martedì 14 luglio 2026
IL PASSAGGIO DEL DESTINO di Nikki Ash
lunedì 13 luglio 2026
In carrozza con Ilaria Vecchietti per parlare di Nazca Lines o le Linee di Nazca
Siamo in ancora compagnia di Ilaria e questa sera prenderemo il treno per il Perù, mettetevi comodi perché il viaggio sarà lungo.
MC – Secondo te, come mai la civiltà Nazca è stata così breve e che tipo di popolo erano?
I – La civiltà Nazca iniziò a decadere intorno al 600 d.C. Si ipotizza per via del rapido avanzamento del deserto e che il centro religioso di Cahuachi perdette il potere. Erano una popolazione molto simile agli Incas, si distinsero per la lavorazione della ceramica. Avevano numerose culture: mais, fagioli, zucche, zapallo, yuca, arachidi, peperoncino, guayaba, lúcuma, pacay e cotone. E in merito all’agricoltura inventarono gli acquedotti per aver acqua tutto l’anno.
MC – Sono state tante le persone che hanno e che continuano a studiare queste Linee, secondo te, come mai sono così affascinati tutti questi studiosi, oltre alla tipologia della scoperta, che di sicuro incuriosisce molto?
I – Credo perché sono così misteriose a cui non si riesce a dare una risposta univoca. Oltre alle grandi dimensioni.
MC – Hai detto che recenti ricerche, hanno mostrato una relazione spaziale, funzionale e religiosa tra i geoglifi e i templi di Cahuachi, ti va di approfondire l’argomento?
I – Praticamente i ricercatori italiani hanno rilevato e analizzato cinque gruppi di geoglifi distinti. Ipotizzarono che i motivi a zig-zag hanno funzione cerimoniale; figure geometriche, linee e centri radiali allineati verso i solstizi e gli equinozi, una probabile funzione di calendario solare. Secondo i due studiosi i geoglifi erano la sede di eventi legati al calendario agricolo e servivano anche a rafforzare la coesione sociale dei vari gruppi del territorio Nasca.
MC – In che maniera potevano rafforzare la coesione sociale?
I – Da sempre la religione (qualsiasi religione) ha un ruolo di aggregazione di massa… spesso purtroppo contro alle religioni chiamate nemiche.
MC – Come hai accennato in un altro viaggio, i soggetti sono per lo più animali. Ti va di parlarcene e di raccontarci come mai sceglievano determinati soggetti e che importanza avevano per loro.
I – Posso ipotizzare che, siccome i Nazca adoravano le montagne, il mare, il cielo, la terra, il fuoco e l'acqua, i soggetti come gli animali fossero legati appunto alla natura.
MC – Conosci qualche leggenda che li riguarda?
I – Purtroppo se si cerca la popolazione Nazca, tutto ciò che esce riguardano le linee e i disegni.
MC – Cosa avresti voluto che ti chiedessi ancora?
I – Mi sa che abbiamo detto tutto, anche perché essendo una popolazione di breve durata, non penso si trovino molte informazioni, per il momento, magari in futuro... vedremo.
MC – Hai ragione, se un giorno ci saranno altre cose interessanti da sapere torneremo sull’argomento.
I – Certo.
MC – Grazie Ilaria e buona serata a tutti voi viaggiatori che scegliete di fare questi viaggi in nostra compagnia.
sabato 11 luglio 2026
Recensione Anime
Ringrazio Stefy e la biblioteca di casa per la bella recensione che ha fatto al mio libro sulla sua pagina Instagram e Fb.
Grazie.
Dialogo a tre voci di fronte ad una scelta difficile che il protagonista deve fare.
Il protagonista, attraverso un percorso lungo e difficile arriverà a capire la sua vera “Anima” e prenderà una decisione che sconvolgerà non solo la sua vita ma anche quella della sua famiglia e attraverso un confronto sincero e profondo capiranno cosa è veramente importante per loro.
