martedì 24 marzo 2026

Segnalazione: Lord Archer e la Contessa di Sofie Darling

 

E’ uscito il terzo libro della serie di romance regency spicy di Sofie Darling

Buona lettura




Scheda libro


Titolo: Lord Archer e la Contessa (titolo originale: Lord Archer Catches a Contessa)

Autore: Sofie Darling
Traduttore: Isabella Nanni

Editore: Love Ink Books LLC (prima edizione in lingua originale: 2024)

Genere: Romance storico

Prezzo ebook: € 3,99 – disponibile anche in Kindle Unlimited 

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 11 marzo 2026

Serie: I Windermere 

Link di acquisto Amazon:

https://www.amazon.it/gp/product/B0G6J3QDP4


Trama/Sinossi

Come pianificare la rapina perfetta? Prendete un visconte annoiato...

Una serata gaudente porta il Visconte Archer, compositore frustrato, in uno dei teatri di varietà meno raffinati di Londra... dove incontra una musa ispiratrice. Ma quando ci sono di mezzo i selvaggi Windermere, niente va per il verso giusto, e Archie si ritrova invece a fare da cavaliere senza macchia e senza paura alla giovane sconosciuta.

Aggiungete una finta contessa in cerca di giustizia...

La signorina Valentina Hart avrà anche la voce di un angelo, ma ha tutta la grinta necessaria per salvare la sua famiglia dopo che è stata raggirata e privata del suo patrimonio. Quando Archie le rovina il piano, è pronta a rischiare tutto per sconfiggere il furfante, ed è qui che entra in gioco il cavallo...

E guardate volare le scintille mentre si rubano il cuore a vicenda...

Abbindolare un lord malvagio per salvare la leggiadra damigella è proprio il tipo di giochetto per cui Archie è famoso, ma questa volta è tutto diverso. È più interessato a passare del tempo con Valentina che a pianificare la truffa perfetta. Riuscirà a portare a termine la più grande rapina di tutti i tempi, conquistando il cuore della sua complice?


Estratto


«Adesso parlate» disse con tono severo. «Che diavolo sta succedendo? Ditemelo.» Sapeva impartire ordini autoritari quando le circostanze lo richiedevano. Come in quel momento.

Lei si asciugò le lacrime con il dorso della mano e tirò su col naso. «Non sono tenuta a dirvi niente.»

Archie non era particolarmente infastidito. Aveva esperienza nel trattare con donne testarde, ovvero due sorelle testarde e una cugina testarda, per giunta. «Vedete, sono fondamentalmente incapace di non farmi gli affari altrui. Cominciamo con la domanda più semplice. Perché eravate sul palco del Five Graces a fingere di essere una contessa italiana?»

La donna davanti a lui sembrò improvvisamente stanca e vulnerabile, provata non solo da una lunga nottata e da una grande esplosione di emozioni, ma dalla vita stessa. Lui percepì un cedimento in lei.

«Così il ton mi lascerà cantare per loro.»

Lui inarcò le sopracciglia per la sorpresa. «Perché? Per soldi? È per questo che giocavate alla roulette come se ne andasse della vostra vita? Se è tutto ciò di cui avete bisogno, allora andate a Parigi o in Italia e aprite la bocca. Diventerete subito una stella.»

Lei scosse la testa. Sembrava... sconfitta. Ad Archie quella cosa non piaceva affatto.

«Ho bisogno di entrare in una stanza con qualcuno a Londra» disse lei.

«Qualcuno?»

«Un uomo.»

«Un uomo?» Sarebbe rimasto lì tutto il giorno a estrarle di bocca l’intera storia, parola per parola, se fosse stato necessario. «Perdonate la sfacciataggine, ma bella come siete potreste ritrovarvi in una stanza con qualsiasi uomo desideriate con un semplice schiocco di dita.»

Lei emise un sospiro stanco. «Un lord.»

«Quello che ho detto resta valido.»

