sabato 30 maggio 2026
Recensione ... Vernissage
martedì 26 maggio 2026
Segnalazione: Lady Delilah e il duca Di Sofie Darling
lunedì 25 maggio 2026
In carrozza con Marino Målima Peiretti per parlare delle frequenze
Amici viaggiatori mettetevi comodi perché con Marino faremmo un po’ di viaggi nel mondo della musica. Eccolo arrivare con la sua chitarra.
Tutti in carrozza.
MC – Ciao. Sono felice che tu abbia accettato di portarci nel tuo mondo “musicale”, credo che faremmo un po’ di viaggi insieme perché ci sono tante cose di cui mi piacerebbe parlare con te. Ma prima che il treno parta... quale destinazione hai in programma per noi e perché questa scelta?
Marino – Una destinazione “segreta” ma molto interessante, che si svelerà passo passo… (ok, sono curiosa)
MC - Ti va di parlandoci del tuo percorso musicale e di come sei arrivato a musica terapia.
M – A questa domanda dovrò fornire una risposta che percorre una duplice via. Tuttavia, dato che le due domande a seguire sono piuttosto inerenti, si potrà dedurre facilmente da esse. (Enigmatico)
MC - Cosa ti ha portato a studiare il Jazz?
M - Il desiderio di libertà in primis. Considero il Jazz, in particolar modo quello Contemporaneo e quindi slegato dallo Swing, per intenderci, e la Musica Improvvisata i generi Musicali più liberi in assoluto. Per il semplice fatto che il primo contempla l’improvvisazione e il secondo la vive come essenza. Quindi è impossibile che un brano venga ripetuto due volte in modo identico.
MC – Come è nata la musica terapia?
M – Dal mio “lavoro” in ambito Diversamente Abili. Con uno di loro, costretto alla carrozzina da un vaccino, ma molto vispo dal punto di vista intellettuale, ci siamo avvicinati in particolare ai Battimenti Binaurali per ridurre le distonie, movimenti incontrollati e tremori, che lo affliggevano. Non avevamo il denaro necessario per acquistare le Brain Machine dell’Istituto Monroe, quindi ne abbiamo studiato i principi e realizzato i primi brani. Poi ho continuato in autonomia perfezionando sempre più. (complimenti)
MC – C’è un legame tra Jazz e musica terapia?
M - Questa è una splendida domanda. In effetti si. Dato che i Battimenti Binaurali conducono alla Sincronizzazione degli Emisferi cerebrali e l’Improvvisazione del Jazz genera un effetto molto simile, direi che questo è il legame. Naturalmente sto parlando di Improvvisazione reale, vera, non di una serie di esercizi propinati per mostrare un certo livello tecnico.
MC – In Italia la musica terapia è utilizzata solo nel privato o anche in strutture pubbliche, se si dove?
M – Sempre più anche in strutture pubbliche. In un paio di Ospedali Milanesi viene diffusa Musica a 432Hz in tal pre e post operatoria, in quanto gli studi evidenziano ormai chiaramente i suoi benefici. Essa infatti influisce le molecole dell’acqua e di conseguenza il benessere biologico e fisiologico dei pazienti.
MC – Ci sono patologie in cui è consigliata più di altre e perché?
M – Qui il discorso si fa un pò complesso. Oggi le Neuroscienze e l’Epigenetica ci indicano che la patologia in sé è sempre relazionata all’aspetto psicologico ed emotivo. Per cui, a mio parere, è un ottima soluzione curare per prima la mente e poi il corpo, cosa già contemplata da Pitagora. Quindi, al primo posto metterei le patologie psichiche, come lo stress ad esempio, per arrivare poi fino a quelle che riguardano il corpo o i suoi organi. Io stesso ne usufruisco.
MC – Il percorso che viene fatto è seguito da un medico oppure è il musicista che decide come approcciarsi al paziente con la musica e ha un minimo di sedute o viene di volta in volta deciso in base alla situazione da trattare?
M – Se il Medico è informato e di vedute, diciamo, aperte è sempre un supporto utile, non indispensabile ma utile. Non esiste un minimo di sedute in quanto ogni paziente reagisce secondo i suoi tempi e o la gravità della patologia.
MC - Ci sono studi per diventare musicaterapisti?
M – Certo che si, esistono.
MC – Come si fa a capire quale musica è più adatta ad un paziente?