Tre “Anime” a confronto dove l’amore e il rispetto reciproco saranno decisivi nella scelta finale e dove la famiglia “vera” non è quella tradizionale ma quella ispirata dall’amore.
Anime è un romanzo breve che affronta con grande sensibilità un tema estremamente delicato, scegliendo la strada dell’introspezione e dell’emotività più che quella dell’approfondimento tecnico.
È una storia di crescita, accettazione e perdono, in cui il percorso interiore dei personaggi diventa il vero cuore della narrazione. L’autrice riesce a trasmettere emozioni intense con una scrittura semplice e diretta, capace di arrivare al lettore senza artifici.
La narrazione è veloce e scorrevole, con una struttura agile che si muove con naturalezza tra presente e passato, rendendo la lettura fluida e coinvolgente. Proprio questa scelta stilistica, però, lascia anche un leggero senso di incompletezza: considerando la delicatezza del tema trattato, la storia avrebbe forse meritato più spazio e più dettagli, per approfondire ulteriormente dinamiche e conseguenze emotive.
Nonostante questo, Anime rimane una lettura intensa e toccante, che invita alla riflessione e lascia qualcosa dentro, dimostrando come anche un romanzo breve possa affrontare grandi temi con rispetto e delicatezza.
https://www.instagram.com/p/DT2El1YggI_/
giovedì 9 luglio 2026
Le avventure di Lily la lumachina di Maria Cristina Buoso
Questo non è solo un libro da leggere ma anche da colorare, in cui voi bambini sarete protagonisti delle storie di Lily.
Un titolo indicato per genitori, nonni, insegnanti e biblioteche che desiderano proporre una lettura serena, accessibile e capace di coinvolgere anche attraverso il colore. La storia di Lily favorisce osservazione, empatia verso gli animali e piacere del racconto, trasformando ogni pagina in un piccolo momento di scoperta condivisa.
mercoledì 8 luglio 2026
La teoria del moltiplicatore, di Rossana Pessione
Recensione di Maria Teresa De Donato
Definire questo lavoro di Rossana Pessione semplicemente uno straordinario ed avvincente thriller che ti rapisce completamente, inchiodandoti alla sedia con il fiato sospeso dall’inizio alla fine è, a mio modesto avviso, estremamente riduttivo. Con un linguaggio semplice e diretto e attraverso i suoi personaggi ben costruiti e delineati, Rossana mostra di sapersi muovere con classe ed altrettanta disinvoltura nel mondo, destreggiandosi perfettamente in ogni tipo di situazione.
Un’evidente passione per l’ambiente medico-scientifico e della ricerca e l’esperienza maturata negli anni proprio grazie alla sua attività giornalistica in questo settore vengono raffinate e sembrano raggiungere il climax in questa pubblicazione i cui contenuti per profondità, vastità ed altrettanta delicatezza vanno ben oltre il thriller e toccano corde piuttosto delicate. L’autrice s’immerge nelle profondità dell’animo umano; viaggia nei meandri della psiche e della mente che a volte si confrontano su questioni legate alla morale, alla coscienza e all’etica di fronte a circostanze e ad azioni che considerano – o potrebbero considerare – abominevoli, raccapriccianti, quando non addirittura criminali, mentre altre illudono l’essere umano cercando di trovare a qualsiasi costo una via d’uscita attraverso una giustificazione razionale del tutto che possa mettere a tacere scrupoli, paure e dubbi sul da farsi.
Con un atteggiamento crudo, a volte quasi cinico, ma che in realtà è solamente veritiero e onesto, l’autrice affronta temi scottanti che troppi preferiscono – per timore, codardia, disillusione o semplice convenienza – ignorare. E così mafie, criminalità organizzata, politica e quant’altro fanno capolino e apparentemente da sfondo a questo thriller quando, di fatto, sono i veri artefici della vita, del mondo, i potenti della terra – chiunque essi siano e ovunque si trovino – mentre gli operatori tecnici e scientifici finiscono con l’essere semplici “moltiplicatori”, coloro che dividendo le varie sezioni dei corpi e facendone sparire le tracce fanno sì che il mondo accademico e scientifico diventi inconsapevolmente complice di un sistema per certi aspetti terribilmente malato.
