giovedì 4 giugno 2026

Breaking Bad

 

Io ed Ely raccontiamo libri e film che hanno lasciato un segno: opere che hanno influenzato generazioni, creato discussioni, cambiato linguaggi.
Ogni puntata parte da un titolo che vale la pena conoscere o riscoprire, e andiamo subito al punto: cosa lo rende un cult, cosa dice ancora oggi e perché continua a parlare anche a chi lo incontra per la prima volta.


EGR
Breaking Bad è cult oggi perché ha cambiato il modo di costruire un personaggio: Walter White parte uomo normale e diventa qualcosa di completamente diverso, passo dopo passo, senza scorciatoie morali.

La serie è ancora attualissima perché mostra come dalle scelte sbagliate nascano da motivi comprensibili, quasi quotidiani.

È un cult adesso per la precisione narrativa, per la tensione che non invecchia, e per il fatto che ogni episodio sembra scritto con il bisturi: niente riempitivi, niente tempo morto, tutto conta.
In un mondo di serie usa-e-getta, questa continua a essere uno standard.



MCB

È una serie che non lascia indifferenti, che inquieta e ti fa riflettere. Ti mostra come un uomo comune può trasformarsi, quando qualcosa gli cambia la vita e lo costringe a scelte drastiche, come quella di lasciare alla famiglia una tranquillità economica che non avrebbe più alla sua morte.

Certo la scelta che fa è discutibile, ma ti porta a farti riflettere su come potresti reagire davanti ad una situazione come la sua. Davanti ad un dramma nessuno può sapere quale sarà la sua reazione e per quanto uno pensi che non farebbe mai una scelta così estrema, alla fine la cronaca spesso ti mostra come invece questo potrebbe succedere.

Perché guardarlo? Perché ci costringe a riflettere su come la tua vita potrebbe cambiare in un niente e di come quello che abbiamo attorno acquisti un valore e un aspetto diverso dall’oggi al domani.


mercoledì 3 giugno 2026

Meravigliosa Italia: San Giovanni Battista - Storia e cultura di una chiesa ravennate



Amici carissimi,
benvenuti di nuovo nella mia Rubrica Meravigliosa Italia cui stanno contribuendo vari amici e colleghi parlandoci di località italiane in cui sono nati o vissuti o che hanno semplicemente visitato ed hanno trovato particolarmente interessanti.

Questa Rubrica sta avendo un grande successo, cosa di cui sono molto felice e grata: ai miei colleghi, per la loro partecipazione e per le informazioni che provvedono, e a voi, lettori e lettrici, per l’apprezzamento che state dimostrando.

Grazie di cuore!

Oggi è venuta a trovarci un’amica e collega autrice, Alessandra Maltoni, di Ravenna, che avremo modo di conoscere meglio in altre occasioni sempre tramite questo mio Blog e Salotto Culturale Virtuale.

Buona lettura!





MTDD: Ciao Alessandra e benvenuta a questo nostro appuntamento della Rubrica Meravigliosa Italia.

AM: Grazie a te, Maria Teresa, per avermi invitata.

MTDD: Alessandra, tu sei di Ravenna, città in cui vivi e lavori ancora oggi. Si tratta di una città ricca di storia e di arte e sicuramente la più importante della Regione Emilia-Romagna sotto questi aspetti. Di cosa vuoi parlarci esattamente oggi?

AM: Sì, Maria Teresa. Sono perfettamente d’accordo con te. Ravenna abbonda di storia e di arte ed, infatti, tante sono le cose da vedere, tra cui varie chiese. Oggi vorrei presentarvi una chiesa in particolare: la Basilica di San Giovanni Battista, conosciuta anche come Chiesa della cipolla.

MTDD: Perché hai optato proprio per questa chiesa?

AM: Le chiese di Ravenna (ex capitale bizantina) hanno un certo fascino, non per nulla nel Decamerone di Giovanni Boccaccio nella novella di Paganino da Monaco e del Giudice in Pisa Riccardo di Chinzica, viene citato il calendario di Ravenna, con riportati i nomi dei santi a cui erano dedicate le chiese ravennati, tipologie costruttive con una storia di architetture medievali e barocche. La mia scelta è ricaduta sulla chiesa di San Giovanni Battista, sita in Via Girolomo Rossi, in quanto con la sua facciata barocca e il suo retro medioevale ne rappresenta un esempio emblematico.




MTDD: Puoi fornirci qualche dato storico?

