giovedì 4 giugno 2026

Breaking Bad

 

Io ed Ely raccontiamo libri e film che hanno lasciato un segno: opere che hanno influenzato generazioni, creato discussioni, cambiato linguaggi.
Ogni puntata parte da un titolo che vale la pena conoscere o riscoprire, e andiamo subito al punto: cosa lo rende un cult, cosa dice ancora oggi e perché continua a parlare anche a chi lo incontra per la prima volta.


EGR
Breaking Bad è cult oggi perché ha cambiato il modo di costruire un personaggio: Walter White parte uomo normale e diventa qualcosa di completamente diverso, passo dopo passo, senza scorciatoie morali.

La serie è ancora attualissima perché mostra come dalle scelte sbagliate nascano da motivi comprensibili, quasi quotidiani.

È un cult adesso per la precisione narrativa, per la tensione che non invecchia, e per il fatto che ogni episodio sembra scritto con il bisturi: niente riempitivi, niente tempo morto, tutto conta.
In un mondo di serie usa-e-getta, questa continua a essere uno standard.



MCB

È una serie che non lascia indifferenti, che inquieta e ti fa riflettere. Ti mostra come un uomo comune può trasformarsi, quando qualcosa gli cambia la vita e lo costringe a scelte drastiche, come quella di lasciare alla famiglia una tranquillità economica che non avrebbe più alla sua morte.

Certo la scelta che fa è discutibile, ma ti porta a farti riflettere su come potresti reagire davanti ad una situazione come la sua. Davanti ad un dramma nessuno può sapere quale sarà la sua reazione e per quanto uno pensi che non farebbe mai una scelta così estrema, alla fine la cronaca spesso ti mostra come invece questo potrebbe succedere.

Perché guardarlo? Perché ci costringe a riflettere su come la tua vita potrebbe cambiare in un niente e di come quello che abbiamo attorno acquisti un valore e un aspetto diverso dall’oggi al domani.


mercoledì 3 giugno 2026

Meravigliosa Italia: San Giovanni Battista - Storia e cultura di una chiesa ravennate



Amici carissimi,
benvenuti di nuovo nella mia Rubrica Meravigliosa Italia cui stanno contribuendo vari amici e colleghi parlandoci di località italiane in cui sono nati o vissuti o che hanno semplicemente visitato ed hanno trovato particolarmente interessanti.

Questa Rubrica sta avendo un grande successo, cosa di cui sono molto felice e grata: ai miei colleghi, per la loro partecipazione e per le informazioni che provvedono, e a voi, lettori e lettrici, per l’apprezzamento che state dimostrando.

Grazie di cuore!

Oggi è venuta a trovarci un’amica e collega autrice, Alessandra Maltoni, di Ravenna, che avremo modo di conoscere meglio in altre occasioni sempre tramite questo mio Blog e Salotto Culturale Virtuale.

Buona lettura!





MTDD: Ciao Alessandra e benvenuta a questo nostro appuntamento della Rubrica Meravigliosa Italia.

AM: Grazie a te, Maria Teresa, per avermi invitata.

MTDD: Alessandra, tu sei di Ravenna, città in cui vivi e lavori ancora oggi. Si tratta di una città ricca di storia e di arte e sicuramente la più importante della Regione Emilia-Romagna sotto questi aspetti. Di cosa vuoi parlarci esattamente oggi?

AM: Sì, Maria Teresa. Sono perfettamente d’accordo con te. Ravenna abbonda di storia e di arte ed, infatti, tante sono le cose da vedere, tra cui varie chiese. Oggi vorrei presentarvi una chiesa in particolare: la Basilica di San Giovanni Battista, conosciuta anche come Chiesa della cipolla.

MTDD: Perché hai optato proprio per questa chiesa?