L’altalenarsi della Vita, con i suoi ritmi, la sua quotidianità, il suo scorrere incessante e della Morte sempre imminente sono aspetti fondamentali di questo lavoro e abilmente rappresentati dai titoli di ogni capitolo, generalmente ricette culinarie, che sembrano voler evidenziare l’insostenibile leggerezza dell’essere e lo scadenzare delle normali attività giornaliere in contrapposizione ai paradossi e ai drammi dell’esistenza umana.
Un bellissimo libro i cui contenuti mirano alla riflessione e alla presa di coscienza rispetto a tematiche tanto profonde quanto scottanti.
lunedì 6 luglio 2026
Intervista a Diana Gallese e Vicenza Nanni che ci parlano del libro L'Alchimista di Cuori.
La primavera allunga le sue giornate con il sole che ci fa venire voglia di trovarci con due nuove amiche per parlare del loro primo libro.
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Eccole arrivare, tutti in carrozza amici viaggiatori.
MC – Contente di questo viaggio particolare che faremmo insieme?
Diana – Felice ed emozionata di condurre tutte le Anime curiose alla scoperta della nostra fiaba psicomagica!
Vicenza: Assolutamente, felicissima! Presentare questo progetto è come invitare i lettori a salire su un treno verso la bellezza. È un viaggio incantato, musicato e illustrato che attende solo di essere percorso.
MC - Che destinazione avete scelto per i nostri amici viaggiatori e perché?
D – Che approdino nel tempo sospeso ed eterno della nostra fiaba, per fare esperienza di Amore, prima emozione e conoscere tutti i magici personaggi: Gratitudine, Empatia, Amicizia..
V - La destinazione è un approdo dell'anima: un mondo più bello e sano, finalmente colorato dalla magia del rispetto, della solidarietà e della gratitudine.
Abbiamo scelt
o questo percorso perché crediamo fermamente che le Anime Viandanti protagoniste della fiaba, che in fondo rappresentano ciascuno di noi, abbiano un bisogno vitale di ritrovare “l’incanto”. In un’epoca spesso distratta, vogliamo condurre il viaggiatore attraverso le emozioni belle che fioriscono dall’Amore, affinché possa riscoprire quella bellezza che al mondo appartiene e che attende solo di essere vista.
È un viaggio a tappe dove ogni ostacolo superato avvicina al laboratorio dell'alchimia, quel luogo interiore ed esteriore dove l'esperienza si trasforma in elisir. Scegliamo questa meta perché crediamo che la vera destinazione sia la trasformazione stessa: tornare a casa con occhi nuovi, capaci di scorgere il magico nell'autenticità del cammino.
MC – Raccontate un po’ di voi, ai nostri amici viaggiatori, così potranno conoscervi meglio.
D – “C'era una volta una bambina che non riusciva a smettere di disegnare...”
Questo è l'incipit che più descrive la mia anima. Sono una Visual Artist, illustratrice e arte terapeuta attiva nel mercato editoriale italiano dal 2019. Ho nutrito la mia fame di arte e bellezza studiando all'Accademia di Belle Arti. La mia Anima non ha mai smesso di cedere alla fascinazione di colori, carta e carboncino. Scarabocchio creo e mi perdo nei flussi creativi da sempre in questa vita, sperimentando varie tecniche dalla bic nera, all'acquerello, alla pittura ad olio. Il mio medium preferito resta però il carboncino, con cui ho illustrato il mio primo libro “La Leggenda di Sleepy Hollow” una fiaba macabra edita da Agenzia Pensiero Creativo. (bello anche il film)
MC - E’ da molto che esiste arte terapia e di cosa si occupa?