M – Io sono dell’opinione che sia il paziente stesso a scegliere tra le varie proposte, almeno questo è il mio metodo. Visto e considerato che qui stiamo parlando di risonanza, se la o il paziente si trova perfettamente a suo agio, ecco che i risultati sono più celeri e soddisfacenti. Inoltre, penso che non esiste la “medicina” uguale per tutti, perciò mi sono focalizzato sui Battimenti Binaurali e la Musica 432Hz. I Battimenti Binaurali, non sono presenti nel brano, vengono generati dal chi ascolta e quindi in modo personale. Ci saranno sempre delle micro variazioni, quindi ognuno crea la propria “medicina”
MC – ci sono malattie invece che non si possono curare con la musica terapia e quali invece hanno dato esiti positivi o che hanno curato malattie che non si pensava curabili con questa tecnica?
M - E’ necessario essere molto chiari a questo riguardo. Se una o un paziente ha un infarto, ad esempio, nella quasi totalità dei casi è necessario intervenire, in prima istanza, attraverso la Medicina Allopatica. Poi, si può pensare alla Musica come terapia, anche in sostituzione dei farmaci, ad esempio. Per quanto riguarda invece malesseri di portata non così estrema, già come detto, Pitagora dava dei canti come cura. Oggi, con gli strumenti che abbiamo a disposizione, possiamo essere molto specifici e ottenere ottimi risultati. Il vantaggio dei Battimenti Binaurali, inoltre, è quello che ci permettono di migliorare la connessione Cuore- Cervello, e ci permettono di produrre quella gamma di Frequenze che abitualmente produciamo nelle fasi del sonno, con tutti i relativi vantaggi, ma mentendo lo stato di veglia.
Certamente il discorso è molto più ampio e complesso, qui ho sintetizzato per non tediare o scrivere un trattato. Sono sempre comunque felice di approfondire, cosa che faccio sempre personalmente in videochiamata e sarò ben felice di rispondere se avrai domande precise.
Ringrazio comunque te e tutti coloro che leggeranno e auguro a tutti “Buona Vita”.
MC – E’ stato un piacere parlare con te. Vedo che anche ai nostri amici viaggiatori è piaciuta molto, per cui non mi resta che invitarvi al prossimo viaggio... che non svelo di cosa si parlerà.
A presto e buona serata
sabato 23 maggio 2026
Recensione ... Vorrei dirti
giovedì 21 maggio 2026
Guerra e Pace, di Lev Tolstoj
Ogni puntata parte da un titolo che vale la pena conoscere o riscoprire, e andiamo subito al punto: cosa lo rende un cult, cosa dice ancora oggi e perché continua a parlare anche a chi lo incontra per la prima volta.
Io ed Ely raccontiamo libri e film che hanno lasciato un segno: opere che hanno influenzato generazioni, creato discussioni, cambiato linguaggi.
Pur essendo enorme, resta modernissimo nel mostrare come le grandi decisioni della storia e le scelte personali si incastrano sempre: nessuno è davvero fuori dalle tempeste del proprio tempo.
Tolstoj non idealizza nulla: niente eroi perfetti, niente gloria, niente visioni pulite.
Mostra contraddizioni, fragilità, ambivalenze - cose che riconosci anche nel presente.
E i personaggi crescono davvero, cambiano pelle, cadono, sbagliano, ripartono: più realistici di tanti protagonisti di romanzi recenti.
È cult oggi perché non invecchia: è un libro che parla al presente senza forzarsi a somigliargli
MCB
Un libro che può spaventare alla lettura sia per la complessità del racconto sia per la lunghezza dei volumi (sono quattro). All’interno di questa narrazione troviamo un mondo pieno di sfaccettature; una grande storia d’amore, esperienze personali dei personaggi, dilemmi morali e religiosi, storia, la guerra e molto altro.
I personaggi inventati si intrecciano a quelli reali stuzzicando la nostra curiosità per saperne di più e ci ritroviamo a riflettere su alcuni dubbi e scelte fatte dai vari personaggi.
Questa storia corale ci porta a soffermarci su come certe cose non cambino poi molto nel tempo, come i sentimenti delle persone e quello che succede ancora oggi nel mondo; un esempio? Le guerre che sembrano non aver mai fine.
Perché leggerlo? Perché un classico andrebbe sempre letto e in questo caso, questo romanzo ci permette di conoscere un po’ di più un paese e il suo popolo attraverso un autore che ha saputo raccontarci la sua Russia redendola attuale anche se la storia è ambientata nell’800.
mercoledì 20 maggio 2026
L’AUTISMO visto da una PROSPETTIVA DIVERSA – La storia di successo di Cesare, di Giovanni Tommasini e Maria Teresa De Donato
Recensione della Prof.ssa Mila Nardelli
Il libro "L'autismo visto da una prospettiva diversa – La storia di successo di Cesare" di Giovanni Tommasini e Maria Teresa De Donato è un inno alla speranza: se una diagnosi di autismo può rappresentare una svolta irrimediabilmente negativa nella vita di chi ne è coinvolto, questo libro è un viaggio verso nuove frontiere di ottimismo, verso la comprensione del problema, nei suoi significati più concreti, un testo di svolta in positivo nell'approccio all'autismo.