AM: Certamente. Fondata, secondo Andrea Agnello (IX secolo), da Baduario, personaggio di difficile identificazione, la Basilica di San Giovanni Battista coincide forse con l’antica San Giovanni ad naviculam, toponimo che ne avrebbe segnalato la prossimità con il traghetto impiegato per attraversare il tratto urbano del fiume Padenna, in quel punto mancante di ponti. La Basilica venne eretta nel corso del VI secolo, pare sotto il vescovado di Pietro III.

MTDD: Molto interessante. Cosa puoi dirci della pianta e della struttura di questa chiesa?

AM: La pianta originaria era divisa in tre navate scandite da venti colonne e preceduta da un quadriportico, provvisto forse dal XIII secolo di un limitrofo monastero. La struttura ottenne immense elargizioni nel XV secolo, sotto il governo dei da Polenta. La parrocchia allestì pure un adiacente ospedale per il ricovero degli indigenti. La costruzione originaria aveva assunto il nome popolare di San Giovanni ‘della cipolla’, perché nel quadriportico, demolito nel 1634, si svolgeva un’importante fiera cittadina di prodotti agricoli. Per i ravegnani, è San Zvan dla zola.

MTDD: Da come ne parli mi sembri particolarmente affezionata a questa chiesa o mi sbaglio?

AM: No, non ti sbagli affatto. Io sono ravennate di nascita e per festeggiare i cento anni di mia nonna Iolanda devota a questo luogo di culto, ho scritto e pubblicato un saggio breve con tracce della storia della chiesa e di alcuni personaggi che l’anno frequentata per motivi diversi. Curioso, il fil rouge che legherebbe il figlio di Dante all’edificio di culto sito nel cuore della città e a pochi passi dalla tomba di Dante. Questo ha ispirato il titolo della prima edizione del mio libro “La chiesa della cipolla a due passi da Dante” per i tipi In.edit.




MTDD: Hai avuto dei riconoscimenti per questo tuo lavoro?

AM: Sì. Il testo è stato ritenuto meritevole e premiato a giugno 2022 presso l’università la Sorbona di Parigi dalla Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, giornalista e critico d’arte, con la seguente motivazione dell’encomio: il contenuto e la stimabile iniziativa della libera professionista. Nell’ambito della stessa premiazione, sono stata invitata e ospite del Centro di Cultura italiano nella capitale francese, dove ho parlato di fronte ad un attento e folto pubblico parigino della chiesa della cipolla e della figura di padre Torello, guida spirituale di nonna Iolanda.




MTDD: Puoi parlarci di questo sacerdote e del ruolo che ha avuto il suo ministero cristiano nella comunità che ha servito?

AM: Volentieri. Padre Torello Scali di origini toscane, figura di grande umanità, reggente della comunità in oggetto in tempo di guerra ed appartenente all’ordine Carmelitano, è stato parroco dal 1928 al 1959. I suoi resti mortali sono stati trasferiti, nel 2001, nella basilica di san Giovanni Battista e collocati nella cappella della Madonna del Carmine. Si auspica che presto la sua tomba possa essere visitata tutte le settimane in un giorno e orario aperto al pubblico. Padre Torello è un personaggio noto a fedeli, turisti e storici. Le persone che hanno conosciuto questo uomo di grande spessore morale, lo ricordano con grande affetto e si stanno industriando per promuovere la sua santità. Padre Torello aveva creato diverse attività culturali e sociali a cornice del culto della fede, della preghiera e meditazione comportamentale da tenersi in una società retta dall’amore vero e puro.

MTDD: Un uomo di fede, dunque, ma anche e soprattutto una guida spirituale che ha dato un ottimo esempio e lasciato un bellissimo ricordo a chi lo ha conosciuto e non solo. C’è stato, dopo di lui, qualche altro sacerdote che ha lasciato un ricordo indelebile ed altrettanto positivo?

AM: Certamente. Altra figura carismatica che per tanti anni ha portato il testimone di questa chiesa con iniziative poliedriche, è stato Don Gino, auspicando una pubblicazione che portasse avanti la memoria illustre della chiesa della cipolla e della sua architettura: la maschera barocca della facciata e il corpo con l’anima medioevale. Don Gino, ora anziano, è in casa di riposo lontano da Ravenna.

MTDD: C’è altro che vuoi aggiungere in riferimento a questa chiesa?

AM: Sì, vorrei solo dire che tanti sono gli aneddoti e gli episodi di sangue, opere d’arte sottratte nel tempo che arricchiscono la bibliografia di questa chiesa al momento parzialmente chiusa per motivazioni varie che non possiamo analizzare in questo contesto. All’attuale prete Don Rosino di San Giovanni Battista, (Santo rievocato in opere letterarie come ad esempio “la Nana” di Navarro, precursore del verissimo, il quale sottolinea la potenza di pace di questo Beato durante una tempesta), inviamo i nostri migliori auguri perché possa portare avanti il messaggio d’amore che i suoi predecessori hanno creato e diffuso.