D – L'arte terapia, o Arte dell'Anima nasce dall'incontro tra arte e psicologia del profondo. La cura non è l'arte, bensì il processo creativo. Il foglio diviene il campo, o lo specchio del sé dove avviene il tutto. Ufficialmente nasce negli anni 40, negli USA, ma posso affermare che è ben più antica: è il dolore che passa per le mani di tante donne, viene trasformato dal gruppo e diviene Cura.
L'Arte terapia è una trasmutazione energetica a tutti gli effetti!
V - Amo definirmi "figlia del Velino". Nata e cresciuta ai piedi della maestosa montagna Marsicana, ho conseguito la maturità classica e di seguito la laurea in Lettere Classiche. Dopo un'esperienza decennale nel campo del restauro librario, sono docente di Lettere in un Istituto Tecnico. Fin da bambina sono stata attratta da tutte le arti. Ho suonato il violino, ho studiato recitazione e canto. Ho ballato il tango, approdando infine alla scrittura e trovando nella poesia la forma d'arte che più mi si addice. Amo giocare con le parole e soprattutto raccontare storie, recitando incanti, che tanto appartengono alla tradizione della mia terra.
MC – In cosa consiste il restauro libraio?
V – Il restauro librario è una conversazione sussurrata tra il tempo che fugge e la memoria che resta. Per me una passione scoperta sul campo e l’arte di sanare ciò che è destinato a vivere per sempre. Il libro è un viaggiatore prezioso, ma stanco, a cui il restauratore restituisce il domani: dalle carte alla cucitura, dalla legatura alla coperta. Ogni foglio salvato dal declino è un piccolo miracolo. Quando il libro torna ricomposto e fruibile torna a vivere il filo invisibile tra passato e presente.
MC – Cosa vi ha spinto a collaborare a questo progetto insieme, chi ha avuto per prima l’idea?
D – Il nostro è stato un incontro di pura alchimia! Ogni nostra piccola ma profonda conversazione ha fatto germogliare i semi del nostro libro. E' nato spontaneamente, tanto era forte la connessione animica tra noi che le nostre energie hanno dato corpo e vita a L'Alchimista di Cuori. Quando ho letto per la prima volta le parole di Vincenza, le immagini sono nate spontaneamente e le ho lasciate fluire su carta, creando il nostro vocabolario di simboli: chiavi, farfalle e cuori.
V – L'idea nasce dal desiderio profondo di unire la parola scritta al segno grafico, quasi come se le immagini di Diana fossero il corpo necessario per dare una nuova vita ai miei versi. Volevamo offrire ai nostri lettori un’esperienza sensoriale completa, un approdo dove la narrazione non si limita a essere letta, ma viene vissuta.
Cercavamo un modo per rendere visibile l’invisibile, trasformando il racconto in qualcosa di magicamente tangibile e meravigliosamente sinestetico. In questo viaggio, anche la musica gioca un ruolo essenziale, impreziosisce il cammino delle Anime Viandanti, permettendo alle emozioni di vibrare nell'aria. È una collaborazione nata per far trionfare la bellezza attraverso ogni senso, trasformando una fiaba in un profumo, in un suono, in un’emozione che si può quasi toccare."
MC – Piccola curiosità personale... i disegni li avete commentati e magari rivisti oppure come sono nati così sono rimasti?
D – Si, le illustrazioni sono nate in modo libero e spontaneo, è stato un processo che è nato in un dialogo animico che abbiamo nutrito a vicenda, ma mai abbiamo sentito la necessità di rivederle. Commentarle si, tutt'ora continuiamo a farlo, e spero che arrivino nei cuori dei lettori, e che siano echi di trasformazione!
V – In ogni illustrazione ho ritrovato l’eco perfetta delle mie parole. Mai una volta ho sentito il bisogno di correggerle, la mano di Diana ha sempre saputo interpretare le mie intenzioni. Devo essere sincera… a proposito di emozioni, quella provata ad ogni immagine è stata Stupore!
