una scatola di Skinner, con ricompense, con buoni voti e con punizioni, con voti cattivi.

- È importante motivare i genitori a prendere sul serio i sintomi psicosomatici dei propri figli. Quindi da intendere dolori addominali e mal di testa come segnali che indicano la sofferenza dei propri figli a scuola.

- Dovrebbero essere organizzate conferenze sul tema "Istruzione e Libertà" come opportunità per riunire persone che la pensano allo stesso modo che saranno solidali per l'azione.

- Soprattutto, i giornalisti devono essere motivati ​​a discutere il tema "istruzione e libertà" come rubrica continua nelle riviste genitoriali.

- E non essere ignorato è entrare in contatto con i decisori e, in un dialogo continuo sul valore educativo e sui principi educativi, affrontare la mancanza che la società deve affrontare attraverso l'ignoranza del cuore e dell'intestino.

MTDD: Con questa pubblicazione ti rivolgi anche e soprattutto ai genitori. Cosa si può e si deve fare per educare, sensibilizzare e coinvolgere i genitori in questo processo affinché possano aiutare i propri figli a sviluppare il pieno potenziale intellettuale e creativo che la scuola sembra ostacolare?

HK: Come appena spiegato, la massa non critica dei genitori viene raggiunta attraverso i media pubblici. Qui sono necessari giornalisti di istruzione critica che possano presentare gli effetti dell'istruzione scolastica funzionalista ed economica sui loro figli e sulla società in modo comprensibile.

I titoli dei giornali scandalistici e di noti quotidiani influenti sulle risorse trascurate e non sfruttate delle giovani generazioni potrebbero portare questo argomento socialmente significativo all'attenzione del pubblico.

MTDD: Nella pedagogia dell'autogenesi ti riferisci al SÉ ontico rappresentativo nel senso del filosofo esistenziale Søren Kierkegaard, che è stato sviluppato dallo spirito evolutivo nel corso delle età della coscienza dell'umanità.

Puoi per favore approfondire questo pensiero?

HK: Il sé ontico rappresentativo nel senso di Kierkegaard è la base dell'autogenesi.

Come già spiegato, la costituzione virtuale del SÉ ontico può essere riconosciuta dalla sua anatomia, che consiste nella dimensione psicosomatica, dialogica e del significato.

Questa struttura può essere vissuta e riconosciuta da ogni persona in Oriente e in Occidente attraverso l'introspezione. Di conseguenza, la costituzione del SÉ ontico è altrettanto evidente quanto la struttura del corpo fisico della testa e del busto, delle braccia e delle gambe, di cui è dotata ogni persona in Oriente e in Occidente.

Kierkegaard ha riconosciuto questa anatomia virtuale del SÉ attraverso il confronto con se stessi nell'analisi dello stato mentale "disperazione" e l'ha presentata nel suo saggio "La Malattia fino alla Morte".

L'evidenza interculturale dell'anatomia del SÉ legittima il SÉ ontico come base di una pedagogia dell'autogenesi.

Le dimensioni dialogiche e di significato sono condizioni basilari di ri-rappresentazione nel processo di AUTOregolazione.

Se diamo uno sguardo a questo processo cognitivo, riconosciamo le seguenti fasi:

- Una persona è stimolata da un impulso materiale o mentale,

- lui/lei si ferma,

- riflette su come vuole reagire,

- anticipa le conseguenze della sua reazione immaginata,

- decide in base alla sua convinzione, che si caratterizza per il fattore del significato con la qualità della coerenza mentale.

Il fondatore della logoterapia, Victor Frankl, ha riconosciuto lo spazio virtuale dell'intervallo come condizione fondamentale per questo processo cognitivo, che contraddistingue l'Homo sapiens come essere umano:

“C'è uno spazio tra stimolo e risposta. In questo spazio abbiamo la libertà e il potere di scegliere la nostra risposta. Nella nostra risposta sta la nostra crescita e la nostra libertà”.

In questo atto di coscienza ri-rappresentativo, l'umano è consapevole di essere la persona che esegue queste fasi virtuali; si guarda come se si trovasse di fronte a se stesso su un palcoscenico interiore - si rirappresenta.

Lo spirito evolutivo ha sviluppato questa capacità dell'Homo sapiens nella sequenza delle età della coscienza nella storia umana.