La signorina Hart alzò gli occhi al cielo che si stava schiarendo. Bene. Era positivo che le stesse tornando la grinta.

«A rischio di sembrare ripetitivo» disse lui, «ve lo chiedo di nuovo. Perché?»

«Mio padre è uno speziale, discendente da una lunga stirpe di speziali. Di generazione in generazione, l’attività ha avuto sempre più successo. Papà è stato avvicinato da un lord che gli ha offerto un’opportunità. Questo lord sapeva per certo che lo speziale reale sarebbe andato presto in pensione. Se papà avesse voluto che il suo nome fosse preso in considerazione per la posizione, questo lord lo avrebbe raccomandato.» La signorina Hart strinse e rilassò la mandibola. «In cambio di una piccola somma.»

Archie capì come andava a finire la storia. «Che non era piccola per chiunque non fosse un aristocratico.»

Lei annuì. «Abbastanza grande da mettere un’attività a rischio di andare in bancarotta.»

«Ma ne sarebbe valsa la pena per assicurarsi il patrocinio reale.»

«Che il lord garantiva.»

«Ha preso i soldi di vostro padre.»

«E papà non ha più avuto sue notizie. Poi...»

«Poi?»

«Una sera papà era al pub e ha sentito per caso un muratore raccontare la stessa storia. Ben presto scoprirono che questo lord aveva messo in atto la stessa truffa ai danni di uomini di varie professioni sparsi per tutto il contado. Ma sapevano anche che non potevano farci niente.»

«Perché?»

Lei gli rivolse un sorriso amaro. «Perché i nobili sono intoccabili, milord…»


Biografia autrice 

Autrice bestseller di USA Today, Sofie Darling ha sviluppato la sua passione per i romanzi d’amore storici alle scuole medie quando ha aperto Cime tempestose di Emily Bronte. È nata una storia d’amore istantanea e duratura.

Sofie ha trascorso gran parte dei suoi vent’anni a crescere due ragazzi e a leggere tutti i romanzi su cui riusciva a mettere le mani. Quando ha capito che doveva scrivere i libri che amava, ha finito di laurearsi in inglese e ha preso la matita in mano. (Ticonderoga #2 è la sua penna d’oca preferita).

Quando non è impegnata a scrivere di eroi che la fanno innamorare, a Sofie piace farsi delle belle escursioni nel fine settimana, visita un castello medievale in rovina ogni volta che ne ha l’occasione e ha una relazione leggermente codipendente con il suo segugio, Bosco.


Biografia traduttrice:


Isabella Nanni si è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne ed è iscritta al Ruolo Periti ed Esperti per la categoria Traduttori e Interpreti. Le sue lingue di lavoro sono IngleseTedesco e Spagnolo, da cui traduce verso l’italiano, lingua madre. A gennaio 2019 è risultata vincitrice ex aequo del concorso di traduzione de “La Bottega Dei Traduttori”. Dopo un MBA da diversi anni è libera professionista e si occupa di traduzioni, sia editoriali che tecniche. È inoltre consulente commerciale per editori di testate trade. Ha tradotto sia romance contemporanei che storici per varie autrici tra cui Jess Michaels, Tess Thompson, Crystal Kaswell, Jill Barnett e Judith Keim.


Coltiva rose di tutti i colori e con una vita di riserva studierebbe arabo, cinese e russo. Non potendo, si affida ai colleghi traduttori per allargare i suoi confini culturali.



lunedì 23 marzo 2026

In carrozza con Ilaria Vecchietti per parlare del Periodo Antico del Regno dell’Egitto

 
Questa sera con Ilaria faremo un viaggio nel passato e precisamente nell’antico Egitto, non vedo l’ora di cominciare. Mettetevi comodi che partiamo.

MC – In che periodo ci troviamo?

I – Lo immaginavo che eri curiosa, siamo nell’Antico Regno che si colloca tra il 2700 – 2192 a.C.