MTDD: Nel caso ci fossero lettori e/o lettrici che volessero saperne di più sull’argomento, a quali fonti possono attingere?

AM: La prima edizione de La Chiesa della cipolla a due passi da Dante ha una pagina Facebook dove potete scrivere un vostro commento:

https://www.facebook.com/lachiesadellacipollaaduepassidaDante

Le copie della prima edizioni sono acquistabili online fino ad esaurimento:

https://www.ineditedizioni.it/saggistica/la-chiesa-della-cipolla-a-due-passi-da-dante-detail.html

MTDD: Nel caso ci fosse qualcuno che volesse contattarti?

AM: Chi volesse contattarmi può inviarmi una email al seguente indirizzo:

serviziculturali1@libero.it

MTDD: Alessandra, molti amici che stanno prendendo parte a questa Rubrica Meravigliosa Italia hanno deliziato i nostri lettori terminando la loro intervista con una ricetta locale. Ne hai preparata una anche tu?

AM: Assolutamente sì. Ho pensato di presentare ai nostri lettori il mio piatto romagnolo preferito ossia lo Stufato o spezzatino al vino bianco, specialità di nonna Iolanda.


Foto da Wikipedia
Creative Commons Attribuzione 2.0 Generico –

Spezzatino
Autore: franzconde


Ricetta di nonna Iolanda “I magné rumagnul d’una volta” - Antichi mangiari romagnoli del territorio ravennate, per ricordare anziane azdori (massaie).

Vino consigliato: Sangiovese bianco di Romagna o Chianti toscano

Lo stufato è un secondo piatto tipico della Italia del Nord. Il termine deriva dall’antico modo di cuocere gli alimenti, quando la carne veniva posta in un recipiente di cottura chiuso sul piano delle stufe che fungevano sia da strumenti di cottura che da riscaldamento. Non va confuso con il brasato, che prevede una cottura aromatizzata con vino e spezie. Quando lo stufato è tagliato in piccoli pezzi può prendere il nome di spezzatino […]


Ingredienti e dosi per 4 persone:
  • 1 kg di polpa di carne per spezzatino (maiale, vitello, manzo),
  • mezza cipolla tritate,
  • 1 bicchiere di vino bianco secco,
  • 500 ml. di brodo,
  • 2 cucchiai di farina,
  • 1 carota,
  • 30 g di burro,
  • 1 costa di sedano,
  • 6 patate grosse gialle,
  • olio evo (Extra Vergine di Oliva),
  • sale,
  • pepe.
Preparazione
  • Rosolate in una padella, e su fuoco dolcissimo, un trito di cipolla, sedano e carota in un giro d’olio.
  • Pelate e tagliate le patate a pezzettini regolari.
  • Prendete un tegame antiaderente con acqua immergete le patate per 10 minuti, poi cuocetele a fuoco medio per 5 minuti, spegnete il fuoco.
  • In una casseruola piuttosto ampia rosolate la carne e abbassate la fiamma. Unite la farina setacciata e aggiungete un po’ di brodo, mescolando in modo da ottenere un fondo liscio e omogeneo.
  • Versate il vino e mescolate finché il fondo inizia a bollire. Aggiungete il trito di cipolla, carota e sedano, salate e pepate, aggiungete le patate.
  • Cuocete per almeno 90 minuti, a fuoco basso, tenendo coperto.
  • Se volete, cospargete di prezzemolo tritato prima di servire

Seconda versione più veloce della ricetta stufato con patate di nonna Iolanda

Ingredienti
  • 1 kg di polpa di carne spezzatino
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • 250 ml di acqua, 6 patate grosse gialle
  • olio evo,
  • sale,
  • pepe,
  • rosmarino,
  • aglio
Preparazione
  • Pelate e tagliate le patate a pezzettini regolari, prendete una ciotola con acqua calda e immergete le patate per 15 minuti.
  • In una casseruola piuttosto ampia rosolate la carne a fuoco basso, versate acqua, vino, patate, fate bollire fino a quando il liquido sarà assorbito, poi condite con olio, sale, pepe, rosmarino, chiudete il tegame e lasciate insaporire carne e patate per almeno 15 minuti.

Buon appetito!



martedì 2 giugno 2026

Recensione: Maree più oscure Di Maria Campanaro

 

E' una storia di pirati vera a propria con vari colpi di scena, truculento al punto giusto e che vi fa avere anche una gran rabbia contro alcuni personaggi.