Con questa capacità di autoregolazione, l'Homo sapiens ha la possibilità di aiutare a plasmare il proprio cosmo interiore e il proprio ambiente come co-creatore dello spirito evolutivo, assumendosi la responsabilità di se stesso, dei propri simili e di Madre Natura.

La meccanica quantistica ha riconosciuto il potenziale del potere del pensiero:

le energie spirituali dell'essere umano risuonano con il potenziale del campo quantistico, con il "mare di inesauribili possibilità" e creano la realtà materiale.

MTDD: Nella tua ultima pubblicazione Scuola nel terremoto dell՚istruzione (2021) esamini l'educazione nell'era digitale. In esso metti in evidenza alcuni aspetti molto interessanti, come diventare autoregolatori e co-creatori della propria realtà, del proprio mondo. Tuttavia, questi aspetti ostacolano un'istruzione economizzata e funzionalista e quindi antidemocratica.

La tua pubblicazione sembra offrire una “alternativa dignitosa e umana”.

Vuoi parlarci di questo?

HK: È ovvio:

L'umanità è in un fondamentale processo evolutivo di cambiamento, in transizione dall'età mentale a quella integrale della coscienza. I principi del pensiero precedente e i modelli di azione perdono la loro efficacia durante questa fase di sviluppo. Il principio di concorrenza cede il posto al principio di cooperazione; egomania allo spirito di squadra; il dominio patriarcale il funzionamento integrale del potenziale femminile e maschile.

In questo sconvolgimento, l'istruzione funzionalista poco dignitosa delle giovani generazioni viene sostituita da un'istruzione umana adeguata alla specie con un focus sull'autoregolamentazione. La condizione di base dello sviluppo umano appropriato alla specie è l'equipaggiamento dell'Homo sapiens con lo spazio di intervallo virtuale per l'autogenesi. In futuro, il parametro dell'orientamento all'obiettivo sarà l'orientamento a un atteggiamento mentale che promuova un equilibrio coeso nel cosmo interiore organismico e virtuale dell'Homo sapiens.

In un tale processo educativo dell'età integrale della coscienza, l'Homo sapiens sviluppa i suoi potenziali co-creativi, entra in risonanza con il potenziale del campo quantistico e crea il suo mondo con una qualità di vita sostenibile degna degli esseri umani.

L'attuale istruzione antidemocratica delle giovani generazioni attraverso il perfezionamento dell'economia pianificata educativa orientata all'economia con lo sfruttamento del potenziale cognitivo cerebrale delle giovani generazioni produce effetti simili all'agonia dell'ultima fase della vita. Ciò è indicato dal numero crescente di pazienti negli studi pediatrici a causa dello stress scolastico. Lo stesso vale per il numero crescente di abbandoni scolastici che stanno uscendo dal sistema di istruzione obbligatoria, proprio come i milioni di "strati piatti" in Cina stanno combattendo contro la crescente pressione per esibirsi e stanno cercando la propria strada per se stessi.

Nonostante la perfezione, i principi dell'economia educativa pianificata perderanno nel lungo periodo il loro potere di persuasione, così come i modelli di pensiero che sono stati superati dall'evoluzione e non sono stati riempiti dallo spirito di amore e di verità. Lo spirito dell'evoluzione con le sue dinamiche teleologiche non può essere fermato.

MTDD: Molte grazie, Horst, per queste due interviste molto interessanti. Gli argomenti che hai esplorato sono numerosi e ugualmente profondi e meriterebbero molto più tempo per essere esplorati.

Coloro che volessero mettersi in contatto con te - studenti, genitori e/o insegnanti di tutti i livelli - e ordinare le tue pubblicazioni come potranno farlo?

HK:

- Possono contattarmi tramite la mia homepage sotto il titolo CHI SONO

- I miei libri sono disponibili in tutte le librerie online e anche nelle librerie locali.

- I miei saggi sono pubblicati su

° https://faszinationmensch.wordpress.com

° https://guteschule.eu

Sono scaricabili gratuitamente.

MTDD: Grazie ancora per essere stato mio ospite. È stato un onore per me.

HK: Grazie anche a te, cara Maria Teresa, per il tuo invito. Ti sono molto grato per aver incluso il tema dell'ISTRUZIONE E DELLA LIBERTÀ nel tuo salotto culturale e quindi aver informato un vasto pubblico sul concetto umano di "istruzione umana adeguata alla specie".

