Il treno che prenderemmo oggi con Ilaria ci porterà in Egitto. La prima di tante tappe. Siete pronti a farci compagnia?
MC – Sono curiosa... parlaci degli Egizi?
I – Per prima cosa parliamo di “egizi” e non “egiziani”, conoscete la differenza, seppur sottile?
Il termine “egizio” fa riferimento all’antica civiltà, invece “egiziano” è la popolazione odierna. Ovviamente parleremo del popolo che costruì le famose piramidi e la Sfinge, un popolo ancora molto misterioso.
MC – Quali sono i peridi storici?
I – La storia egizia è molto articolata, schematizzando i periodi abbiamo:
- Egitto preistorico –> 3900 a.C.
ANTICO EGITTO
I - Già, hai ragione… infatti ci sono correnti che dicono che sia ancora più antico di quello che si pensa.
MC – Chi sono stati i primi a studiarli?
I – In verità già Erodoto, Plutarco, Plinio il Vecchio fecero studi e scritti sugli egizi.
Uno dei primi egittologi è Manetone, nel III secolo a.C. scrisse gli Aegyptiaca; e Orapollo, autore di Hyeroglyphicà, una sorta di trattato, del IV secolo, per decifrare i geroglifici (si basa però su congetture).
La vera egittologia inizia nel XIX secolo, con la letteratura araba di epoca medievale e quella occidentale di epoca moderna. Si ha l’eccezione di studiosi arabi come Abd al-Latif al-Baghdadi (1161-1231), Al-Idrīsī (1173-1251) e Al-Maqrīzī (1364-1442).
Il primo studio risale al XVI secolo, con il rinvenimento a Roma degli obelischi egizi di epoca romana. Il restauro a opera dell'architetto Domenico Fontana nel 1586 suscitò un interesse per i geroglifici. (è una scrittura affascinate)
Nel XVII secolo possiamo citare il primo egittologo: il gesuita tedesco Athanasius Kircher. I suoi testi, la sua conoscenza, i suoi studi e ricerche furono una fondamentale tappa per la decifrazione dei geroglifici.
Nel 1798 con la spedizione di Napoleone Bonaparte in Egitto e la pubblicazione della Description de l'Égypte (venticinque volumi) del 1809 si descrivevano tutti gli aspetti della civiltà egizia, con anche carte geografiche e importanti reperti, come la famosa Stele di Rosetta.
Nel 1818 ci fu poi la scoperta dell'entrata della piramide di Chefren a opera dell'italiano Giovanni Battista Belzoni.
Nel 1822 si ebbe finalmente la decifrazione dei geroglifici da Jean-François Champollion.
MC – La scrittura egizia è particolare, di cosa si tratta?
I – Come penso che sappiano tutti, la scrittura egizia era formata da geroglifici, cioè segni e simboli.
Da Wikipedia
- Periodo Predinastico 3900 – 3150 a.C.
- Periodo Protodinastico 3150 – 2700 a.C.
- Antico Regno 2700 – 2192 a.C.
- Primo periodo intermedio 2192 – 2055 a.C.
- Medio Regno 2055 – 1650 a.C.
- Secondo periodo intermedio 1650 – 1550 a.C.
- Nuovo Regno 1550 – 1069 a.C.
- Terzo periodo intermedio 1069 – 664 a.C.
- Periodo tardo 664 – 332 a.C.
- Egitto tolemaico 332 – 30 a.C.
- Egitto romano e bizantino 30 a.C. – 641 d.C.
- Conquista islamica dell'Egitto 641 – 654
- Periodo tulunide 868 – 904
- Periodo ikhshidide 904 – 969
- Periodo fatimide 969 – 1171
- Periodo ayyubide 1171 – 1250
- Periodo mamelucco 1250 – 1517
- Eyalet d'Egitto 1517 – 1867
- Chedivato d'Egitto 1867 – 1914
- Sultanato d'Egitto (Protettorato britannico) 1914 – 1922
- Regno d'Egitto 1922 – 1953
- Repubblica Araba d'Egitto 1953–presente
MC - Dire che la storia è vasta è riduttivo.
I - Già, hai ragione… infatti ci sono correnti che dicono che sia ancora più antico di quello che si pensa.
MC – Chi sono stati i primi a studiarli?
I – In verità già Erodoto, Plutarco, Plinio il Vecchio fecero studi e scritti sugli egizi.