MC – È vero che questo periodo viene anche chiamato Era delle Piramidi o Era dei costruttori di Piramidi?

I – Esatto! Perché comprende la Quarta dinastia che perfezionò la costruzione.

MC – Questa dinastia ha qualche particolarità per cui viene ricordata?

I – Sì, la Quarta dinastia egizia è ricordata come l’Età dell’oro dell’Antico Regno, un momento quasi irripetibile in cui potere, religione e tecnica si incastrano alla perfezione, come blocchi di calcare sotto il sole. Non è una dinastia lunga, ma è decisiva.
È la dinastia delle piramidi più celebri di tutte.
I faraoni più importanti sono:
  • Snefru, il grande sperimentatore. Costruì tre piramidi (Meidum, Romboidale, Rossa) e portò l’architettura funeraria alla maturità.
  • Cheope (Khufu), come la Grande Piramide di Giza, la più grande mai costruita. Non solo una tomba, ma un progetto cosmico.
  • Chefren (Khafre), una piramide leggermente più piccola, ma su base più alta.
  • Micerino (Menkaure), una piramide più piccola, ma con raffinamento artistico straordinario.
Nella Quarta dinastia: il faraone è il figlio diretto di Ra, il culto solare diventa centrale, la piramide è vista come raggio di sole solidificato.
È il momento in cui il re non è solo sacro, è cosmico.

La Quarta dinastia mostra uno Stato capace di pianificare opere enormi, di gestire manodopera specializzata, di controllare risorse su scala nazionale.
Le piramidi non sono frutto di schiavitù caotica, ma di amministrazione precisa.
Le statue della Quarta dinastia sono essenziali, potenti, senza eccessi decorativi. 

Ritratti come Chefren in diorite trasmettono eternità, non emozione.
È un’arte che non vuole piacere, vuole durare.
In sintesi, la Quarta dinastia è ricordata perché realizza le piramidi più grandi,  definisce il faraone come dio solare, mostra uno Stato al massimo della sua potenza, fissa canoni artistici di lunga durata.

MC – Ci sono dei nomi importanti che hanno lasciato il segno nella storia?

I – Come ho detto prima, i faraoni più celebri sono: Snefru, Cheope (Khufu), Chefren (Khafre) e Micerino (Menkaure).

Possiamo però fare i nomi di altre figure chiave che non siano faraoni:
  • Hemiunu: principe e visir (primo ministro) sotto Cheope, considerato l’architetto della Grande Piramide. Supervisore di opere reali e figura di altissima responsabilità nella corte.
  • Hetepheres I: regina e madre di Cheope, legò la terza dinastia alla quarta attraverso dinastia e matrimonio, consolidando l’eredità reale. Figura di grande rilievo nei rapporti dinastici e nell’ordine di successione.
  • Kawab: figlio maggiore di Cheope e visir sotto suo padre, rappresenta l’aristocrazia interna alla famiglia reale. Anche se non divenne faraone, la sua importanza è testimoniata dalla grande tomba a Giza.
  • Prince Khuenre: figlio di Menkaure e figura giovanile di rilievo, anche se non salì al trono. Importante perché testimonia i legami familiari e dinastici nell’élite reale.
  • Nefermaat II e altri funzionari: Membri della famiglia reale con ruoli amministrativi come visir, che riflettono l’organizzazione statale avanzata della dinastia.
MC – Ci sono diversi tipi di piramidi?

I – Sì e non sono variazioni decorative, ma tappe di un’evoluzione architettonica e religiosa: Piramidi a gradoni; Piramidi a facce lisce; Piramidi a facce lisce (classica), Piramidi minori e satelliti.

MC – Interessante, ce ne puoi parlare brevemente?