 


Non è fatto per i deboli di stomaco, ma c'è anche la storia romantica di Isabel e Julian, ma anche contrarietà, mistero, nemici.
Il libro è ben scritto e attendibile come riproduzione storica, con un grande studio dietro la sua scrittura.
Do a questo libro 5 stelle e lo consiglio a chi vuole leggere una storia su veri pirati.
Lasco Patrizia

lunedì 1 giugno 2026

In carrozza con Marino Målima Peiretti per parlare delle frequenze della musica e non solo... Jazz

 

Amici viaggiatori mettetevi comodi perché con Marino continueremo a parlare di musica e questa volta sarà il Jazz a farci compagnia.
Eccolo arrivare sempre con la sua fidata chitarra.
Tutti in carrozza.




MC –   Sono felice di questi viaggi insieme in cui parliamo di musica e non solo,  ho pensato che questa sera potremmo parlare del Jazz. Mi ha sempre “intrigato” ma ammetto che non facile da capire.
M – Anche a me e molto…ma…non è così difficile. I bambini, ad esempio, spesso lo adorano. E’ più una questione di giudizio. Ho “lavorato” in un CSE, Centro Socio Educativo per Diversamente Abili, e sul pulmino mandavo di tutto e ovviamente anche Jazz. Devo dire…molto apprezzato. Anzi, durate l’attività Musicale, specie prima di iniziare, quando le e i ragazzi erano liberi di fare ciò che volevano, sembrava di assistere ad un concerto di Free Jazz…e si divertivano come non mai.
MC Come mai, secondo te, i bambini apprezzano molto il Jazz?
M - Presumo per il fatto che non giudicano. Non fanno differenze tra ciò che semplice o difficile, sono puri. Accettano quanto arriva senza filtri, pur avendo naturalmente i propri gusti.
MC – Nel precedente viaggio sei stato misterioso nella destinazione, questa volta ti va di dirci dove ci porti e come mai hai scelto questa meta?
M – Mi spiace, non era mia intenzione, ma l’argomento Frequenze e Battimenti Binaurali è molto ampio e non volevo essere logorroico. Mi scuso. Ho scelto questa meta, precisamente il Jazz contemporaneo, per l’ampio spettro di libertà che offre. Non sempre è stato in questi termini, anzi, direi che è un tipo di Musica piuttosto complessa, specie all’inizio. Si fondava infatti su Armonie (tonalità e accordi) diciamo “difficili”. per fare un esempio, nella Musica Pop o Cantautorale, un accordo di Do è composto da tre note: Do-Mi-Sol, nel Jazz si presenta invece ampliato, con aggiunta della settima, il Si, o addirittura con “colorazioni” ulteriori, come la nona RE o anche oltre. Questo in un ambito prettamente Tonale. Con l’avvento del Modale, di derivazione dall’Antica Grecia, tutto ha assunto un aspetto diverso e tutto è diventato più libero. Si viaggia su un solo o due accordi, il basso o contrabbasso spesso, si dice, delinea un pedale, una linea ripetitiva e costante più o meno semplice o complicata e i solisti sono molto più liberi nell’esprimersi. Complici anche i Musicisti Classici e le avanguardie relative a quell’idioma, che hanno a loro volta ampliato gli orizzonti, basti pensare a John Cage. L’esempio più calzante, comunque, è John Coltrane, il quale è partito dal Jazz Tonale, per approdare al Modale e infine ad una sorta di Free Jazz, impregnato e “condizionato” da una decisa evoluzione Spirituale. Stesso percorso anche per Miles Davis (il quale ha implementato addirittura il Funk, arrivando addirittura al Free-Funk), Thelonious Monk, Ornette Colemann, immensi e unici, e via dicendo. Per questo mi affascina, in quanto la sua peculiarità intrinseca è l’Improvvisazione, in cui il Musicista si esprime, appunto, improvvisando; quindi non musica scritta. Questo combacia perfettamente con i miei studi sulle Frequenze e i Battimenti Binaurali, dato che implica l’interazione tra gli Emisferi Celebrali: quando si improvvisa entrambi si attivano (intuitivo e razionale) e così si crea quel “flusso” che tanto adoro. Ci tengo, in fine, a precisare che personalmente adotto l’accordatura a 432 Hz, vedi Emiliano Toso, pianista biologo, o ancora più inerente Stefano Bollani, in quanto ha a che fare con la Frequenza di Schumann. E’ più “morbida” e decisamente maggiormente gradita dal nostro Essere e dalle nostre cellule. Provata in concerto con ottimi risultati e comunque, ormai, è anche scientificamente appurata.  
MC – O mio Dio.... quanta roba .... preparati ad altre chiacchierate su argomento Jazz perché ho più confusione di prima...
M - Sempre disponibile, in ogni caso è più semplice si quanto si possa immaginare…
MC – Iniziamo dal nome, perché si chiama “Jazz”?
M – Non è certa l’origine della parola Jazz, si presuppone che abbia a che fare con termini riferiti al “rumore”, al caos, al gracchiare. A quel tempo si discostava dalla Musica corrente, proprio perché più complicata. Sembra anche abbia a che fare con il sesso, la copulazione e l’eiaculazione. 
MC – Forse perché all’inizio veniva suonato nei “bordelli”?
M - Esattamente, proprio quello è il motivo principale. Aggiungerei anche che era Musica “nera”, suonata prevalentemente da Musicisti “neri” e…sappiamo bene com’era a quei tempi. Infatti la questione razziale non è da sottovalutare: i “neri” iniziarono a suonare a mille all’ora…per cui “o mi stai dietro…o tanti saluti…”.