AM: Le chiese di Ravenna (ex capitale bizantina) hanno un certo fascino, non per nulla nel Decamerone di Giovanni Boccaccio nella novella di Paganino da Monaco e del Giudice in Pisa Riccardo di Chinzica, viene citato il calendario di Ravenna, con riportati i nomi dei santi a cui erano dedicate le chiese ravennati, tipologie costruttive con una storia di architetture medievali e barocche. La mia scelta è ricaduta sulla chiesa di San Giovanni Battista, sita in Via Girolomo Rossi, in quanto con la sua facciata barocca e il suo retro medioevale ne rappresenta un esempio emblematico.




MTDD: Puoi fornirci qualche dato storico?

AM: Certamente. Fondata, secondo Andrea Agnello (IX secolo), da Baduario, personaggio di difficile identificazione, la Basilica di San Giovanni Battista coincide forse con l’antica San Giovanni ad naviculam, toponimo che ne avrebbe segnalato la prossimità con il traghetto impiegato per attraversare il tratto urbano del fiume Padenna, in quel punto mancante di ponti. La Basilica venne eretta nel corso del VI secolo, pare sotto il vescovado di Pietro III.

MTDD: Molto interessante. Cosa puoi dirci della pianta e della struttura di questa chiesa?

AM: La pianta originaria era divisa in tre navate scandite da venti colonne e preceduta da un quadriportico, provvisto forse dal XIII secolo di un limitrofo monastero. La struttura ottenne immense elargizioni nel XV secolo, sotto il governo dei da Polenta. La parrocchia allestì pure un adiacente ospedale per il ricovero degli indigenti. La costruzione originaria aveva assunto il nome popolare di San Giovanni ‘della cipolla’, perché nel quadriportico, demolito nel 1634, si svolgeva un’importante fiera cittadina di prodotti agricoli. Per i ravegnani, è San Zvan dla zola.

MTDD: Da come ne parli mi sembri particolarmente affezionata a questa chiesa o mi sbaglio?

AM: No, non ti sbagli affatto. Io sono ravennate di nascita e per festeggiare i cento anni di mia nonna Iolanda devota a questo luogo di culto, ho scritto e pubblicato un saggio breve con tracce della storia della chiesa e di alcuni personaggi che l’anno frequentata per motivi diversi. Curioso, il fil rouge che legherebbe il figlio di Dante all’edificio di culto sito nel cuore della città e a pochi passi dalla tomba di Dante. Questo ha ispirato il titolo della prima edizione del mio libro “La chiesa della cipolla a due passi da Dante” per i tipi In.edit.




MTDD: Hai avuto dei riconoscimenti per questo tuo lavoro?

AM: Sì. Il testo è stato ritenuto meritevole e premiato a giugno 2022 presso l’università la Sorbona di Parigi dalla Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, giornalista e critico d’arte, con la seguente motivazione dell’encomio: il contenuto e la stimabile iniziativa della libera professionista. Nell’ambito della stessa premiazione, sono stata invitata e ospite del Centro di Cultura italiano nella capitale francese, dove ho parlato di fronte ad un attento e folto pubblico parigino della chiesa della cipolla e della figura di padre Torello, guida spirituale di nonna Iolanda.




MTDD: Puoi parlarci di questo sacerdote e del ruolo che ha avuto il suo ministero cristiano nella comunità che ha servito?

AM: Volentieri. Padre Torello Scali di origini toscane, figura di grande umanità, reggente della comunità in oggetto in tempo di guerra ed appartenente all’ordine Carmelitano, è stato parroco dal 1928 al 1959. I suoi resti mortali sono stati trasferiti, nel 2001, nella basilica di san Giovanni Battista e collocati nella cappella della Madonna del Carmine. Si auspica che presto la sua tomba possa essere visitata tutte le settimane in un giorno e orario aperto al pubblico. Padre Torello è un personaggio noto a fedeli, turisti e storici. Le persone che hanno conosciuto questo uomo di grande spessore morale, lo ricordano con grande affetto e si stanno industriando per promuovere la sua santità. Padre Torello aveva creato diverse attività culturali e sociali a cornice del culto della fede, della preghiera e meditazione comportamentale da tenersi in una società retta dall’amore vero e puro.