I – Certo!
  • Piramide a gradoni: deriva dalla mastaba (tomba rettangolare) ed è composta da più livelli sovrapposti. Simboleggia una scala verso il cielo. Tipo la Piramide di Djoser a Saqqara, è la prima grande costruzione in pietra della storia.
  • Piramide a gradoni rivestita (fase di transizione): struttura a gradoni coperta da un rivestimento liscio, ma in molti casi instabili o crollati. Possiamo dire che è un esperimento verso la forma perfetta. Tipo la Piramide di Meidum.
  • Piramide romboidale: cambia inclinazione a metà altezza, probabilmente una correzione strutturale. Mostra errori e soluzioni in corso d’opera. Come la Piramide Romboidale di Dahshur.
  • Piramide a facce lisce (classica): superfici lisce e inclinate, simbolo del raggio solare. La forma definitiva e stabile. Come la Piramide Rossa (Snefru) o le Piramidi di Giza (Cheope, Chefren, Micerino).
  • Piramidi minori e satelliti: più piccole, per regine o funzioni rituali, facenti parte del complesso funerario.
MC – Quali sono i costruttori di questo periodo e che piramidi hanno fatto?

I – Un importante architetto fu Imhotep, probabilmente l’inventore della piramide a gradoni di Saqqara (piramide di Zoser), prima piramide della storia.
Poi come ho detto, con la Quarta dinastia si hanno diverse piramidi: quelle a Dahshur, quella Piramide di Cheope e quella di Chefren a Giza.

Con la quinta dinastia si creano anche i templi solari nell'area compresa tra Abu Sir e Abu Gurab, tra Giza e Saqqara.

MC – Ma secondo te, come mai hanno cambiato aspetto nel tempo le piramidi?

I – Perché l’Egitto stesso cambia: idee religiose, potere politico e conoscenze tecniche crescono insieme, come strati di pietra sovrapposti.

MC – La capitale dove si trovava?

I – Era Ineb-Hedj, antico nome egizio di Menfi.

MC – Chi furono i più famosi re d’Egitto di questo periodo?

I – Abbiamo ben quattro dinastie:
  • Terza: Djoser, Sekhemkhet, Khaba, Nebkara e Huni.
  • Quarta: Snefru, Cheope, Djedefra, Chefren, Djedefhor, Baka, Micerino e Shepseskaf.
  • Quinta: Userkaf, Sahura, Neferirkara Kakai, Shepseskara, Neferefra, Niuserra, Menkauhor, Djedkara Isesi e Unis.
  • Sesta: Teti, Userkara, Pepi I, Merenra I, Pepi II, Merenra II e Nitocris.
MC – Secondo te, come mai i faraoni hanno scelto questo tipo di sepoltura a un certo punto della storia?

I – Per rendere eterno il faraone, visto che era già considerato un Dio.

MC – Ci sono monumenti importanti?

I – Beh tutte le piramidi sono importanti ai fini archeologici. Diciamo che le più conosciute sono le tre piramidi di Giza.

MC – Intendevo di importanza storico o religiosa?

I – Ah, ce ne sono tanti! Te ne elenco qualcuno:
  • Le Piramidi di Giza: tombe regali, collegate al culto solare di Ra, parte di un complesso rituale (templi, vie processionali).
  • I Templi (Karnak, Luxor): case degli dei, spazi rituali, non pubblici.
  • Valle dei Re: luogo di rinascita notturna del sole, tombe come testi sacri dipinti.
  • Colossi di Memnone: rappresentano Amenhotep III, celebrazione del potere regale, diventano luogo di culto già in età antica.
  • Obelischi: simboli solari, celebrazione di eventi politici e religiosi.
  • Piramidi con Testi delle Piramidi: prime scritture religiose incise nella pietra.
  • Abu Simbel: Tempio politico-religioso.
MC – E che Dei ci sono in questo periodo?

I – Non si ha una vera divisione tra le numerose divinità egizie nei vari periodi, quindi si fa riferimento alle classiche. Le più note sono Osiride, Anubi, Iside, Ra, Seth.