MC – Chi ha scelto questo titolo e perché.
V – Il titolo "L'Alchimista di Cuori" è ispirato al luogo fisico, il laboratorio di idee, il “bar boutique”, che porta lo stesso nome, nato con la fiaba e che accompagna il racconto delle Anime Viandanti alla ricerca dell’Elisir d’Alchimia. L’Alchimista di Cuori è il mago, il giocoliere, il viandante che si unisce a Divertimento e Gioia e reca Stupore a chi lo incontra sul proprio cammino. È protagonista del viaggio di trasformazione e l’alchimia è proprio questo: le emozioni che si trasformano e l'esperienza che cambia chi la vive.
MC – Perché avete scelto questo luogo per ambientare questa storia?
V – Il luogo in cui è ambientata la fiaba è un luogo indefinito e per questo universale. La storia si snoda lungo un percorso che contempla anche ostacoli e culmina nell’arrivo in un laboratorio, un "cantuccio" dove si cerca l'Elisir d'Alchimia, e dove le Anime Viandanti insieme, sostenute dalle belle emozioni, trovano un rifugio di bellezza.
D – E' il luogo magico e indefinito delle fiabe: un borgo piccolo e incantato dove le Anime Viandanti, per evolvere devono compiere delle scelte e fare incontri.
E' una metafora magica e archetipica della vita di ognuno.
MC – Come sono nati questi personaggi e le loro storie e i disegni che li rappresentano?
V – Tutti i personaggi sono nati dalla promessa di raccontare bellezza. Le belle emozioni che accompagnano le Anime Viandanti si generano dall’imbuto separatore, strumento dell’alchimia e del bar, che è il logo del progetto di creazione e del luogo fisico, dove nasce la prima illustrazione della fiaba e da cui parte il viaggio tra parole, immagini e musica. Le Anime Viandanti procedono con le undici emozioni belle, che nascono da Amore e tornano ad Amore, alla ricerca di un mondo migliore. I personaggi camminano insieme perché l'unione tra anime simili rende tutto più autentico e prezioso.
D – Ogni personaggio è una mia interpretazione visiva di ciò che ho sentito sulle parole di Vincenza e porta con sé una simbologia alchemica ben precisa. Ogni personaggio racconta l'Emozione che genera. Amore si respira nella simbologia del cuore, e nell'abbraccio dei due protagonisti: le Anime Viandanti che compiono un viaggio evolutivo, di riscoperta della propria luce, incontrando farfalle di vari colori e l'Alchimista di Cuori, il mago giocoliere, a cui ho donato una lunga barba e un cappello a punta! Il cuore è inteso da me, come il centro di ogni cosa, il luogo di ogni profondità, laddove giace la vera essenza.
MC – Questa collaborazione è stata difficile?
V – Non c’è stato sforzo, ma solo un fluire spontaneo, naturale e autentico. È come se i miei versi e le mie parole fossero fili di luce che cercavano i colori di Diana per diventare trama. Abbiamo creato all’unisono, in un unico respiro creativo dove l’incanto del racconto nasceva già abbracciato alle immagini. Non è stata una semplice collaborazione, ma un processo creativo in cui la penna e il pennello hanno cantato la stessa melodia, rendendo il viaggio delle nostre Anime Viandanti ancora più prezioso e vero.
D – E' un dialogo tra le nostre Anime, fluido e spontaneo. E' stato un viaggio di creazione libera, in cui le illustrazioni sono nate spontaneamente e senza sforzo, come un abbraccio sincero.
MC – Come mai avete scelto questi colori nei disegni?
V- Qui lascio la parola a Didì...
D – I colori sono i 4 colori cari agli Alchimisti e rappresentano il processo di trasmutazione della materia: Nigredo (il nero) , Albedo (il bianco), Citrinitas (l'oro) per giungere al compimento del Rubedo (il rosso), il principio di ntegrazione, l'unione degli opposti.