Uno dei primi egittologi è Manetone, nel III secolo a.C. scrisse gli Aegyptiaca; e Orapollo, autore di Hyeroglyphicà, una sorta di trattato, del IV secolo, per decifrare i geroglifici (si basa però su congetture).
La vera egittologia inizia nel XIX secolo, con la letteratura araba di epoca medievale e quella occidentale di epoca moderna. Si ha l’eccezione di studiosi arabi come Abd al-Latif al-Baghdadi (1161-1231), Al-Idrīsī (1173-1251) e Al-Maqrīzī (1364-1442).
Il primo studio risale al XVI secolo, con il rinvenimento a Roma degli obelischi egizi di epoca romana. Il restauro a opera dell'architetto Domenico Fontana nel 1586 suscitò un interesse per i geroglifici. (è una scrittura affascinate)
Nel XVII secolo possiamo citare il primo egittologo: il gesuita tedesco Athanasius Kircher. I suoi testi, la sua conoscenza, i suoi studi e ricerche furono una fondamentale tappa per la decifrazione dei geroglifici.
Nel 1798 con la spedizione di Napoleone Bonaparte in Egitto e la pubblicazione della Description de l'Égypte (venticinque volumi) del 1809 si descrivevano tutti gli aspetti della civiltà egizia, con anche carte geografiche e importanti reperti, come la famosa Stele di Rosetta.
Nel 1818 ci fu poi la scoperta dell'entrata della piramide di Chefren a opera dell'italiano Giovanni Battista Belzoni.
Nel 1822 si ebbe finalmente la decifrazione dei geroglifici da Jean-François Champollion.
MC – La scrittura egizia è particolare, di cosa si tratta?
I – Come penso che sappiano tutti, la scrittura egizia era formata da geroglifici, cioè segni e simboli.
Da Wikipedia
I geroglifici consistono di tre tipi di caratteri:
I – La stele di Rosetta riporta un'iscrizione divisa in tre registri, per tre differenti grafie: geroglifici, demotico e greco antico, ed è proprio grazie alla presenza del greco che si ha avuto il modo di decifrare i geroglifici. Fu scoperta nel 1799, a Rashid, da Pierre-François Bouchard, capitano nella campagna d'Egitto di Napoleone Bonaparte. Oggi si può vederla al British Museum di Londra.
MC – Come è stata scoperta questa stele, mi spiego... durante uno scavo, per caso o...
I - Il ritrovamento è attribuito al capitano francese Pierre-François Bouchard che la trovò nella città portuale di Rosetta, nel delta del Nilo, il 15 luglio 1799. Fu trovata mentre erano in corso i lavori di riparazione del forte di Rosetta.
In realtà però Bouchard non trovò personalmente la Stele, il merito fu di un soldato, di cui non si ricorda il nome, a rinvenirla durante i lavori.
Bouchard ne capì l'importanza e la mostrò al generale Jacques François Menou, il quale la portò ad Alessandria.
MC – La mitologia egizia è molto varia, ti va di accennarla...
I – Oh sì, è una mitologia complessa e particolare. Si tratta di una religione zoolatrica (cioè consideravano gli animali la manifestazione delle divinità) e ha origine molto antica, che si perde nella preistoria.
MC – Il culto dei morti in cosa consiste?
I – Gli egizi credevano che la vita continuasse dopo la morte, quindi imbalsamavano i morti (creando così le famose mummie), o almeno i faraoni e le persone ricche, perché era un procedimento molto costoso poiché il corpo doveva rimanere integro (vi risparmio i dettagli, non vorrei che qualcuno avesse… diciamo, lo stomaco delicato), per essere identificabile anche nel mondo dei morti.
Per gli altri c’era una procedura simile, ma molto più semplificata, e poi la mummia era sepolta in una tomba comune nella necropoli.
L’anima del morto, accompagnata dal Dio Anubis, faceva un lungo e pericoloso viaggio, fino a giungere da Osiride. Qui il cuore del morto veniva pesato sul piatto di una bilancia, con contrappeso una piuma di Maat. Maat era la personificazione della verità, della giustizia, della rettitudine e dell'ordine del cosmo.