MC – I faraoni avevano preferenze per le divinità nella loro vita privata?

I – Sì, per alcune divinità, anche se nella vita pubblica dovevano onorare l’intero pantheon.

MC – Il popolo aveva una preferenza verso le divinità?

I – Sì, aveva preferenze molto chiare verso alcune divinità, spesso diverse da quelle di Stato.

MC – Il popolo invece che tipo di tombe aveva?

I – Non aveva tombe monumentali come i faraoni, ma sviluppava una varietà di sepolture semplici, ma ricche di significato religioso e simbolico.

C’erano le Mastabe modeste: piccoli tumuli rettangolari in mattoni di fango, spesso scavati nel terreno, contenevano la bara, qualche oggetto personale e offerte alimentari.
Poi le sepolture in caverna o fosse. Molti contadini o artigiani venivano sepolti in semplici fosse, il corpo in posizione fetale, a volte con amuleti.
Anche se la tomba era modesta, il popolo curava l’aldilà: Amuleti, piccole statuette, cibo e bevande, oggetti di uso quotidiano.

MC – C’è altro che ci vuoi raccontare?

I – Direi che al momento di questo periodo abbiamo detto tutto.

MC – Allora non mi resta che darti appuntamento al prossimo viaggio.

I – Con piacere.


sabato 21 marzo 2026

giovedì 19 marzo 2026

Orgoglio e Pregiudizio, di Jane Austen

 



Io ed Ely raccontiamo libri e film che hanno lasciato un segno: opere che hanno influenzato generazioni, creato discussioni, cambiato linguaggi.

Ogni puntata parte da un titolo che vale la pena conoscere o riscoprire, e andiamo subito al punto: cosa lo rende un cult, cosa dice ancora oggi e perché continua a parlare anche a chi lo incontra per la prima volta.


EGR

È cult oggi perché parla di relazioni, pregiudizi, attrazioni e fraintendimenti in un modo che riconosci ancora adesso: dinamiche sociali, giudizi affrettati, gente che si fa un’idea sbagliata e poi deve fare i conti con la realtà.
La scrittura resta fresca e ironica, e i personaggi sembrano vivi come persone di oggi, non figure dell’Ottocento.





MCB
E’ un libro sempre attuale perché tratta temi universali che ritroviamo in ogni società ed epoca; come l’ipocrisia, l’amore, il pregiudizio, la ricerca di un compagno e molti altri.
La storia riguarda la famiglia Bennet e della madre che vuole accasare le loro cinque figlie.

Detto così potrebbe essere una storia come tante, invece non lo è perché attraverso i personaggi e alle loro vicissitudini, impariamo qualcosa di molto importante. Come non lasciarsi influenzare dalle apparenze e che avere una indipendenza economica e di giudizio è importate per non farsi condizionare nelle scelte e nell’avere un futuro spesso già scritto e infelice.

Per questo leggerlo? Perché attraverso l’ironia dell’autrice, possiamo leggere la critica che fa alla società del suo periodo. Una modernità di pensiero e di narrazione.

martedì 17 marzo 2026

Segnalazione: Dagli archivi di Sherlock Holmes di Anna Astarita

 


Alla scoperta di lati oscuri e affascinanti del Bel Paese,
guidati dall';ingegno più acuto che la letteratura ci abbia mai regalato.
Buona Lettura.

9788825435412.jpg

Un'antologia che unisce il genio investigativo di Sherlock Holmes allo splendore senza tempo dell'Italia. In queste pagine, il celebre detective e il fedele dottor Watson si trovano ad affrontare misteri che si intrecciano con i tesori artistici e le leggende di una terra ricca di storia e fascino.

