giovedì 30 aprile 2026
Adolescence
martedì 28 aprile 2026
Segnalazione: Darkest Symphony Rock Star Di Adina D. Grey
Questo è il primo volume della serie "Darkest Symphony Rock Star" anticipato dalla pubblicazione self del prequel (autoconclusivo e non strettamente necessario per iniziare questa serie) Sealed with a kiss.
Buona lettura.
Scheda libro
Titolo: Harmonizing Hearts
Titolo originale: Harmonizing Hearts
Serie: Darkest Symphony Rock Star (#1) Autoconclusivo
Autrice: Adina D. Grey
Data di uscita: 7 aprile 2026
Genere: Contemporary romance - music romance
Trama:
Jackson crede di essere immune all’amore, indurito da una vita passata tra una casa-famiglia e l’altra. Ma Emma, con i suoi capelli fiammeggianti e l’arguzia tagliente, ha sfondato le sue difese, lasciando un segno più profondo del desiderio. È stata un turbine che gli ha sconvolto il ritmo della vita, ma proprio quando le cose iniziavano ad andare bene, Emma è scomparsa, portando via con sé un pezzo di lui che non sapeva nemmeno di avere perso.
Ora, Jackson è in missione per riconquistare il suo cuore rubato e il frammento dell’anima che Emma si è inconsapevolmente portata via. Pronto per la battaglia più importante della sua vita, è determinato a riconquistarla… se lei glielo lascerà fare.
Emma vive secondo una sola regola: mai mescolare lavoro e piacere. Un principio che è pericolosamente vicina a infrangere quando le viene assegnato il compito di formare la nuova band che ha scovato e che ha portato alla SMD. La chimica con Jackson è innegabile e quel frutto proibito che ha assaggiato, ora la lascia desiderare di più. Tuttavia, quando la vita le mette i bastoni fra le ruote, si trova di fronte a una scelta cruciale che potrebbe sconvolgerle il mondo.Emma sarà abbastanza coraggiosa da scegliere l’amore, anche se ciò significa cambiare tutto?
sabato 25 aprile 2026
Consigli di Lettura... Le avventure di Lily La Lumachina
Ringrazio Elisa Rubini per aver consigliato il mio libro per bambini nella sua rubrica nel Blog Inchiostri inVISIBILI.
Grazie e buona lettura.
******************************************************************
Consigli di Lettura
A CURA DI ELISA RUBINI

Il Bibliobenessere è un rifugio online per scoprire libri che nutrono la mente, il corpo e lo spirito, o che semplicemente permettono di staccare dal rumore quotidiano.
A chi piacerebbe leggere un libro che invita a rallentare, osservare la natura e scoprire che il mondo è un’avventura anche quando lo si attraversa… a passo di lumaca?
Se avete risposto sì, la lettura giusta, proprio ora, è: “Le avventure di Lily la lumachina” di Maria Cristina Buoso.

Trama in breve:
Lily
nasce nel cuore del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. È
piccola, curiosa e innamorata della vita. Attraverso incontri con amici
animali, esplorazioni delicate e scoperte quotidiane, impara a conoscere
il mondo che la circonda. Ogni tappa diventa un invito alla meraviglia,
alla gentilezza e al coraggio sereno di chi non ha fretta di crescere.
Questo libro non si limita a essere letto: si vive e si colora, perché i bambini
diventano protagonisti delle avventure di Lily, riempiendo le pagine con i loro colori, la loro immaginazione e il loro ritmo.
Il vero motivo per leggerlo?
Perché
ricorda che la lentezza non è un difetto, ma un dono. In un mondo che
corre, Lily insegna che ogni passo, anche il più piccolo, ha valore se
permette di osservare la bellezza intorno a noi. E quando i bambini
colorano le sue avventure, non stanno solo dando vita a un disegno:
stanno imparando a guardare il mondo con occhi pieni di stupore.
L’autrice:
Maria
Cristina Buoso inizia a scrivere da giovanissima, partendo da fiabe e
poesie, per poi ampliare la sua voce in racconti brevi, copioni,
romanzi, gialli e thriller. La sua versatilità narrativa è una costante
ricerca di storie capaci di parlare a ogni età.
