Amici viaggiatori mettetevi comodi perché con Marino continueremo a parlare di musica e questa volta sarà il Jazz a farci compagnia.
Eccolo arrivare sempre con la sua fidata chitarra.
Tutti in carrozza.
MC – Sono felice di questi viaggi insieme in cui parliamo di musica e non solo, ho pensato che questa sera potremmo parlare del Jazz. Mi ha sempre “intrigato” ma ammetto che non facile da capire.
M – Anche a me e molto…ma…non è così difficile. I bambini, ad esempio, spesso lo adorano. E’ più una questione di giudizio. Ho “lavorato” in un CSE, Centro Socio Educativo per Diversamente Abili, e sul pulmino mandavo di tutto e ovviamente anche Jazz. Devo dire…molto apprezzato. Anzi, durate l’attività Musicale, specie prima di iniziare, quando le e i ragazzi erano liberi di fare ciò che volevano, sembrava di assistere ad un concerto di Free Jazz…e si divertivano come non mai.
MC – Come mai, secondo te, i bambini apprezzano molto il Jazz?
M - Presumo per il fatto che non giudicano. Non fanno differenze tra ciò che semplice o difficile, sono puri. Accettano quanto arriva senza filtri, pur avendo naturalmente i propri gusti.
MC – Nel precedente viaggio sei stato misterioso nella destinazione, questa volta ti va di dirci dove ci porti e come mai hai scelto questa meta?
M – Mi spiace, non era mia intenzione, ma l’argomento Frequenze e Battimenti Binaurali è molto ampio e non volevo essere logorroico. Mi scuso. Ho scelto questa meta, precisamente il Jazz contemporaneo, per l’ampio spettro di libertà che offre. Non sempre è stato in questi termini, anzi, direi che è un tipo di Musica piuttosto complessa, specie all’inizio. Si fondava infatti su Armonie (tonalità e accordi) diciamo “difficili”. per fare un esempio, nella Musica Pop o Cantautorale, un accordo di Do è composto da tre note: Do-Mi-Sol, nel Jazz si presenta invece ampliato, con aggiunta della settima, il Si, o addirittura con “colorazioni” ulteriori, come la nona RE o anche oltre. Questo in un ambito prettamente Tonale. Con l’avvento del Modale, di derivazione dall’Antica Grecia, tutto ha assunto un aspetto diverso e tutto è diventato più libero. Si viaggia su un solo o due accordi, il basso o contrabbasso spesso, si dice, delinea un pedale, una linea ripetitiva e costante più o meno semplice o complicata e i solisti sono molto più liberi nell’esprimersi. Complici anche i Musicisti Classici e le avanguardie relative a quell’idioma, che hanno a loro volta ampliato gli orizzonti, basti pensare a John Cage. L’esempio più calzante, comunque, è John Coltrane, il quale è partito dal Jazz Tonale, per approdare al Modale e infine ad una sorta di Free Jazz, impregnato e “condizionato” da una decisa evoluzione Spirituale. Stesso percorso anche per Miles Davis (il quale ha implementato addirittura il Funk, arrivando addirittura al Free-Funk), Thelonious Monk, Ornette Colemann, immensi e unici, e via dicendo. Per questo mi affascina, in quanto la sua peculiarità intrinseca è l’Improvvisazione, in cui il Musicista si esprime, appunto, improvvisando; quindi non musica scritta. Questo combacia perfettamente con i miei studi sulle Frequenze e i Battimenti Binaurali, dato che implica l’interazione tra gli Emisferi Celebrali: quando si improvvisa entrambi si attivano (intuitivo e razionale) e così si crea quel “flusso” che tanto adoro. Ci tengo, in fine, a precisare che personalmente adotto l’accordatura a 432 Hz, vedi Emiliano Toso, pianista biologo, o ancora più inerente Stefano Bollani, in quanto ha a che fare con la Frequenza di Schumann. E’ più “morbida” e decisamente maggiormente gradita dal nostro Essere e dalle nostre cellule. Provata in concerto con ottimi risultati e comunque, ormai, è anche scientificamente appurata.
MC – O mio Dio.... quanta roba .... preparati ad altre chiacchierate su argomento Jazz perché ho più confusione di prima...
M - Sempre disponibile, in ogni caso è più semplice si quanto si possa immaginare…
MC – Iniziamo dal nome, perché si chiama “Jazz”?
M – Non è certa l’origine della parola Jazz, si presuppone che abbia a che fare con termini riferiti al “rumore”, al caos, al gracchiare. A quel tempo si discostava dalla Musica corrente, proprio perché più complicata. Sembra anche abbia a che fare con il sesso, la copulazione e l’eiaculazione.
MC – Forse perché all’inizio veniva suonato nei “bordelli”?
