Ogni puntata parte da un titolo che vale la pena conoscere o riscoprire, e andiamo subito al punto: cosa lo rende un cult, cosa dice ancora oggi e perché continua a parlare anche a chi lo incontra per la prima volta.
Io ed Ely raccontiamo libri e film che hanno lasciato un segno: opere che hanno influenzato generazioni, creato discussioni, cambiato linguaggi.
EGR
Perché continua a parlare la lingua di chi non sopporta la finzione.
Holden è uno che guarda il mondo e vede crepe ovunque: gente falsa, ruoli imposti, aspettative assurde. Questo modo di smascherare la recita sociale è attualissimo adesso che viviamo tra pose, coperture e immagini costruite.
È cult oggi perché la sua voce è ancora scomoda, ancora vera, ancora storta nel modo giusto. Non cerca di piacere, non recita, non si vende bene: ed è proprio questo che lo rende moderno.
Leggendolo adesso senti un tono che potresti trovare in una chat, in uno sfogo, in un diario digitale: diretto, incazzato, fragile, lucidissimo a tratti.
MCB
Ho conosciuto questo libro attraverso una trasmissione fatta in Rai da Baricco, alcuni anni fa, “Pickwick, del leggere e dello scrivere” (consiglio di andare a vederla sulle teche della Rai). Per capirlo ho dovuto leggerlo più di una volta perché, secondo me, può avere più piani di lettura.
Una interpretazione è legata all’età dell’adolescenza in cui si cerca la propria identità, in cui ci si ribella contro la società e non si sopporta la menzogna e l’ipocrisia. Mentre quando lo si legge da adulti, oltre a ripercorrere la propria adolescenza con occhi diversi, ci rendiamo conto che vediamo le cose che ci colpivano da giovani da un punto di vista differente.
Una curiosità in merito al titolo e alla copertina del libro.
Il titolo originale era “The Catcher in the Rye” che poteva essere tradotto in Il prenditore nel campo di segale, Il prenditore nella segale o alternativamente, Il prenditore nella segale da whiskey (altre possibili traduzioni sono Il terzino nella grappa, L'acchiappatore nella segale o Il salvatore sul precipizio). Alla fine, il primo traduttore italiano optò per Vita da uomo, poi cambiato in Il giovane Holden, l’editore italiano non era riteneva abbastanza attraenti per i lettori le varie traduzioni e fu così cambiato con quello che conosciamo noi.
Salinger pretese che la copertina non avesse nessuna immagine per non condizionare il lettore nell’acquisto.
È cult oggi perché non è diventato vecchio: continua a dire la verità che nessuno ama ammettere.
Una interpretazione è legata all’età dell’adolescenza in cui si cerca la propria identità, in cui ci si ribella contro la società e non si sopporta la menzogna e l’ipocrisia. Mentre quando lo si legge da adulti, oltre a ripercorrere la propria adolescenza con occhi diversi, ci rendiamo conto che vediamo le cose che ci colpivano da giovani da un punto di vista differente.
Una curiosità in merito al titolo e alla copertina del libro.
Il titolo originale era “The Catcher in the Rye” che poteva essere tradotto in Il prenditore nel campo di segale, Il prenditore nella segale o alternativamente, Il prenditore nella segale da whiskey (altre possibili traduzioni sono Il terzino nella grappa, L'acchiappatore nella segale o Il salvatore sul precipizio). Alla fine, il primo traduttore italiano optò per Vita da uomo, poi cambiato in Il giovane Holden, l’editore italiano non era riteneva abbastanza attraenti per i lettori le varie traduzioni e fu così cambiato con quello che conosciamo noi.
Salinger pretese che la copertina non avesse nessuna immagine per non condizionare il lettore nell’acquisto.
È cult oggi perché non è diventato vecchio: continua a dire la verità che nessuno ama ammettere.


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