Nel tempo ha ricevuto
premi in diversi ambiti e recentemente le è stato conferito il
Certificato come collaboratrice della China Writers Association e del
Club dei Lettori della Cultura Orientale e Letteratura Cinese,
riconoscimento legato anche al suo lavoro nel blog:
Una voce curiosa, appassionata e sempre in esplorazione, proprio come Lily.
mercoledì 22 aprile 2026
Dinamiche della Malattia e della Guarigione, di Maria Teresa De Donato
Negli ultimi anni, il concetto di salute è divenuto oggetto di dibattito globale: le notizie corrono su ogni organo di stampa, abbiamo fidelizzato complessi calcoli statistici, seguiamo indicazioni, applichiamo regole, sforniamo dubbi, affrontiamo timori e, soprattutto, guardiamo alla speranza che tutto ciò finisca come un bambino aspetta l’arrivo di Babbo Natale. La pandemia ha amplificato il senso di volubilità e ci ha fatto perdere l’orientamento; ha fatto emergere spaccature e fragilità sconosciute e inaspettate; ha acutizzato il bisogno di comprendere ciò che non avremmo mai voluto comprendere. La malattia ci fa paura, sarebbe inutile negarlo e per questo vaghiamo in cerca di conferme, di soluzioni.
Vi confesso che davanti al titolo “Dinamiche della Malattia e della Guarigione” – versione ridotta della Tesi di Dottorato “The Dynamics of Disease and Healing – The Role that Percepition and Beliefs Play in Our Health and Wellness” – di Maria Teresa De Donato (Dottoressa in Salute Olistica) ho provato l’effetto “calamita”: una voglia incredibile di apprendere le teorie del manuale. Lo stesso è stato pubblicato in inglese nel 2015 (in italiano nel 2021) quando la pandemia Covid avrebbe potuto essere un’ottima sceneggiatura per un film hollywoodiano. Credo che sia stata la suggestione, la curiosità, la novità a spingermi tra queste pagine, ma ripensandoci adesso, mi rendo conto che ciò che maggiormente ha attirato la mia attenzione è stata la guarigione che nel titolo viene associata alla dinamica. Ho iniziato la lettura con questa domanda rombante in testa: esiste una convergenza di elementi che, insieme, portano alla guarigione? Esiste un fattore dinamico che può aiutare la guarigione, in accompagnamento a una cura medica e specifica, per esempio? Insomma, mi son detta, basta un libro ed è fatta, come ho fatto a non pensarci prima?
Naturalmente, quest’ultima è una provocazione, la stessa Dottoressa pone una premessa onesta e inequivocabile quando scrive: “il materiale contenuto nella presente pubblicazione ha solo scopo informativo e non è da considerarsi in alcun modo parere medico. Qualunque sia il vostro problema di salute, consultate il vostro medico.”. Chiaro, no?
Dopo ciò, la lettura inizia con una consapevolezza giusta, serena, anche perché, solitamente, i trattati medici (o affini) sono complessi e quasi mai immediati, soprattutto per chi non conosce la materia: la percezione, dunque, di non trovare formule, concetti incomprensibili e termini sconosciuti è stata un’ottima motivazione.
Addentrandosi nella lettura si comprende con chiarezza l’intento della ricercatrice che, ponendosi una serie di domande, ha elaborato (e pubblicato) uno studio che coinvolge salute e malattia come se fossero elementi naturali e certi della vita di ognuno di noi. Le sue analisi iniziano con una parte teorica nella quale troviamo definizioni (malattia, energia, salute ecc), tesi, concetti scientifici e altri più emotivi e di natura psicologica. Il lettore, però, non si perde e riesce a seguire la discorsività: il merito va all’autrice che ha strutturato il testo evitando lunghe e corpose note a piè pagina che, qualche volta, e soprattutto nei manuali tecnici, disperdono. Infatti, i riferimenti alle pubblicazioni sono stati inseriti nel testo e solo nell’indice finale si trova la nota completa all’opera a cui si fa riferimento.
Nel proseguo della lettura, la chiarezza della narrazione si mantiene e nell’esplorazione delle dinamiche si trovano anche teorie molto curiose (quella dei tre strati dell’acqua mi ha colpito in modo particolare), fino alla parte di analisi vera e propria di casi che la Dottoressa ha seguito personalmente e di cui ha riportato uno studio olistico. Anche nell’atto di trascrivere le risposte ai quesiti a cui ha sottoposto i partecipanti alla ricerca la precisione non si perde, anzi, semplici ma utili tabelle (alcune in inglese ma, a mio avviso, comprensibili) completano la pubblicazione.