MC – Quando è nato, dove e chi sono stati i primi a suonarlo.
M – Generalmente ci riferisce a New Orleans e in particolare ai Musicisti Afro Americani. 
MC –  Ci sono diversi generi di Jazz?
M – Certamente, diversi generi e contaminazioni. Il Jazz è una Musica aperta e disponibile, impossibile da rinchiudere in un idioma preciso. Oggi poi, dipende moltissimo dalle aree geografiche, Nord Europa, Centro, Stati Uniti e via dicendo.
MC – C’è diversità nel Jazz di ieri e di oggi?
M – Come accennavo in precedenza vi è un’enorme differenza, ma non nell’approccio creativo. Per quanto riguarda l’improvvisazione vi sono due linee guida fondamentali: l’Improvvisazione Tematica e quella Armonica. Nella prima, di gran lunga la mia preferita, si usa elaborare la melodia del brano, concentrandosi sulla musicalità, anche se mantenendo viva quella libertà intrinseca. La seconda è più improntata sulla tecnica, una volta suonato il Tema, la melodia principale, l’attenzione si rivolge all’impianto armonico: su determinati accordi si possono suonare determinate note. L’aspetto costante è quella “dissonanza”, quel “caos”, che appare ad orecchie non abituate. In verità non lo è affatto, segue una line precisa e decifrabile. Per capirci potremmo paragonare un quadro di Giotto ad uno di Picasso…l’importante, oltre alla tecnica e alla pennellata, è l’intenzione dell’artista. 
MC – Il Jazz ha dato vita ad altri generi musicali?
M – Direi di no, anzi il contrario. il Jazz ha inglobato diversi generi musicali, dal Funk, dal Rock, fino ad arrivare alla Musica Improvvisata, altro territorio che adoro.

MC –  Quali sono stati i primi grandi autori e interpreti di questo genere?
M – Joe “king” Oliver, Buddy Bolden, Freddie Keppard; i pianisti: Jelly “Roll” Morton; Tony Jackson; Alfred Wilson; i clarinettisti: Sidney Bechet, Louis Armstrong, Bessie Smith…La lista è lunga.
MC –  Nei decenni ce ne sono stati altri?
M – Tantissimi, direi, anche qui la lista è davvero lunga…
MC –  Come è stato accolto al di fuori dell’America e in quali paesi è più apprezzato e suonato?
M - Direi ovunque. In Europa ha attecchito alla perfezione! Personalmente ho assistito a concerti di grossi nomi, sia Americani che Europei, senza dovermi mai muovere dall’Italia. 
MC –  Ho una curiosità... al conservatorio viene insegnato?
M – Si, a Milano di sicuro, ma non è necessario.
MC – In Italia ci sono molti concerti di musica classica ma non mi sembra altrettanti di Jazz, come mai?
M – Ce ne sono moltissimi, anzi, penso che siano più numerosi addirittura. Il fatto è che si svolgono in luoghi differenti, nei locali principalmente, ma anche nei teatri ormai.
MC – Allora riformula la domanda... come mai non se ne parla e non se ne fa pubblicità come per l’altra musica?
M – No, direi che se ne parla. Bollani è spesso in televisione, Gaslini ne è stato ambasciatore in tutto il mondo e in Italia c’è una notevole vivacità. Penso a Fasoli, Intra, Rava e molti altri. (Bollani  mi piace molto)
MC – Se una persona vuole andare a questi concerti come può tenersi informata?
M – Generalmente tramite i programmi dei Club, le grandi città sono molto attive in questo ambito. Oppure, vantaggio di oggi, digitando su google…(sorriso).
MC – Credo che per il momento ci conviene rimandare al prossimo viaggio altre curiosità sull’argomento perché abbiamo molto su cui riflettere. Che dici, prima di scendere ci fai sentire qualcosa?
M – Posso aggiungere il link della mia pagina Musicale su Bandcamp, lì si trova di tutto, dal mio ultimo lavoro “come nel Sogno di una Farfalla” che è il primo di una serie di lavori dedicati a Filosofi, Scienziati, Artisti e persone che hanno avuto un ruolo rilevante nella mia vita, ai Battimenti Binaurali e alla Musica Ambient (Mantra e La Corda del Buddha o Tao), nonché Elettronica (come IK14 siamo stati l’unico vero gruppo Drum&Bass in italia) e anche Musica Improvvisata. Personalmente adoro il Jazz, ma sai come si dice: non si vive di solo spaghetti. Mi considero un onnivoro, purché resti intatta la qualità.
Ecco il link:
MC – Amici viaggiatori ci ritroviamo con Marino per il prossimo viaggio adesso mettetevi comodi e buon ascolto.