MTDD: Un uomo di fede, dunque, ma anche e soprattutto una guida spirituale che ha dato un ottimo esempio e lasciato un bellissimo ricordo a chi lo ha conosciuto e non solo. C’è stato, dopo di lui, qualche altro sacerdote che ha lasciato un ricordo indelebile ed altrettanto positivo?

AM: Certamente. Altra figura carismatica che per tanti anni ha portato il testimone di questa chiesa con iniziative poliedriche, è stato Don Gino, auspicando una pubblicazione che portasse avanti la memoria illustre della chiesa della cipolla e della sua architettura: la maschera barocca della facciata e il corpo con l’anima medioevale. Don Gino, ora anziano, è in casa di riposo lontano da Ravenna.

MTDD: C’è altro che vuoi aggiungere in riferimento a questa chiesa?

AM: Sì, vorrei solo dire che tanti sono gli aneddoti e gli episodi di sangue, opere d’arte sottratte nel tempo che arricchiscono la bibliografia di questa chiesa al momento parzialmente chiusa per motivazioni varie che non possiamo analizzare in questo contesto. All’attuale prete Don Rosino di San Giovanni Battista, (Santo rievocato in opere letterarie come ad esempio “la Nana” di Navarro, precursore del verissimo, il quale sottolinea la potenza di pace di questo Beato durante una tempesta), inviamo i nostri migliori auguri perché possa portare avanti il messaggio d’amore che i suoi predecessori hanno creato e diffuso.

MTDD: Nel caso ci fossero lettori e/o lettrici che volessero saperne di più sull’argomento, a quali fonti possono attingere?

AM: La prima edizione de La Chiesa della cipolla a due passi da Dante ha una pagina Facebook dove potete scrivere un vostro commento:

https://www.facebook.com/lachiesadellacipollaaduepassidaDante

Le copie della prima edizioni sono acquistabili online fino ad esaurimento:

https://www.ineditedizioni.it/saggistica/la-chiesa-della-cipolla-a-due-passi-da-dante-detail.html

MTDD: Nel caso ci fosse qualcuno che volesse contattarti?

AM: Chi volesse contattarmi può inviarmi una email al seguente indirizzo:

serviziculturali1@libero.it

MTDD: Alessandra, molti amici che stanno prendendo parte a questa Rubrica Meravigliosa Italia hanno deliziato i nostri lettori terminando la loro intervista con una ricetta locale. Ne hai preparata una anche tu?

AM: Assolutamente sì. Ho pensato di presentare ai nostri lettori il mio piatto romagnolo preferito ossia lo Stufato o spezzatino al vino bianco, specialità di nonna Iolanda.


Foto da Wikipedia
Creative Commons Attribuzione 2.0 Generico –

Spezzatino
Autore: franzconde


Ricetta di nonna Iolanda “I magné rumagnul d’una volta” - Antichi mangiari romagnoli del territorio ravennate, per ricordare anziane azdori (massaie).

Vino consigliato: Sangiovese bianco di Romagna o Chianti toscano

Lo stufato è un secondo piatto tipico della Italia del Nord. Il termine deriva dall’antico modo di cuocere gli alimenti, quando la carne veniva posta in un recipiente di cottura chiuso sul piano delle stufe che fungevano sia da strumenti di cottura che da riscaldamento. Non va confuso con il brasato, che prevede una cottura aromatizzata con vino e spezie. Quando lo stufato è tagliato in piccoli pezzi può prendere il nome di spezzatino […]