Ultima nota: per tutta la durata della lettura, ho avvertito una gradevole sensibilità da parte dell’autrice nell’affrontare le dinamiche di cui si è trattato, come una sorta di rispetto per la materia e per l’uomo. Nel complesso, dunque, questo manuale, che al suo interno propone teorie più o meno condivisibili ed esplora un tema così vasto e delicato, si è rivelato una lettura apprezzabile.
Si ringrazia l’autrice per il file lettura in omaggio.
Nota biografica dell’autrice:
Maria Teresa De Donato: romana di nascita, dopo aver studiato lingue straniere e giornalismo in Italia, si è trasferita negli USA dove vive da oltre 25 anni ed ha ultimato i suoi studi giornalistici presso l’American College of Journalism e conseguito le lauree Bachelor, Master e Dottorato di Ricerca in Salute Olistica presso Global College of Natural Medicine, specializzandosi in Omeopatia Classica, Ayurveda e Medicina Tradizionale Cinese. Un’appassionata blogger, dal 1995 collabora con varie riviste, giornali e periodici in qualità di giornalista freelance. Scrittrice eclettica, olistica e multidisciplinare è anche autrice di numerose pubblicazioni, tra cui due romanzi. I suoi libri sono disponibili su tutti i canali di distribuzione Amazon, librerie incluse.
Pubblicato su https://bood.food.blog/2021/07/30/dinamiche-della-malattia-e-della-guarigione-di-maria-teresa-de-donato-dottoressa-in-salute-olistica/
martedì 21 aprile 2026
Segnalazione: Il Gigante Gedeone e l’uovo misterioso di Antonella Arietano
lunedì 20 aprile 2026
In compagnia di Ilaria Vecchietti per parlare delle Necropoli degli Etruschi
Il viaggio che faremmo oggi con Ilaria non sarà troppo lungo, per cui mettetevi comodi perché andiamo a Tarquinia.
MC – Abbiamo parlato di Necropoli in precedenza, secondo te, quali sono le più conosciute...
I – Buon viaggio a tutti. Secondo me direi le Necropoli di Tarquinia. Le più note sono quella dei Monterozzi, del Calvario, della Doganaccia, di San Savino, la Ara della Regina, quella dell'Infernaccio e ldel fondo Scataglini.
Quella dei Monterozzi racchiude un gran numero di tombe a tumulo con camere scavate nella roccia, nelle quali è conservata una straordinaria serie di affreschi, che rappresentano il più cospicuo nucleo pittorico di arte etrusca.
Le necropoli fanno parte anche del patrimonio dell'umanità UNESCO dal 2004.
MC – Sono quelle in cui sono stati fatti più scavi e dove si sono trovati reperti importanti?
I – Non lo so, ma in tutti i siti etruschi sono stati rinvenuti resti e reperti oggetto di studi da decenni.
MC – Di solito quanto sono grandi le necropoli e come sono fatte?
I – La tomba era concepita come una nuova casa, dotata di corredo di abiti, ornamenti, oggetti d'uso quotidiano, scorte di cibi e bevande, tutto ciò che al defunto avrebbe potuto servire. Il resto era un arricchimento, che variava in base al rango sociale e alle possibilità economiche, si poteva dunque dare un aspetto della casa, con suppellettili, arredi e anche affrescarla sulle pareti con scene della vita quotidiana o dei momenti più significativi.
MC – So che erano molto grandi e variavano se il defunto era più o meno ricco o importante?
I – Esatto, variava proprio in base alla disponibilità economica del defunto.
MC – Hanno un posto in cui sorgono oppure è indifferente l’area?
I – Gli Etruschi costruivano le necropoli sotto terra o, se in superficie, le celavano alla vista ricoprendole di tumuli di terra, in genere al di fuori delle cinte murarie cittadine.
MC – Gli etruschi erano un popolo istruito?
I – Avevano una grande cultura artistica: pittura, architettura, scultura, anche oreficeria, musica e danza.
MC - La trinità composta da Tinia, Uni e Menerva, cosa rappresenta è chi sono queste tre figure?
I – Tinia corrisponde a Zeus/Giove; Uni a Era/Giunone; Menerva ad Atena//Minerva. Queste sono le divinità principali.
MC – Perché la divinità Voltumna era legata al sottosuolo?
I – Sia perché era il Dio della terra e sia perché considerata una divinità ctonia e quindi questa categoria è legata al sottosuolo.