M - Esattamente, proprio quello è il motivo principale. Aggiungerei anche che era Musica “nera”, suonata prevalentemente da Musicisti “neri” e…sappiamo bene com’era a quei tempi. Infatti la questione razziale non è da sottovalutare: i “neri” iniziarono a suonare a mille all’ora…per cui “o mi stai dietro…o tanti saluti…”.
MC – Quando è nato, dove e chi sono stati i primi a suonarlo.
M – Generalmente ci riferisce a New Orleans e in particolare ai Musicisti Afro Americani.
MC – Ci sono diversi generi di Jazz?
M – Certamente, diversi generi e contaminazioni. Il Jazz è una Musica aperta e disponibile, impossibile da rinchiudere in un idioma preciso. Oggi poi, dipende moltissimo dalle aree geografiche, Nord Europa, Centro, Stati Uniti e via dicendo.
MC – C’è diversità nel Jazz di ieri e di oggi?
M – Come accennavo in precedenza vi è un’enorme differenza, ma non nell’approccio creativo. Per quanto riguarda l’improvvisazione vi sono due linee guida fondamentali: l’Improvvisazione Tematica e quella Armonica. Nella prima, di gran lunga la mia preferita, si usa elaborare la melodia del brano, concentrandosi sulla musicalità, anche se mantenendo viva quella libertà intrinseca. La seconda è più improntata sulla tecnica, una volta suonato il Tema, la melodia principale, l’attenzione si rivolge all’impianto armonico: su determinati accordi si possono suonare determinate note. L’aspetto costante è quella “dissonanza”, quel “caos”, che appare ad orecchie non abituate. In verità non lo è affatto, segue una line precisa e decifrabile. Per capirci potremmo paragonare un quadro di Giotto ad uno di Picasso…l’importante, oltre alla tecnica e alla pennellata, è l’intenzione dell’artista.
MC – Il Jazz ha dato vita ad altri generi musicali?
M – Direi di no, anzi il contrario. il Jazz ha inglobato diversi generi musicali, dal Funk, dal Rock, fino ad arrivare alla Musica Improvvisata, altro territorio che adoro.
MC – Quali sono stati i primi grandi autori e interpreti di questo genere?
M – Joe “king” Oliver, Buddy Bolden, Freddie Keppard; i pianisti: Jelly “Roll” Morton; Tony Jackson; Alfred Wilson; i clarinettisti: Sidney Bechet, Louis Armstrong, Bessie Smith…La lista è lunga.
MC – Nei decenni ce ne sono stati altri?
M – Tantissimi, direi, anche qui la lista è davvero lunga…
MC – Come è stato accolto al di fuori dell’America e in quali paesi è più apprezzato e suonato?
M - Direi ovunque. In Europa ha attecchito alla perfezione! Personalmente ho assistito a concerti di grossi nomi, sia Americani che Europei, senza dovermi mai muovere dall’Italia.
MC – Ho una curiosità... al conservatorio viene insegnato?
M – Si, a Milano di sicuro, ma non è necessario.
MC – In Italia ci sono molti concerti di musica classica ma non mi sembra altrettanti di Jazz, come mai?
M – Ce ne sono moltissimi, anzi, penso che siano più numerosi addirittura. Il fatto è che si svolgono in luoghi differenti, nei locali principalmente, ma anche nei teatri ormai.
MC – Allora riformula la domanda... come mai non se ne parla e non se ne fa pubblicità come per l’altra musica?
M – No, direi che se ne parla. Bollani è spesso in televisione, Gaslini ne è stato ambasciatore in tutto il mondo e in Italia c’è una notevole vivacità. Penso a Fasoli, Intra, Rava e molti altri. (Bollani mi piace molto)
MC – Se una persona vuole andare a questi concerti come può tenersi informata?
M – Generalmente tramite i programmi dei Club, le grandi città sono molto attive in questo ambito. Oppure, vantaggio di oggi, digitando su google…(sorriso).
MC – Credo che per il momento ci conviene rimandare al prossimo viaggio altre curiosità sull’argomento perché abbiamo molto su cui riflettere. Che dici, prima di scendere ci fai sentire qualcosa?
M – Posso aggiungere il link della mia pagina Musicale su Bandcamp, lì si trova di tutto, dal mio ultimo lavoro “come nel Sogno di una Farfalla” che è il primo di una serie di lavori dedicati a Filosofi, Scienziati, Artisti e persone che hanno avuto un ruolo rilevante nella mia vita, ai Battimenti Binaurali e alla Musica Ambient (Mantra e La Corda del Buddha o Tao), nonché Elettronica (come IK14 siamo stati l’unico vero gruppo Drum&Bass in italia) e anche Musica Improvvisata. Personalmente adoro il Jazz, ma sai come si dice: non si vive di solo spaghetti. Mi considero un onnivoro, purché resti intatta la qualità.
Ecco il link:
MC – Amici viaggiatori ci ritroviamo con Marino per il prossimo viaggio adesso mettetevi comodi e buon ascolto.