Ingredienti e dosi per 4 persone:
  • 1 kg di polpa di carne per spezzatino (maiale, vitello, manzo),
  • mezza cipolla tritate,
  • 1 bicchiere di vino bianco secco,
  • 500 ml. di brodo,
  • 2 cucchiai di farina,
  • 1 carota,
  • 30 g di burro,
  • 1 costa di sedano,
  • 6 patate grosse gialle,
  • olio evo (Extra Vergine di Oliva),
  • sale,
  • pepe.
Preparazione
  • Rosolate in una padella, e su fuoco dolcissimo, un trito di cipolla, sedano e carota in un giro d’olio.
  • Pelate e tagliate le patate a pezzettini regolari.
  • Prendete un tegame antiaderente con acqua immergete le patate per 10 minuti, poi cuocetele a fuoco medio per 5 minuti, spegnete il fuoco.
  • In una casseruola piuttosto ampia rosolate la carne e abbassate la fiamma. Unite la farina setacciata e aggiungete un po’ di brodo, mescolando in modo da ottenere un fondo liscio e omogeneo.
  • Versate il vino e mescolate finché il fondo inizia a bollire. Aggiungete il trito di cipolla, carota e sedano, salate e pepate, aggiungete le patate.
  • Cuocete per almeno 90 minuti, a fuoco basso, tenendo coperto.
  • Se volete, cospargete di prezzemolo tritato prima di servire

Seconda versione più veloce della ricetta stufato con patate di nonna Iolanda

Ingredienti
  • 1 kg di polpa di carne spezzatino
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • 250 ml di acqua, 6 patate grosse gialle
  • olio evo,
  • sale,
  • pepe,
  • rosmarino,
  • aglio
Preparazione
  • Pelate e tagliate le patate a pezzettini regolari, prendete una ciotola con acqua calda e immergete le patate per 15 minuti.
  • In una casseruola piuttosto ampia rosolate la carne a fuoco basso, versate acqua, vino, patate, fate bollire fino a quando il liquido sarà assorbito, poi condite con olio, sale, pepe, rosmarino, chiudete il tegame e lasciate insaporire carne e patate per almeno 15 minuti.

Buon appetito!



martedì 2 giugno 2026

Recensione: Maree più oscure Di Maria Campanaro

 

E' una storia di pirati vera a propria con vari colpi di scena, truculento al punto giusto e che vi fa avere anche una gran rabbia contro alcuni personaggi.

 


Non è fatto per i deboli di stomaco, ma c'è anche la storia romantica di Isabel e Julian, ma anche contrarietà, mistero, nemici.
Il libro è ben scritto e attendibile come riproduzione storica, con un grande studio dietro la sua scrittura.
Do a questo libro 5 stelle e lo consiglio a chi vuole leggere una storia su veri pirati.
Lasco Patrizia

lunedì 1 giugno 2026

In carrozza con Marino Målima Peiretti per parlare delle frequenze della musica e non solo... Jazz

 

Amici viaggiatori mettetevi comodi perché con Marino continueremo a parlare di musica e questa volta sarà il Jazz a farci compagnia.
Eccolo arrivare sempre con la sua fidata chitarra.
Tutti in carrozza.