sabato 30 maggio 2026

Recensione ... Vernissage

 

Ringrazio La Torre di Babele e Sognare leggi e sogna, per aver condiviso nei loro canali di Tik
Tok della bella recensione di Vernissage, il mio primo Thriller.
Grazie e Buona visione.




martedì 26 maggio 2026

Segnalazione: Lady Delilah e il duca Di Sofie Darling

E’ uscito il 5° e ultimo libro della serie di romance regency spicy di Sofie Darling “I Windermere”.
Qualcuno ha detto enemies to lovers? 
Ogni eroina ha bisogno di un nemico, e per Lady Delilah Windermere non c’è cattivo più perfetto di Sua Grazia Sebastian Crewe, Duca di Ravensworth. Tre anni fa le ha rovinato tutto, ma questa volta lei non gli permetterà di impedirle di realizzare il suo sogno di diventare attrice, costi quel che costi…




Titolo: Lady Delilah e il duca (titolo originale: Lady Delilah dares a duke)
Autore: Sofie Darling
Traduttore: Isabella Nanni
Editore: Love Ink Books LLC (prima edizione in lingua originale: 2023)
Genere: Romance storico
Prezzo ebook: € 2,99 – disponibile anche in Kindle Unlimited 
Prezzo cartaceo: da definire
Data pubblicazione: 6 maggio 2026
Serie: I Windermere 
Link di acquisto Amazon:
https://www.amazon.it/Lady-Delilah-duca-Romance-Windermere-ebook/dp/B0G6G5Z667 

Trama/Sinossi
Delilah sta inseguendo i suoi sogni...
Ogni eroina ha bisogno di un nemico, e per Lady Delilah Windermere non c’è cattivo più perfetto di Sua Grazia Sebastian Crewe, Duca di Ravensworth. Tre anni fa le ha rovinato tutto, ma questa volta lei non gli permetterà di impedirle di realizzare i suoi sogni.
Il duca sta inseguendo Delilah...
Seb non ha alcun desiderio di tarpare le ali a Delilah. Ma quando la trova in viaggio con una compagnia di attori, non può proprio lasciarla partire da sola per questa avventura. Quando Delilah rifiuta di tornare dalla sua famiglia, Seb capisce che spetta a lui proteggerla... di nuovo.
Troveranno il vero amore... insieme?
Nel corso di una magica estate, il duca e Delilah cominciano a vedere il loro paese – e l’un l’altra – con occhi nuovi. Inebriati dalla loro libertà, non riescono a resistere alla tentazione di abbandonarsi a una passione proibita. Ma Seb sa che conquistare il cuore di Delilah non garantirà un lieto fine, a meno di non riuscire a convincere la sua selvaggia Windermere che la vera libertà è tra le sue braccia.