MC – Perché sono i colori cari degli Alchimisti?
D – Perchè sono i colori legati alla Magna Opera, ogni colore rappresenta uno stadio di trasformazione della materia e dell'anima. Si nasce dalla nigredo, dall'oscurità, la fase della putrefazione e della morte, per poi passare al suo opposto: l'albedo, che è il primo impulso di coscienza che vuol emergere. Arriva poi, l'ora della citrinitas, il primo raggio d'oro, di luce che sorge, di incompiuto che si concretizza poi nella Rubedo, l'oro puro, la pietra filosofale. L'opera compiuta. (grazie)
V – Per gli alchimisti il colore non era un semplice pigmento, ma lo specchio dell’anima della materia che si trasforma. Credo che ogni artista sia anche un po’ alchimista ed anche tra me e Diana si è creata quell’Alchimia che ci ha visto trasformare insieme pensieri ed immagini.
MC - Un’altra mia curiosità è relativa alle bevande. Scelta insolita, cosa vi ha portato ad immaginarle e che importanza hanno nella narrazione della storia?
V - Le bevande e i prodotti sono l'estensione della fiaba nel mondo reale. L’Alchimista di Cuori, cocktail bar-boutique, produce tre gin, una birra, le tisane legate alle emozioni, un profumo e tanto altro. Le illustrazioni di Diana sono diventate le etichette dei prodotti e contribuiscono al racconto della nostra storia.
MC – Che messaggio porta questo libro?
Vincenza - Il messaggio de L'Alchimista di Cuori è un invito a risvegliare lo sguardo sulla meraviglia che ci circonda e che ci abita. Questo libro sussurra al cuore che la vera rivoluzione è tornare alla purezza delle belle emozioni, le luci che nascono da Amore, l'emozione sovrana da cui tutto ha origine e a cui tutto, infine, ritorna. Insegna che la vita è un cammino di Anime Viandanti e che, nonostante gli ostacoli e le prove, esiste sempre un 'cantuccio' di trasformazione dove l'alchimia accade. Il messaggio è che la bellezza non è un traguardo statico, ma uno strumento di trionfo che si sprigiona attraverso la solidarietà, la gratitudine e la gentilezza. Soprattutto, porta con sé la consapevolezza che non siamo soli nel viaggio: l'unione tra anime simili rende il percorso più autentico e prezioso, trasformando ogni passo in un rito di luce che ci restituisce un mondo più sano, magico e profondamente umano
D – L'esperienza trasformativa, della materia, per giungere al cuore delle cose e infine all'Anima. L'Alchimista di Cuori è una fiaba psicomagica e se il lettore, o il viandante si lascerà attraversare da lei, perdendosi nelle emozioni avverrà la magia trasformativa: la ricerca del vero Sè tanto descritta da Jung.
MC – Perché la chiamate “psicomagica”?
V – Il processo alchemico è la mappa speculare di ciò che accade dentro di noi ed alchimia è trasformare l’essere umano in qualcosa di più luminoso, alla ricerca continua di bellezza. Il viaggio che compie il lettore nella fiaba è quello del viandante, che cerca l’elisir d’Alchimia, lo strumento per rendere il mondo migliore.
MC – Avete altri progetti in cantiere insieme?
D – Si, sempre legati alle belle Emozioni!
V – Sicuramente sarà bellissimo continuare a collaborare.
MC – In precedenza avete fatto altre collaborazioni con altri autori?
D – Si, sono attiva nel mercato editoriale dal 2019. Ho collaborato con vari autori, per case editrici e riviste, ma accetto di accompagnare visivamente solo autori che risuonano con la mia Anima e con la mia Arte.
V – Per me è la prima esperienza di creazione di incanti. Mi auguro di averne altre.
MC – La scelta di questo disegno è stata casuale o voluta?