MC –   Sono felice di questi viaggi insieme in cui parliamo di musica e non solo,  ho pensato che questa sera potremmo parlare del Jazz. Mi ha sempre “intrigato” ma ammetto che non facile da capire.
M – Anche a me e molto…ma…non è così difficile. I bambini, ad esempio, spesso lo adorano. E’ più una questione di giudizio. Ho “lavorato” in un CSE, Centro Socio Educativo per Diversamente Abili, e sul pulmino mandavo di tutto e ovviamente anche Jazz. Devo dire…molto apprezzato. Anzi, durate l’attività Musicale, specie prima di iniziare, quando le e i ragazzi erano liberi di fare ciò che volevano, sembrava di assistere ad un concerto di Free Jazz…e si divertivano come non mai.
MC Come mai, secondo te, i bambini apprezzano molto il Jazz?
M - Presumo per il fatto che non giudicano. Non fanno differenze tra ciò che semplice o difficile, sono puri. Accettano quanto arriva senza filtri, pur avendo naturalmente i propri gusti.
MC – Nel precedente viaggio sei stato misterioso nella destinazione, questa volta ti va di dirci dove ci porti e come mai hai scelto questa meta?
M – Mi spiace, non era mia intenzione, ma l’argomento Frequenze e Battimenti Binaurali è molto ampio e non volevo essere logorroico. Mi scuso. Ho scelto questa meta, precisamente il Jazz contemporaneo, per l’ampio spettro di libertà che offre. Non sempre è stato in questi termini, anzi, direi che è un tipo di Musica piuttosto complessa, specie all’inizio. Si fondava infatti su Armonie (tonalità e accordi) diciamo “difficili”. per fare un esempio, nella Musica Pop o Cantautorale, un accordo di Do è composto da tre note: Do-Mi-Sol, nel Jazz si presenta invece ampliato, con aggiunta della settima, il Si, o addirittura con “colorazioni” ulteriori, come la nona RE o anche oltre. Questo in un ambito prettamente Tonale. Con l’avvento del Modale, di derivazione dall’Antica Grecia, tutto ha assunto un aspetto diverso e tutto è diventato più libero. Si viaggia su un solo o due accordi, il basso o contrabbasso spesso, si dice, delinea un pedale, una linea ripetitiva e costante più o meno semplice o complicata e i solisti sono molto più liberi nell’esprimersi. Complici anche i Musicisti Classici e le avanguardie relative a quell’idioma, che hanno a loro volta ampliato gli orizzonti, basti pensare a John Cage. L’esempio più calzante, comunque, è John Coltrane, il quale è partito dal Jazz Tonale, per approdare al Modale e infine ad una sorta di Free Jazz, impregnato e “condizionato” da una decisa evoluzione Spirituale. Stesso percorso anche per Miles Davis (il quale ha implementato addirittura il Funk, arrivando addirittura al Free-Funk), Thelonious Monk, Ornette Colemann, immensi e unici, e via dicendo. Per questo mi affascina, in quanto la sua peculiarità intrinseca è l’Improvvisazione, in cui il Musicista si esprime, appunto, improvvisando; quindi non musica scritta. Questo combacia perfettamente con i miei studi sulle Frequenze e i Battimenti Binaurali, dato che implica l’interazione tra gli Emisferi Celebrali: quando si improvvisa entrambi si attivano (intuitivo e razionale) e così si crea quel “flusso” che tanto adoro. Ci tengo, in fine, a precisare che personalmente adotto l’accordatura a 432 Hz, vedi Emiliano Toso, pianista biologo, o ancora più inerente Stefano Bollani, in quanto ha a che fare con la Frequenza di Schumann. E’ più “morbida” e decisamente maggiormente gradita dal nostro Essere e dalle nostre cellule. Provata in concerto con ottimi risultati e comunque, ormai, è anche scientificamente appurata.  
MC – O mio Dio.... quanta roba .... preparati ad altre chiacchierate su argomento Jazz perché ho più confusione di prima...
M - Sempre disponibile, in ogni caso è più semplice si quanto si possa immaginare…
MC – Iniziamo dal nome, perché si chiama “Jazz”?
M – Non è certa l’origine della parola Jazz, si presuppone che abbia a che fare con termini riferiti al “rumore”, al caos, al gracchiare. A quel tempo si discostava dalla Musica corrente, proprio perché più complicata. Sembra anche abbia a che fare con il sesso, la copulazione e l’eiaculazione. 
MC – Forse perché all’inizio veniva suonato nei “bordelli”?
M - Esattamente, proprio quello è il motivo principale. Aggiungerei anche che era Musica “nera”, suonata prevalentemente da Musicisti “neri” e…sappiamo bene com’era a quei tempi. Infatti la questione razziale non è da sottovalutare: i “neri” iniziarono a suonare a mille all’ora…per cui “o mi stai dietro…o tanti saluti…”.