Dalle rovine di Pompei ai teatri di Milano, dalle reliquie sacre di Torino alle coste leggendarie della Calabria, fino ai segreti rinascimentali di Firenze o all'isola suggestiva di Procida e molto altro, ogni avventura è un viaggio nel cuore del Bel Paese. Tra furti d'arte, omicidi inspiegabili, codici cifrati e antiche maledizioni, Holmes dovrà applicare la sua logica ferrea a enigmi che sfidano non solo la ragione, ma anche la fede e la superstizione.

Un'opera imperdibile per gli appassionati del giallo classico e per chi ama immergersi in storie dove il genio di Sherlock Holmes incontra l'anima più profonda e misteriosa dell'Italia.

Con l'Introduzione di Luigi Pachì.


Delos Digital, collana Sherlockiana Investigazioni a cura di Luigi Pachì

289 pagine (a stampa), € 5,99 ebook / € 19,00 cartaceo

Link diretto: https://delos.digital/9788825435412/dagli-archivi-di-sherlock-holmes



L'autrice - Anna Astarita, nata a Napoli nel 1985, insegna lingua e letteratura inglese nelle scuole di primo e secondo grado a Napoli ed è cultore della materia di lingua e traduzione inglese presso l'Università Suor Orsola Benincasa. Autrice di apocrifi e traduttrice di racconti di Sherlock Holmes pubblicati da Delos Digital, è autrice del saggio Giuseppe Antonio Borgese e l'America. Sweet Land of Liberty, vincitore di un premio letterario. È traduttrice giurata, preparatrice freelance per gli esami Cambridge English, oltre che docente e somministratrice d'esame di italiano L2. Insegna dal 2013 e ha maturato esperienza di insegnamento anche all'estero, sviluppando una prospettiva internazionale sull'apprendimento linguistico e sulla didattica.

DELOS DIGITAL edizioni / delos.digital / comunicazione@delosdigital.it


sabato 14 marzo 2026

Recensione... Il mistero dei sei tiramisù



Sono felice di condividere con voi la bella recensione di Marco Cazzella che ha scritto il gruppo della Penna D'oca.

Grazie e buona lettura.



Dopo lo splendido “Delitto al condominio Magnolia”, la bravissima Maria Cristina Buoso torna con un nuovo poliziesco della stessa collana “Città in giallo”. Un racconto scritto sempre in terza persona, ambientato a Padova e nel periodo del Covid. Il capo commissario ormai in pensione Caterina Angeli, di ritorno dal mare, nota strani eventi in vari punti della stradina in cui abita, all’apparenza casuali, ma in realtà legati tra loro dal rovinamento di sei tiramisù. Questi erano stati preparati da Elena e Alice nel proprio bar libreria “LibeRoomCat” e consegnati ad alcune persone della zona.

Decide quindi di indagare usufruendo dell’aiuto dell’amica capo commissario Claudia Trani.

Una storia più lunga della precedente, molto più dolce e più leggera, dove il cibo predomina quasi su tutto. Scritto molto dettagliatamente, di quando in quando presenta accenni alla storia precedente, dando un senso di continuum temporale e facendola sembrare reale. Inoltre, in questo testo spiccano maggiormente i rapporti familiari, tanto che oltre a conoscere i parenti di Caterina, come i figli, li vediamo interagire nella storia.

Un racconto che vi lascerà col fiato sospeso, incollandovi alle pagine per scoprire chi sta combinando tanto trambusto e perché. Un giallo dai ritmi incalzanti e ad alcuni tratti persino divertenti e carichi di tenerezza, come l’incontro tra Caterina e la piccola Viola, giusto per far un esempio. Ricco di phatos e di momenti da cardiopalma, come la scena del quasi investimento di una coppia che sta tornando a casa dopo aver acquistato delle pizze. Dalla scrittura fluida e con i paesaggi ben delineati e con dialoghi realizzati talmente bene che sembra di assistere a scene di film in cui personaggi sono molto reattivi e presenti.

In definitiva: un racconto allegro, leggero, appassionante, emotivo e dolcissimo, che consiglio a tutti gli amanti delle storie di polizia e di mistero.