MC – Cosa intendi per divinità ctonia?
I – Le divinità ctonie sono le divinità legate al sottosuolo, in qualsiasi mitologia.
MC – È un popolo che ha inventato molte cose, quali tra queste le troviamo ancor oggi nella nostra quotidianità?
I – Beh, l'acquedotto con fognature e l’arco a volta.
MC – Hai qualche leggenda da raccontarci?
I – C’è la leggenda di Tagete. La leggenda narra che un giorno un contadino, mentre arava la terra, vide una zolla sollevarsi dal solco e assumere le sembianze di un fanciullo. Lo chiamò Tagete. Il fanciullo dimostrò subito di avere grande saggezza e virtù profetiche. La sua vita durò solo il tempo necessario per insegnare agli Etruschi, accorsi sul luogo dove era nato, l'arte di predire il futuro, scomparendo poche ore dopo la sua miracolosa apparizione.
Le norme da lui dettate furono trascritte e raggruppate in tre serie di libri sacri (gli Aruspicini, i Fulgurali e i Rituali). Questi testi costituirono i punti essenziali della religione etrusca: l'importanza della divinazione che permetteva di interpretare la volontà degli Dei e la necessità di istituire un preciso rituale per ogni circostanza della vita sia pubblica che privata.
MC – Hai qualcosa da aggiungere?
I – No, credo di aver detto tutto!
MC – Grazie, sei un pozzo di informazioni. Non ci resta che dare appuntamento alla prossima tappa ai nostri amici viaggiatori.
sabato 18 aprile 2026
Recensione ... Le avventure di Lily la lumachina
Grazie e buona lettura.
“LE AVVENTURE DI LILY LA LUMACHINA”
di Maria Cristina Buoso.
Recensione di Marco Cazzella

Scritta brillantemente da Maria Cristina Buoso, questa fiaba è illustrata dall’eccezionale Ely Gocce di Rugiada, in un libretto che in più maniere riuscirà a coinvolgere attivamente i piccoli lettori.
Raccontata in terza persona, è ambientata presso il parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Descrive la storia di Lily, una lumachina che, esattamente come una bambina, affronta il mondo scoprendo tutto quello che la circonda e meravigliandosi di ogni cosa.
Il testo è suddiviso in quattro racconti e ognuno si apre con un prologo che rimarca l’importanza dell’amicizia grazie a svariate citazioni di personaggi importanti della letteratura. I disegni da colorare, inoltre, presenti a più riprese nel libro, risultano utili a far immergere i bambini nella storia che stanno leggendo.
Ho trovato interessante anche il punto in cui si parla di Halloween, perché l’autrice spiega le sue origini in maniera semplice, ma ben dettagliata. Come si usa nelle fiabe, gli animali sono umanizzati, vediamo per esempio il gufo che mentre parla si sfrega le ali come noi le mani, oppure il leprotto che salta per la gioia.
Divertente e molto dolce, la sua lettura è veramente scorrevole e si lascia leggere al bacio. I dialoghi sono semplici, ma scritti bene, e i personaggi, così come i luoghi, sono ben delineati. Da lodare la struttura, che si conclude nel quarto racconto, a tema natalizio, con una specie di caccia al tesoro, in grado di coinvolgere ancora più i bimbi nella lettura di questa splendida fiaba. Di sicuro resterà loro un bel ricordo!
In definitiva: una storia semplice per bambini, ma anche per adulti, dolce da far sciogliere il cuore, interessante sotto ogni punto di vista e adatta a questo periodo perché, in parte per la trama, in toto per i valori contenuti, è anche natalizia. Per tanto, mi sento di consigliarla a tutti coloro che cercano un libro per fanciulli adatto come regalo di Natale, o anche solamente per far scoprire la bellezza della natura e l’importanza dell’amicizia.
giovedì 16 aprile 2026
Bridgerton
martedì 14 aprile 2026
Segnalazione: Il Giglio – terzo volume della saga degli Altavilla Di Elsa Lohengrin
sabato 11 aprile 2026
Segnalazione... Le avventure di Lily la lumachina
Ringrazio Tiziana Segatto per aver segnalato il mio libro per bambini nel suo canale Tik Tok.