Estratto
«Prepara le tue cose. Stasera verrai con me.»
Un dato di fatto.
Delilah si costrinse a calmarsi prima di rispondere. Non avrebbe ottenuto niente arrabbiandosi con questo maledetto arrogante. «Capisco che come duca» disse con tono pacato, «tu sia abituato a emanare editti e a farli rispettare, ma io non sono ai tuoi ordini e non farò nulla del genere.»
Lui strinse e rilassò la mandibola, assumendo un’espressione ostinata.
Era una bella sensazione avergli messo quell’espressione in viso.
Poi lui strinse gli occhi e Delilah si sentì mancare il terreno sotto i piedi.
«Naturalmente» disse lui con voce bassa e sicura, «c’è un’altra soluzione.»
«Quale?» chiese lei, diffidente.
«Se resti, resto anch’io.»
Delilah gli cercò negli occhi un accenno di ironia, perché sicuramente la stava prendendo in giro. Ma non lo trovò. Il respiro le si mozzò in gola. Quest’uomo era assolutamente serio. Ma...
Non poteva esserlo.
Stava bluffando.
«Non oseresti.» Non aveva nulla da perdere a smascherare quel bluff.
Lui non batté ciglio. «Ho sentito che serve un falegname.»
«Un falegname, sì» ammise lei. «Un duca, non tanto.» Inclinò la testa. «In realtà, non so quale sia l’utilità di un duca in questo mondo.»
«Oh, mi vengono in mente alcune cose» disse lui. «Alcune credo che ti piacerebbero molto.»
Il calore che l’aveva attraversata pochi minuti prima si trasformò in un’improvvisa fiammata.
Tra le parole pronunciate in quella frase ce n’erano altre non dette.
Lei non capiva.
No, non era vero.
Capiva eccome. Gli uomini dicevano cose del genere alle donne… alle donne che volevano sedurre.
Ecco perché non riusciva a capire perché questo uomo, il suo nemico giurato, avesse detto quelle parole a lei.




Biografia autrice 
Autrice bestseller di USA Today, Sofie Darling ha sviluppato la sua passione per i romanzi d’amore storici alle scuole medie quando ha aperto Cime tempestose di Emily Bronte. È nata una storia d’amore istantanea e duratura.
Sofie ha trascorso gran parte dei suoi vent’anni a crescere due ragazzi e a leggere tutti i romanzi su cui riusciva a mettere le mani. Quando ha capito che doveva scrivere i libri che amava, ha finito di laurearsi in inglese e ha preso la matita in mano. (Ticonderoga #2 è la sua penna d’oca preferita).
Quando non è impegnata a scrivere di eroi che la fanno innamorare, a Sofie piace farsi delle belle escursioni nel fine settimana, visita un castello medievale in rovina ogni volta che ne ha l’occasione e ha una relazione leggermente codipendente con il suo segugio, Bosco.

Biografia traduttrice:
Isabella Nanni si è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne ed è iscritta al Ruolo Periti ed Esperti per la categoria Traduttori e Interpreti. Le sue lingue di lavoro sono Inglese, Tedesco e Spagnolo, da cui traduce verso l’italiano, lingua madre. A gennaio 2019 è risultata vincitrice ex aequo del concorso di traduzione de “La Bottega Dei Traduttori”. Ha tradotto sia romance contemporanei che storici per varie autrici tra cui Jess Michaels, Tess Thompson, Crystal Kaswell, Jill Barnett e Judith Keim. Dal 2024 organizza la fiera virtuale del romance in italiano “Romance to Romance Days”.
Coltiva rose di tutti i colori e con una vita di riserva studierebbe arabo, cinese e russo. Non potendo, si affida ai colleghi traduttori per allargare i suoi confini culturali.

 

lunedì 25 maggio 2026

In carrozza con Marino Målima Peiretti per parlare delle frequenze

 




Amici viaggiatori mettetevi comodi perché con Marino faremmo un  po’  di viaggi nel mondo della musica. Eccolo arrivare con la sua chitarra.

Tutti in carrozza.


MC – Ciao. Sono felice che tu abbia accettato di portarci nel tuo mondo “musicale”,  credo che faremmo un po’ di viaggi insieme perché ci sono tante cose di cui mi piacerebbe parlare con te.  Ma prima che il treno parta...  quale destinazione hai in programma per noi e perché questa scelta?

Marino – Una destinazione “segreta” ma molto interessante, che si svelerà passo passo…  (ok, sono curiosa)

MC -  Ti va di parlandoci del tuo percorso musicale e di come sei arrivato a musica terapia.

M – A questa domanda dovrò fornire una risposta che percorre una duplice via. Tuttavia, dato che le due domande a seguire sono piuttosto inerenti, si potrà dedurre facilmente da esse. (Enigmatico)

MC -  Cosa ti ha portato a studiare il  Jazz?

M - Il desiderio di libertà in primis. Considero il Jazz, in particolar modo quello Contemporaneo e quindi slegato dallo Swing, per intenderci, e la Musica Improvvisata i generi Musicali più liberi in assoluto. Per il semplice fatto che il primo contempla l’improvvisazione e il secondo la vive come essenza. Quindi è impossibile che un brano venga ripetuto due volte in modo identico.

MC – Come è nata la musica terapia?

M – Dal mio “lavoro” in ambito Diversamente Abili. Con uno di loro, costretto alla carrozzina da un vaccino, ma molto vispo dal punto di vista intellettuale, ci siamo avvicinati in particolare ai Battimenti Binaurali per ridurre le distonie, movimenti incontrollati e tremori, che lo affliggevano. Non avevamo il denaro necessario per acquistare le Brain Machine dell’Istituto Monroe, quindi ne abbiamo studiato i principi e realizzato i primi brani. Poi ho continuato in autonomia perfezionando sempre più. (complimenti)

MC – C’è un legame tra Jazz e musica terapia?

