Il viaggio che faremmo oggi con Ilaria non sarà troppo lungo, per cui mettetevi comodi perché andiamo a Tarquinia.
MC – Abbiamo parlato di Necropoli in precedenza, secondo te, quali sono le più conosciute...
I – Buon viaggio a tutti. Secondo me direi le Necropoli di Tarquinia. Le più note sono quella dei Monterozzi, del Calvario, della Doganaccia, di San Savino, la Ara della Regina, quella dell'Infernaccio e ldel fondo Scataglini.
Quella dei Monterozzi racchiude un gran numero di tombe a tumulo con camere scavate nella roccia, nelle quali è conservata una straordinaria serie di affreschi, che rappresentano il più cospicuo nucleo pittorico di arte etrusca.
Le necropoli fanno parte anche del patrimonio dell'umanità UNESCO dal 2004.
MC – Sono quelle in cui sono stati fatti più scavi e dove si sono trovati reperti importanti?
I – Non lo so, ma in tutti i siti etruschi sono stati rinvenuti resti e reperti oggetto di studi da decenni.
MC – Di solito quanto sono grandi le necropoli e come sono fatte?
I – La tomba era concepita come una nuova casa, dotata di corredo di abiti, ornamenti, oggetti d'uso quotidiano, scorte di cibi e bevande, tutto ciò che al defunto avrebbe potuto servire. Il resto era un arricchimento, che variava in base al rango sociale e alle possibilità economiche, si poteva dunque dare un aspetto della casa, con suppellettili, arredi e anche affrescarla sulle pareti con scene della vita quotidiana o dei momenti più significativi.
MC – So che erano molto grandi e variavano se il defunto era più o meno ricco o importante?
I – Esatto, variava proprio in base alla disponibilità economica del defunto.
MC – Hanno un posto in cui sorgono oppure è indifferente l’area?
I – Gli Etruschi costruivano le necropoli sotto terra o, se in superficie, le celavano alla vista ricoprendole di tumuli di terra, in genere al di fuori delle cinte murarie cittadine.
MC – Gli etruschi erano un popolo istruito?
I – Avevano una grande cultura artistica: pittura, architettura, scultura, anche oreficeria, musica e danza.
MC - La trinità composta da Tinia, Uni e Menerva, cosa rappresenta è chi sono queste tre figure?
I – Tinia corrisponde a Zeus/Giove; Uni a Era/Giunone; Menerva ad Atena//Minerva. Queste sono le divinità principali.
MC – Perché la divinità Voltumna era legata al sottosuolo?
I – Sia perché era il Dio della terra e sia perché considerata una divinità ctonia e quindi questa categoria è legata al sottosuolo.
MC – Cosa intendi per divinità ctonia?
I – Le divinità ctonie sono le divinità legate al sottosuolo, in qualsiasi mitologia.
MC – È un popolo che ha inventato molte cose, quali tra queste le troviamo ancor oggi nella nostra quotidianità?
I – Beh, l'acquedotto con fognature e l’arco a volta.
MC – Hai qualche leggenda da raccontarci?
I – C’è la leggenda di Tagete. La leggenda narra che un giorno un contadino, mentre arava la terra, vide una zolla sollevarsi dal solco e assumere le sembianze di un fanciullo. Lo chiamò Tagete. Il fanciullo dimostrò subito di avere grande saggezza e virtù profetiche. La sua vita durò solo il tempo necessario per insegnare agli Etruschi, accorsi sul luogo dove era nato, l'arte di predire il futuro, scomparendo poche ore dopo la sua miracolosa apparizione.
Le norme da lui dettate furono trascritte e raggruppate in tre serie di libri sacri (gli Aruspicini, i Fulgurali e i Rituali). Questi testi costituirono i punti essenziali della religione etrusca: l'importanza della divinazione che permetteva di interpretare la volontà degli Dei e la necessità di istituire un preciso rituale per ogni circostanza della vita sia pubblica che privata.
MC – Hai qualcosa da aggiungere?
I – No, credo di aver detto tutto!
MC – Grazie, sei un pozzo di informazioni. Non ci resta che dare appuntamento alla prossima tappa ai nostri amici viaggiatori.
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