Grazie e buona lettura

mercoledì 8 aprile 2026
Il Rombo della Fenice, di Flavio Uccello
Rombi di motori spesso truccati, marce innescate, tornanti e rettilinei, gare e scommesse clandestine, macchine che vanno alla massima velocità per le vie di Roma e sul Raccordo “senza una meta precisa” (Uccello, 2022, p. 6)
Che senso avrebbe, però, la vita se non rincorressimo i nostri sogni e le nostre passioni?
In questo suo romanzo, l’autore, Flavio Uccello, ci catapulta nel mondo dei motori, delle macchine, delle corse e delle scommesse. Si tratta di un mondo particolare, che devi amare e di cui non puoi fare a meno. Le corse diventanto la tua vita; ti fanno trovare “il [tuo] posto nel mondo” (p. 71); l’alta velocità ti fa salire l’adrenalina mentre ti concentri sull’obiettivo: battere il tuo avversario.
Ogni macchina ha le sue particolarità, i suoi punti-forza così come i suoi limiti che tu devi conoscere, rispettare e gestire al meglio. Con ogni macchina tu crei un legame diverso: con alcune questo legame è speciale; c’è un feeling particolare, insostituibile e non riproducibile. Ti innamori “di quell’odore inconfondibile, proprio delle auto storiche, odore del vinile degli interni, della pelle dei sedili, unito a una leggera puzza di benzina” (pp. 35, 36)
Malgrado alle corse partecipino macchine di ogni tipo, alcune dai nomi altisonanti e famosi, “quelle che attirano l’attenzione e la simpatia” sono spesso quelle “all’apparenza innocenti ma dalle grandi doti dinamiche, docili a bassa velocità ma impegnative da guidare al limite” (p. 17)
Il mondo delle corse è estremamente competitivo anche se, come riconosce il protagonista del romanzo, Miki Mazzoni, è “affascinante la misteriosa complicità che [può] crearsi tra persone estranee, accomunate solamente da una passione, da un obiettivo o da un singolo momento di libertà.” (p. 33)
L’amore e l’innamoramento, i sogni infranti, la solidarietà umana, temi universali ed immutabili, così come il doversi confrontare – per scelta o per circostanze che sfuggono al nostro controllo – con criminalità organizzata e guerra tra clan sono altri aspetti fondamentali presenti in questo romanzo, che arricchiscono questo lavoro fornendo spunti per una profonda riflessione.
Il linguaggio è scorrevole, accattivante; i ritmi, spesso intensi, ma sempre carichi di una profonda umanità, catturano l’attenzione del lettore spingendolo a leggere il manoscritto sino alla fine senza interruzioni.
Il Rombo della Fenice è un romanzo, scritto da un giovane autore pieno di talento, la cui lettura consiglio a tutti.
martedì 7 aprile 2026
Segnalazione: Dove inizi tu Di Nikki Ash
Titolo: Dove inizi tu
Titolo originale: Wrapped up on you Standalone
Autrice: Nikki Ash
Data di uscita: 31 marzo 2026
Genere: Contemporary romance
Trama:
Kelsie, un vigile del fuoco affascinante che arriva dal nulla e salva la situazione a una madre single in crisi…
Suona come lì inizio di un romanzo rosa, vero? E invece è proprio quello che succede quando incontro Pierce per la prima volta, nel supermercato della nostra piccola città.
Il suo gesto gentile riesce a incrinare il gelo che mi porto addosso, ma non posso permettermi di cedere. Non con un uomo che ogni giorno rischia la vita.
Dopo l'incendio che mi ha lasciata sola con mia figlia, ho blindato il cuore e buttato via la chiave.
Eppure, sembra che sia già troppo tardi.
Pierce si è infilato nei miei pensieri, nella mia quotidianità… in tutto quello che cercavo di proteggere.
Ha acceso una scintilla che non vuole spegnersi. E il suo amore è qualcosa che non pensavo avrei mai più avuto.
Pierce, salvare le persone è ciò che faccio.
E quando vedo quella splendida mamma single, visibilmente in difficoltà alla cassa, intervengo senza pensarci un secondo.
Quando si presenta alla caserma per ringraziarmi, le scintille diventano un incendio.
Lei prova a negare l';attrazione, ma io la sento chiaramente. È impossibile ignorarla.
Per la prima volta, c'è un fuoco che non voglio domare.
Non quando so che posso alimentarlo… e sciogliere, una dopo l'altra, le mura che proteggono il suo cuore.
lunedì 6 aprile 2026
In carrozza con Ilaria Vecchietti per parlare della Mitologia Bantu
Il treno che prenderemo stasera con Ilaria sarà per l’Africa.