D – L'Abbraccio delle Anime Viandanti è stata un'illustrazione ricercata; Volevo narrare il principio dell'amore animico che supera la differenza di genere, e nell'unione diventa forza, sostegno reciproco e cura. E' un abbraccio di creazione e protezione, che porta con sé il principi di creazione. Non invade, ma genera bellezza ed emozioni!
MC – Cosa significa “animico”?
V – Animico è ciò che appartiene al soffio vitale, a quella parte di noi che non si può misurare, ma solo sentire, Qualcosa di animico è ciò che accade quando due essenze si riconoscono, è il ponte tra parola ed immagine, il legame tra energie che vibrano insieme.
MC - Cosa sperate che rimanga ai lettori dopo aver letto questo libro?
D – Il senso di incanto, di magia, e il bisogno di non smettere mai di cercarla e di reinventare i nostri Sogni...
V - Spero che nel cuore di ogni lettore rimanga accesa una piccola scintilla di trasformazione. Vorrei che, chiudendo l'ultima pagina, l'Anima Viandante che è in ognuno di noi si sentisse meno sola e più coraggiosa nel cercare il proprio 'cantuccio' di luce.
Mi auguro che rimanga la consapevolezza che la bellezza non è un miraggio lontano, ma un elisir che possiamo distillare ogni giorno attraverso la gentilezza, l'empatia e la solidarietà. Vorrei che il lettore portasse con sé il profumo di questo viaggio, quell'Elisir d'Alchimia che trasforma l'ostacolo in opportunità e il freddo dell'indifferenza nel calore di un abbraccio tra anime simili.
In fondo, spero che rimanga il desiderio di guardare il mondo con occhi nuovi: non più come un luogo di passaggio, ma come un laboratorio magico dove, insieme agli altri, è possibile far trionfare la bellezza e scoprire che l'incanto appartiene a chiunque abbia il desiderio di restare in cammino.
MC – Cosa avreste voluto che vi chiedessi e perché?
V – Esattamente quello che ci è stato chiesto! Ho trovato che anche l’intervista sia stata un viaggio compiuto insieme in cui abbiamo raccontato la fiaba ed il laboratorio alchemico in cui è nata. (grazie)
D – E' sempre bello affidarsi alla tua Anima, che coglie con attenzione, e sa leggere dentro! Grazie per le tue domande attente! (grazie a te per come hai risposto)
MC – Cosa vi lascia questo viaggio in compagnia dei nostri amici viaggiatori?
D – La gratitudine dell'incontro con tutte quelle anime che vorranno assaggiare le nostre Alchimie, e il viaggio di bellezza, condivisione e poesia con voi che lo avete compiuto con me!
V – Questo viaggio mi lascia addosso il profumo delle avventure che non finiscono, che si trasformano…il profumo di un eterno cammino. Mi porto dietro lo stupore di aver visto i miei pensieri prendere forma nei colori. Questo viaggio mi lascia la chiave di un laboratorio segreto, dove le Anime Viandanti si ritrovano alla scoperta della bellezza; mi lascia la consapevolezza che la vera magia non è nel traguardo, ma nel cammino.
MC – Vi andrebbe di farne un altro?
D – Pronta a nuove partenze! (al prossimo viaggio)
V – Prontissima! Sicuramente sì! Questa è solo la prima avventura delle Anime Viandanti nel mondo delle belle emozioni.
MC – Ringrazio le nostre amiche e a voi viaggiatori non mi resta che augurarvi... una buona lettura.
sabato 4 luglio 2026
Recensione ... Anime
giovedì 2 luglio 2026
Dodici Mantra del Cliente di Giungato Luciano
Questo libro è consigliato a chi lavora con clienti, team e progetti complessi e vuole capire cosa accade davvero dietro ogni richiesta.
Aiuta a leggere meglio relazioni, silenzi, decisioni e responsabilità, mostrando che il metodo funziona solo quando incontra le persone.
Si legge perché nasce dall’esperienza concreta e trasforma il lavoro quotidiano in una riflessione lucida, utile e profondamente umana.


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