Troppo spesso assistiamo alla mancanza di una corretta diagnosi, troppo spesso vediamo famiglie lasciate sole con la fatica di avere un figlio autistico e la mancanza di progetti individualizzati specifici. Questo testo, nato con il contributo e la collaborazione di due autori, prende in esame la situazione dell’autismo, nella sua complessità, per affrontare, con esaustività e visione d’insieme, queste difficili situazioni, al di là di facili stereotipi e diagnosi improprie.
Con sguardo profondo, gli autori danno un'interpretazione coerente con questa tipologia di problema, un nuovo approccio mirato a percepire l’autismo come modalità esistenziale alternativa che, con le dovute premure e cautele, può portare appagamento e successo nella vita di tutti i giorni. La storia di successo di Cesare, ispira forza e coraggio, nonostante l'autismo lo metta immancabilmente di fronte a tante difficoltà.
Chi legge questo libro può quasi toccare il rispetto con cui viene affrontata questa problematica. Un libro adatto a tutti, non solo lavora a stretto contatto con queste problematiche, che fa capire, nel profondo, l'importanza dell'empatia, della sensibilità nel riuscire a leggere per tempo le varie situazioni di vita e l'immancabile flessibilità richiesta nel percorso di chi ne è interessato. Tante prospettive per chi vive il disturbo in prima persona o indirettamente, ma anche per chi vuole approfondire il tema. Il libro guiderà genitori, familiari, insegnanti e educatori lungo un viaggio di conoscenza e di scoperta, alla fine del quale l’autismo farà meno paura e grazie a cui si disporrà di informazioni più efficaci per poter rendere un bambino con autismo più sereno e libero e un adulto indipendente.
martedì 19 maggio 2026
Segnalazione: Un amore fuorigioco Di Nikki Ash
Ecco il primo romanzo - autoconclusivo - della serie Imperfect Love che ci accompagnerà da maggio 2026 ad aprile del prossimo anno.
In questo primo libro ci sarà un quarterback e una giovane sognatrice.
Buon lettura.
Scheda
Titolo: Un amore fuorigioco
Titolo originale: The Pickup
Autoconclusivo
Serie: Imperfect Love (#1)
Autrice: Nikki Ash
Data di uscita: 6 maggio 2026
Genere: football romance
Trope: Secret Pregnancy, football romance
Trama:
Qualcuno una volta ha detto che non siamo noi a scegliere chi amare.
Che è il mondo a deciderlo per noi.
Io, però, non ci ho mai creduto.
Per me l’amore è una scelta.
Chi amiamo.
Come amiamo.
È qualcosa che teniamo in pugno, che possiamo costruire.
Sono cresciuto senza avere la minima idea di cosa fosse davvero l’amore.
Per chi mi stava intorno, significava solo soldi, auto, case, status, fama.
Poi è arrivata lei: la donna che una notte ho accompagnato fuori da un bar… e che è tornata nella mia vita per mostrarmi che l’amore può essere infinitamente di più.
Dov’è il problema, allora?
È che lei crede nelle fiabe.
Confronta tutto con un libro di favole e sogna il suo lieto fine perfetto.
E mentre lei prova a rivivere storie già scritte, pagina dopo pagina, io cerco di convincerla che è il momento di crearne una tutta nostra.
Nessuno ha mai detto che innamorarsi sarebbe stato semplice.
Hanno solo detto che ne sarebbe valsa la pena.
lunedì 18 maggio 2026
In carrozza con Ilaria Vecchietti per parlare di Ercole, Eracle
Questa sera prenderemo un treno notturno che ci porterà in Grecia e precisamente a Tirinto, situata nel settore sud-orientale della piana di Argo e patrimonio dell'UNESCO. Della città in verità rimangono soltanto alcuni resti archeologici: le mura e le rovine del Palazzo reale, una necropoli di tombe a camera arricchite da corredi di ceramica e sorseggeremmo un calice di vino di Agiorgitiko, soprannominato il "Sangue di Ercole", e saremo in compagnia di Ilaria.
MC – A proposito, perché si chiama così?
I – Una leggenda narra che il famoso eroe greco, dopo che uccise il leone di Nemea, bevve questo vino. Alcune versioni invece dicono che lo bevve prima della “fatica”.
Un'altra leggenda dice che era anche il vino preferito del re Agamennone, che guidò gli Achei durante la guerra di Troia.
MC – La volta precedente hai nominato il mito di Eracle, di cosa si tratta?
I – Eracle, o più conosciuto con il nome romano Ercole, è forse il più possente di tutti gli semidei (nati quindi da un genitore divino e uno mortale), poiché dotato di una forza pazzesca.