MC – Quando è nato, dove e chi sono stati i primi a suonarlo.
M – Generalmente ci riferisce a New Orleans e in particolare ai Musicisti Afro Americani. 
MC –  Ci sono diversi generi di Jazz?
M – Certamente, diversi generi e contaminazioni. Il Jazz è una Musica aperta e disponibile, impossibile da rinchiudere in un idioma preciso. Oggi poi, dipende moltissimo dalle aree geografiche, Nord Europa, Centro, Stati Uniti e via dicendo.
MC – C’è diversità nel Jazz di ieri e di oggi?
M – Come accennavo in precedenza vi è un’enorme differenza, ma non nell’approccio creativo. Per quanto riguarda l’improvvisazione vi sono due linee guida fondamentali: l’Improvvisazione Tematica e quella Armonica. Nella prima, di gran lunga la mia preferita, si usa elaborare la melodia del brano, concentrandosi sulla musicalità, anche se mantenendo viva quella libertà intrinseca. La seconda è più improntata sulla tecnica, una volta suonato il Tema, la melodia principale, l’attenzione si rivolge all’impianto armonico: su determinati accordi si possono suonare determinate note. L’aspetto costante è quella “dissonanza”, quel “caos”, che appare ad orecchie non abituate. In verità non lo è affatto, segue una line precisa e decifrabile. Per capirci potremmo paragonare un quadro di Giotto ad uno di Picasso…l’importante, oltre alla tecnica e alla pennellata, è l’intenzione dell’artista. 
MC – Il Jazz ha dato vita ad altri generi musicali?
M – Direi di no, anzi il contrario. il Jazz ha inglobato diversi generi musicali, dal Funk, dal Rock, fino ad arrivare alla Musica Improvvisata, altro territorio che adoro.

MC –  Quali sono stati i primi grandi autori e interpreti di questo genere?
M – Joe “king” Oliver, Buddy Bolden, Freddie Keppard; i pianisti: Jelly “Roll” Morton; Tony Jackson; Alfred Wilson; i clarinettisti: Sidney Bechet, Louis Armstrong, Bessie Smith…La lista è lunga.
MC –  Nei decenni ce ne sono stati altri?
M – Tantissimi, direi, anche qui la lista è davvero lunga…
MC –  Come è stato accolto al di fuori dell’America e in quali paesi è più apprezzato e suonato?
M - Direi ovunque. In Europa ha attecchito alla perfezione! Personalmente ho assistito a concerti di grossi nomi, sia Americani che Europei, senza dovermi mai muovere dall’Italia. 
MC –  Ho una curiosità... al conservatorio viene insegnato?
M – Si, a Milano di sicuro, ma non è necessario.
MC – In Italia ci sono molti concerti di musica classica ma non mi sembra altrettanti di Jazz, come mai?
M – Ce ne sono moltissimi, anzi, penso che siano più numerosi addirittura. Il fatto è che si svolgono in luoghi differenti, nei locali principalmente, ma anche nei teatri ormai.
MC – Allora riformula la domanda... come mai non se ne parla e non se ne fa pubblicità come per l’altra musica?
M – No, direi che se ne parla. Bollani è spesso in televisione, Gaslini ne è stato ambasciatore in tutto il mondo e in Italia c’è una notevole vivacità. Penso a Fasoli, Intra, Rava e molti altri. (Bollani  mi piace molto)
MC – Se una persona vuole andare a questi concerti come può tenersi informata?
M – Generalmente tramite i programmi dei Club, le grandi città sono molto attive in questo ambito. Oppure, vantaggio di oggi, digitando su google…(sorriso).
MC – Credo che per il momento ci conviene rimandare al prossimo viaggio altre curiosità sull’argomento perché abbiamo molto su cui riflettere. Che dici, prima di scendere ci fai sentire qualcosa?
M – Posso aggiungere il link della mia pagina Musicale su Bandcamp, lì si trova di tutto, dal mio ultimo lavoro “come nel Sogno di una Farfalla” che è il primo di una serie di lavori dedicati a Filosofi, Scienziati, Artisti e persone che hanno avuto un ruolo rilevante nella mia vita, ai Battimenti Binaurali e alla Musica Ambient (Mantra e La Corda del Buddha o Tao), nonché Elettronica (come IK14 siamo stati l’unico vero gruppo Drum&Bass in italia) e anche Musica Improvvisata. Personalmente adoro il Jazz, ma sai come si dice: non si vive di solo spaghetti. Mi considero un onnivoro, purché resti intatta la qualità.
Ecco il link:
MC – Amici viaggiatori ci ritroviamo con Marino per il prossimo viaggio adesso mettetevi comodi e buon ascolto.