Se il cuore e la piuma avevano lo stesso peso, l’anima avrebbe potuto accedere alla vita eterna divenendo maa-kheru; al contrario se il cuore fossero risultato più pesante, Ammit (la "Divoratrice"), l'avrebbe divorato distruggendo lo spirito del defunto.
MC – Argomento affascinate. Mi fermo qui con le domande, ma preparati che ne ho molte ancora da molte da farti. Il nostro viaggio è solo all’inizio.
I – Lo so.
MC – Non ci resta che dare appuntamento ai nostri amici viaggiatori al prossimo viaggio che faremmo insieme.
- caratteri fonetici: monolitteri (detti "alfabeto" perché rappresentano quasi tutti fonemi dell'egizio), bilitteri (due consonanti) e trilitteri (tre consonanti). L'uso più comune dei monolitteri è quello di complementi fonetici, ossia quello di accompagnare bilitteri e trilitteri esprimendo uno o più dei fonemi che li compongono con lo scopo di suggerirne la pronuncia; i complementi fonetici, in quanto meri suggerimenti, non si pronunciano.
- logogrammi (o ideogrammi), rappresentanti una parola.
- determinativi, i quali indicano la categoria semantica di una parola. Dal nostro punto di vista possono sembrare di scarsa utilità, ma in realtà il loro ruolo è cruciale in una scrittura in cui, mancando le vocali, una parola deve essere decodificata prima di essere letta; inoltre, dal momento che i geroglifici non lasciano spazi fra una parola e l'altra, fungono da separatori agevolando l'individuazione delle parole.
I – La stele di Rosetta riporta un'iscrizione divisa in tre registri, per tre differenti grafie: geroglifici, demotico e greco antico, ed è proprio grazie alla presenza del greco che si ha avuto il modo di decifrare i geroglifici. Fu scoperta nel 1799, a Rashid, da Pierre-François Bouchard, capitano nella campagna d'Egitto di Napoleone Bonaparte. Oggi si può vederla al British Museum di Londra.
MC – Come è stata scoperta questa stele, mi spiego... durante uno scavo, per caso o...
I - Il ritrovamento è attribuito al capitano francese Pierre-François Bouchard che la trovò nella città portuale di Rosetta, nel delta del Nilo, il 15 luglio 1799. Fu trovata mentre erano in corso i lavori di riparazione del forte di Rosetta.
In realtà però Bouchard non trovò personalmente la Stele, il merito fu di un soldato, di cui non si ricorda il nome, a rinvenirla durante i lavori.
Bouchard ne capì l'importanza e la mostrò al generale Jacques François Menou, il quale la portò ad Alessandria.
MC – La mitologia egizia è molto varia, ti va di accennarla...
I – Oh sì, è una mitologia complessa e particolare. Si tratta di una religione zoolatrica (cioè consideravano gli animali la manifestazione delle divinità) e ha origine molto antica, che si perde nella preistoria.
MC – Il culto dei morti in cosa consiste?
I – Gli egizi credevano che la vita continuasse dopo la morte, quindi imbalsamavano i morti (creando così le famose mummie), o almeno i faraoni e le persone ricche, perché era un procedimento molto costoso poiché il corpo doveva rimanere integro (vi risparmio i dettagli, non vorrei che qualcuno avesse… diciamo, lo stomaco delicato), per essere identificabile anche nel mondo dei morti.
Per gli altri c’era una procedura simile, ma molto più semplificata, e poi la mummia era sepolta in una tomba comune nella necropoli.
L’anima del morto, accompagnata dal Dio Anubis, faceva un lungo e pericoloso viaggio, fino a giungere da Osiride. Qui il cuore del morto veniva pesato sul piatto di una bilancia, con contrappeso una piuma di Maat. Maat era la personificazione della verità, della giustizia, della rettitudine e dell'ordine del cosmo.
Se il cuore e la piuma avevano lo stesso peso, l’anima avrebbe potuto accedere alla vita eterna divenendo maa-kheru; al contrario se il cuore fossero risultato più pesante, Ammit (la "Divoratrice"), l'avrebbe divorato distruggendo lo spirito del defunto.
MC – Argomento affascinate. Mi fermo qui con le domande, ma preparati che ne ho molte ancora da molte da farti. Il nostro viaggio è solo all’inizio.
I – Lo so.
MC – Non ci resta che dare appuntamento ai nostri amici viaggiatori al prossimo viaggio che faremmo insieme.
.png)
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.