Il padre era Zeus, la madre la mortale Alcmena. Il mito di Eracle inizia ancora prima della sua nascita. Zeus si era innamorate di Alcmena e così, mentre il marito era assente, ne prese le sembianze… e beh, il mito dice che la loro notte durò ben tre “notti”. Da questa unione nacque Eracle… ma appunto ancora prima che nascesse, Zeus si vantò sull’Olimpo della nascita del futuro figlio. Era, moglie-sorella di Zeus, nonché divinità protettrice dell’amore coniugale, gelosa, si vendicò, anche perché non era la prima volta che vedeva l’infedeltà del marito. Dea delle nascite, fece ritardare il parto di Alcmena, così prima della nascita di Eracle, nacque il cugino Euristeo, ottenendo il diritto di regnare su Tirinto.
MC – Ma perché Eracle aveva quell’incredibile forza?
I – Perché Zeus ordinò a Ermes di far bere il “latte divino” al bambino, direttamente dal seno di Era, mentre ella dormiva. Un morso però la destò e del latte cadde nel cielo, così si dice che generò la Via Lattea (mito nel mito). Da qui Era cercò in tutti i modi di uccidere il piccolo Eracle, ma visto che era diventato invincibile e che ricevette gli insegnamenti dai più grandi maestri, fu impossibile per la regina dell’Olimpo eliminarlo.
Quando la pazzia terminò si rese conto della tragedia, decidendo di suicidarsi. Suo cugino Teseo riuscì a convincerlo a recarsi dall'Oracolo di Delfi, solo lui gli avrebbe detto come espiare la colpa. L’Oracolo quindi gli diede 12 Fatiche da compiere, stabilite dal cugino Euristeo (forse sotto anche il volete di Era).
Le fatiche furono:
Uccidere l'invulnerabile leone di Nemea e portare la sua pelle come trofeo (pelle che poi l’eroe continuò a vestire per proteggersi);
- Uccidere l'immortale idra di Lerna;
- Catturare viva la cerva di Cerinea;
- Catturare vivo il cinghiale di Erimanto;
- Ripulire in un giorno le stalle di Augia dal letame;
- Disperdere gli uccelli del lago Stinfalo;
- Catturare vivo il toro di Creta (alcuni lo identificano anche con il Minotauro);
- Rubare le cavalle di Diomede;
- Impossessarsi della cintura di Ippolita, la regina delle Amazzoni;
- Rubare i buoi di Gerione;
- Rubare i pomi d'oro del giardino delle Esperidi;
- Portare vivo Cerbero, il cane a tre teste guardiano degli Inferi, a Micene.
MC – Di sicuro Zeus non era un Dio che rispettava molto le mogli degli altri e non solo....
I – Beh, io direi che è più giusto dire che non rispettava sua moglie. Zeus si è accoppiato praticamente con ogni donna, divinità, umana, titanide, ninfa, e chi sa con chi altra. E con diverse usò anche strategie inimmaginabili, come appunto per la storia di Eracle; oppure si trasformò in un toro o in un cigno.
E pensate, come detto fu il padre di Eracle, ma era anche il padre di Perseo, e quest’ultimo era il bisnonno di Eracle. Sono un grande pasticcio le discendenze mitologiche. Comunque anche Perseo ha una bella storia.
MC – Zeus è mai stato “punito” da sua moglie?
I – Che sappia io, solo nel cartone di Pollon, dove Era lo rincorreva per tutto l’Olimpo, scagliandogli le sue stesse saette. Nei miti classici non ho mai letto nulla, se la prendeva solo con le amanti e i figli del marito. Forse perché Zeus era il più potente delle divinità, gli aveva salvati da Crono ed era considerato il capo degli Dei.
MC – Tornando a Eracle, perché era definito eroe divino?
I – Può essere per due motivi:
- Il primo perché, come ho detto primo, è figlio di Zeus, quindi è un semidio;
- Il secondo è per l’ultima impresa che compì.
MC – L’argomento è veramente sempre più interessante, che dici proseguiamo? Ammetto che sono curiosa di conoscere altre cose in materia di Mitologia.
I – Certamente, quando vuoi, io sono felicissima di parlarvi di altri miti
MC - Lo immaginavo. Scendiamo che sono curiosa di visitare questa città.
I - Bene, so io dove portarti.
MC - Allora andiamo. Buona serata viaggiatori.
sabato 16 maggio 2026
Recensione... Anime
martedì 12 maggio 2026
Segnalazione: Alla ricerca di Denvar di Simone Lupi
lunedì 11 maggio 2026
Intervista a Giusy Elle (Josyel) e a Marino Målima Peiretti che ci parlano di “Fino all’ultimo suono”.



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