MC – Il popolo Bantu raggruppa popoli di una vasta area dell’Africa, ma chi ha deciso di unirli tutti assieme con questo nome e a quanto tempo fa risale questo raggruppamento?
I – Allora… questi popoli fanno parte della stessa etnia e condividono tratti linguistici, culturali e una storia comune.
Il termine "bantu" fu introdotto con il suo significato moderno dal linguista Wilhelm Bleek, con il suo trattato A Comparative Grammar of South African Languages (1862).
MC – Questo vuol dire che questi popoli hanno tutti un linguaggio uguale?
I – Uguale uguale no, hanno dei tratti in comune. Ci sono più di 500 lingue bantu; la più diffusa è lo swahili.
MC – E che tipo di scrittura usano?
I – Interessante questa domanda, perché in genere quando si parla di lingue si fa solo riferimento all’uso orale e poche volte a quello scritto… e infatti ho trovato poche informazioni, sia appunto perché come ho detto sono più di 500 lingue e poi sono appunto informazioni perse nel tempo. E forse, parere mio personale, la scrittura era poco o per niente usata. Se facciamo sempre riferimento al swahili ad esempio, i primi testi hanno datazione fine ‘600 e inizio ‘700. Originariamente usavano l’alfabeto arabo, oggi quello latino.
MC – Hai detto che questi popoli pensano che il loro Dio sia troppo lontano dagli uomini per essere interessato alle loro vicende. Ti andrebbe di spiegarci meglio questa loro credenza?
I – Dio è considerato, in generale, troppo lontano nella sua trascendenza perché gli uomini gli possano dedicare un culto diretto, quindi la voce dell’uomo non potrebbe raggiungerlo direttamente, deve passare per degli intermediari.
I culti si fanno al ‛Sacro mediano' e da queste forze dipendono la felicità o l'infelicità degli uomini, attraverso cerimonie, incantesimi, offerte, e non all'Essere supremo, troppo al di fuori dalla dimensione umana e troppo impenetrabile perché possa venir localizzato.
MC – Ha un nome oppure per loro è una divinità astratta e come lo venerano nella loro quotidianità, hanno dei riti, un sacerdote... un posto dove ritrovarsi?
I – Essendo centinaia le lingue Bantu, viene identificato con diversi nomi. Alcuni nomi sono Mulungu, Mungu/Muungu, Chiuta, Leza, Kalunga, Nzambe, Katonda, Unkulunkulu.
Interessante è che i Bantu ritengono che la magia sia rinchiusa in oggetti particolari, in cui risiede uno spirito, come ad esempio le statue.
La protezione magica è sempre accompagnata da cerimonie a pagamento con canti, musica, danze, sacrifici di polli e rulli di tamburi.
MC – Ti va di raccontarci qualche altra leggenda interessante di questa mitologia?
I – C’è quella del fuoco del porcospino, che spiega l'origine del fuoco e il suo uso per cucinare il cibo. Il mito narra di un porcospino che, entrando nei campi, rovinava la coltivazione. Un uomo, con una lancia prestata da un altro membro della tribù, cercò di ucciderlo, ma fallì. L’animaletto scappò ferito con la lancia conficcata nel corpo, infilandosi in un cunicolo. Il proprietario della lancia voleva l’arma indietro, quindi l'uomo seguì il porcospino nel cunicolo… e sorpresa! Con molto stupore trovò un gruppo di esseri seduti attorno al fuoco per cuocere il cibo.
Grazie all'ospitalità, l'uomo recuperò la lancia ed ottenne anche un po' di fuoco. Per questa grande scoperta, l'uomo venne nominato re e il porcospino… divenne la sua regina.
MC – Ci sono forme animali legate agli uomini o alle donne che ti hanno colpito di questa cultura?
I – Oh sì, certo. La lepre, simbolo di abilità e astuzia. Il suo principale antagonista è l’astuta e ingannevole iena. Invece il leone e l’elefante rappresentano spesso la forza brutale. Ma ancora più intelligente della lepre è la tartaruga, che abbatte i suoi nemici con la sua pazienza e forte volontà.
MC – Cosa vuoi aggiungere che non ti ho chiesto?
I – Credo che abbiamo detto un po’ tutto, cosa ne dici?







.png)