A back and front cover of a book

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Titolo: I genitori questo non lo sanno

  

martedì 4 agosto 2026

Segnalazione: Non ci indurre in tentazione a cura di Alessandro Montoro

 


Nella collana Odissea Fantascienza di Delos Digital una antologia collettiva di fantascienza teologica, a cura di Alessandro Montoro.
Buona lettura.




Nella collana Odissea Fantascienza di Delos Digital una antologia collettiva di fantascienza teologica, a cura di Alessandro Montoro.

Buona lettura.

Quella che vi apprestate a leggere non è solo un'antologia di racconti di fantascienza.
È un viaggio nel cuore del rapporto millenario tra l'uomo e il divino.
Preparatevi a divertirvi, a riflettere, e forse anche un po' a indignarvi.
Apparentemente temi lontanissimi uno dall'altro, fantascienza e religione si sono incontrate un'infinità di volte. Da San Leibowitz alle Bene Gesserit, dagli American Gods alla Divina invasione, gli scrittori di fantascienza hanno spesso osato affrontare l'ignoto più imperscrutabile. In questa antologia, curata da Alessandro Montoro, alcuni dei più temerari autori di fantascienza italiana hanno accettato la sfida o, se volete, hanno ceduto alla tentazione.
Attraverserete le sabbie del Vecchio Testamento e incontrerete divinità dimenticate e sacerdoti corrotti. Vi ritroverete in mezzo a teorie del complotto capaci di togliervi il sonno. Demoni ussurreranno al vostro orecchio, voci terribili da farvi smettere di vivere. La Morte vi offrirà da bere. E mentre esplorate sesso, peccato e salvezza, vi addentrerete negli anfratti più psichedelici della mente umana.
Viaggerete anche nel tempo. Scoprirete un Gesù alternativo, inedito. Conoscerete angeli da un solo occhio.
E dalla Terra giungerete fino alle stelle, dove vi attendono santoni alieni e nuovi dogmi, nuove eresie. E magari, nella perfezione senz'anima della macchina, sentirete la struggente nostalgia dell'imperfezione umana. E troverete anche divinità pagane, assetate di sangue. Molte, magari manipolate dall'élite come strumenti di potere. Sì, proprio loro. Perché nulla è escluso da questo viaggio.
Delos Digital editore, collana Odissea Fantascienza a cura di Silvio Sosio 
259 pagine, racconti, 


Gli autori presenti nell’antologia sono: Alfonso Dama, Maurizio Cometto, Emiliano Maramonte, Barbara Bottalico, Sandro Battisti, Furio LC Rex, Carlo Salvoni, Giuliano Olivotto, Federico Tamanini, Fabio Aloisio.
Prefazione di Alessandro Montoro.
Postfazione di Carmine Treanni: “Geopolitica della Fantareligione: come la fantascienza ha immaginato Dio, le religioni e il futuro della Chiesa.”
DELOS DIGITAL edizioni / delos.digital / comunicazione@delosdigital.it

sabato 1 agosto 2026

Recensione ... L’incidente

 

Recensione ... L’incidente (4 luglio)

Ringrazio Il lettore consiglia per aver recensito positivamente il mio secondo thriller nella sua
pagina Instagram.
Grazie.




Ispettore Capo Ginevra Lorenzi, dopo Vernissage, ha un nuovo caso di cui occuparsi che metterà a
dura prova la sua pazienza e la sua capacità investigativa.
Cosa hanno in comune un femminicidio e un incidente stradale?
Cosa c’entra il paranormale con l’indagine?
Un thriller coinvolgente, dinamico e a volte divertente che vi appassionerà e che vi permetterà di
conoscere un po’ di più Ginevra e i suoi amici.

Oggi vi parlo di un libro diverso da quelli a cui siamo abituati. Vi parlo di un thriller, genere che sto
iniziando ad apprezzare sempre di più.
L’autrice unisce più storie seguendo il filo logico di ognuna con grande accuratezza e attenzione.
Grazie alla sua scrittura riusciamo ad entrare nella mente di un killer e capire cosa lo spinge ad
essere come è, a fare ciò che fa.
Allo stesso tempo affronta tematiche “paranormali” esperienze extra corporee che potrebbero però
essere la chiave per risolvere il caso.
Ritroviamo l’ispettore Ginevra Lorenzi, personaggio già introdotto in un’altra opera e la
accompagniamo nelle indagini per arrivare a scoprire e risolvere il mistero.

Ben scritto e scorrevole, lo consiglio! 4⭐