M - Questa è una splendida domanda. In effetti si. Dato che i Battimenti Binaurali conducono alla Sincronizzazione degli Emisferi cerebrali e l’Improvvisazione del Jazz genera un effetto molto simile, direi che questo è il legame. Naturalmente sto parlando di Improvvisazione reale, vera, non di una serie di esercizi propinati per mostrare un certo livello tecnico.

MC – In Italia la musica terapia è utilizzata solo nel privato o anche in strutture pubbliche, se si dove?

M – Sempre più anche in strutture pubbliche. In un paio di Ospedali Milanesi viene diffusa Musica a 432Hz in tal pre e post operatoria, in quanto gli studi evidenziano ormai chiaramente i suoi benefici. Essa infatti influisce le molecole dell’acqua e di conseguenza il benessere biologico e fisiologico dei pazienti. 

MC – Ci sono patologie in cui è consigliata più di altre e perché?

M – Qui il discorso si fa un pò complesso. Oggi le Neuroscienze e l’Epigenetica ci indicano che la patologia in sé è sempre relazionata all’aspetto psicologico ed emotivo. Per cui, a mio parere, è un ottima soluzione curare per prima la mente e poi il corpo, cosa già contemplata da Pitagora. Quindi, al primo posto metterei le patologie psichiche, come lo stress ad esempio, per arrivare poi fino a quelle che riguardano il corpo o i suoi organi. Io stesso ne usufruisco.

MC –  Il percorso che viene fatto è seguito da un medico oppure è il musicista che decide come approcciarsi al paziente con la musica e ha un minimo di sedute o viene di volta in volta deciso in base alla situazione da trattare?

M – Se il Medico è informato e di vedute, diciamo, aperte è sempre un supporto utile, non indispensabile ma utile. Non esiste un minimo di sedute in quanto ogni paziente reagisce secondo i suoi tempi e o la gravità della patologia.

MC -  Ci sono studi  per diventare musicaterapisti?

M – Certo che si, esistono.

MC –  Come si fa a capire quale musica è più adatta ad un paziente?

M – Io sono dell’opinione che sia il paziente stesso a scegliere tra le varie proposte, almeno questo è il mio metodo. Visto e considerato che qui stiamo parlando di risonanza, se la o il paziente si trova perfettamente a suo agio, ecco che i risultati sono più celeri e soddisfacenti. Inoltre, penso che non esiste la “medicina” uguale per tutti, perciò mi sono focalizzato sui Battimenti Binaurali e la Musica 432Hz. I Battimenti Binaurali, non sono presenti nel brano, vengono generati dal chi ascolta e quindi in modo personale. Ci saranno sempre delle micro variazioni, quindi ognuno crea la propria “medicina” 



MC – ci sono malattie invece che non si possono curare con  la musica terapia e quali invece hanno dato esiti positivi o che hanno curato malattie che non si pensava curabili con questa tecnica?

M - E’ necessario essere molto chiari a questo riguardo. Se una o un paziente ha un infarto, ad esempio, nella quasi totalità dei casi è necessario intervenire, in prima istanza, attraverso la Medicina Allopatica. Poi, si può pensare alla Musica come terapia, anche in sostituzione dei farmaci, ad esempio. Per quanto riguarda invece malesseri di portata non così estrema, già come detto, Pitagora dava dei canti come cura. Oggi, con gli strumenti che abbiamo a disposizione, possiamo essere molto specifici e ottenere ottimi risultati. Il vantaggio dei Battimenti Binaurali, inoltre, è quello che ci permettono di migliorare la connessione Cuore- Cervello, e ci permettono di produrre quella gamma di Frequenze che abitualmente produciamo nelle fasi del sonno, con tutti i relativi vantaggi, ma mentendo lo stato di veglia.

Certamente il discorso è molto più ampio e complesso, qui ho sintetizzato per non tediare o scrivere un trattato. Sono sempre comunque felice di approfondire, cosa che faccio sempre personalmente in videochiamata e sarò ben felice di rispondere se avrai domande precise.

Ringrazio comunque te e tutti coloro che leggeranno e auguro a tutti “Buona Vita”.

MC – E’ stato un piacere parlare con te. Vedo che anche ai nostri amici viaggiatori è piaciuta molto, per cui non mi resta che invitarvi al prossimo viaggio... che non svelo di cosa si parlerà.

A presto e buona serata