lunedì 5 ottobre 2026

In carrozza con Ilaria Vecchietti per parlare della mitologia giapponese (2)

 

Siamo ancora in compagnia di Ilaria in viaggio per il Giappone.

MC –  Ci sono più di otto milioni di Kami (parola giapponese per "spirito", "nume" o "divinità"), ma perché hanno così tanti Kami in Giappone?

I – Il concetto di Kami è in continua evoluzione, anche se sempre presente nella vita giapponese. All’inizio erano spiriti terrestri, adorati come Dei della terra (montagne) e del mare. Poi divennero  anche pioggia, terra e riso. I conflitti sociali e politici hanno in seguito sviluppato nuovi tipi di Kami, in particolare il  goryo-shin: spiriti vendicativi dei morti le cui vite sono state spezzate presto. Quindi il pantheon dei Kami si è evoluto e ampliato in base ai bisogni della gente. Ci sono ad esempio anche Kami legati alla salute, per tutte le malattie, banalmente anche  Kami dei foruncoli.

Molto interessante è un altro concetto: si dice che ci sono Yaoyorozu-no-kami (八百万の神), ossia "otto-milioni-di-kami"; in giapponese, questo numero ha il concetto di infinito.  

MC – C’è differenza tra quelli maschili e femminili?

I – Come spiriti non si ha una grande distinzione, anche Kami vale sia per maschio sia  femmina. Interessante è la parola megami (女神), per indicare proprio un Kami femminile,  ed è una tradizione abbastanza nuova.

MC – Perché preferiscono definirli in maniera “irreale” i loro miti?

I – Forse per mantenere un’aura magia, è una mia opinione comunque.

MC – Secondo te perché lo Shintoismo non prevede dogmi vincolanti?

I – Forse perché lo scopo principale di questa religione è trovare un’armonia nella vita, al contrario  di molte altre che considerano “la vita” una sorta di preparazione a qualunque cosa ci sia dopo la morte.

MC – Lo shintai, un oggetto simbolico in cui risiede il Kami, che forma ha?

I – Lo shintai è la manifestazione materiale della divinità e può essere qualsiasi cosa, un oggetto o anche elemento della natura come una montagna, una roccia, un albero o una cascata.

MC – Ci sono differenze tra Kami maschili e femminili?

I – Sì, ci sono Kami maschili e Kami femminili. O anche come Inari (Kami della fertilità,  del riso, dell'agricoltura, delle volpi, dell'industria e del successo terreno) che a volte è rappresentato anche in modo androgino.

MC – Le persone che rapporto hanno con i Kami, con i Demoni e con le altre loro “divinità” nella vita di tutti i giorni.

I – Nello Shintoismo è molta profonda la venerazione, considerata un atto puro e sincero. Il rito shintoista tende a soddisfare i sensi dell'uomo e ad armonizzare e pacificare la mente. Le cerimonie sono volte a manifestare riverenza e ammirazione nei confronti della grandezza infinita dei Kami, ma anche, e non da meno, lo scopo di rendere l'uomo cosciente della verità che lo circonda, facendone scaturire pace e armonia.

 MC – Ci racconti come è nato il Giappone nel libro Kojiki?

I – Sì, con piacere! Il mondo era un caos, materia informe immersa nel silenzio assoluto. Si udì poi un suono: erano le particelle che si cominciarono a muovere e spostare verso l’alto  insieme alla luce. Ma quest’ultima più veloce, la materia rimase più in basso formando il cielo e le nubi. Le particelle più in basso formarono invece la terra. Apparvero tre divinità: Amenominakanushi, Takamimusubi e Kamimusubi, seguite poi da  Umashi-ashi-kabi-hikoji e Ame-no-toko-tachi. Queste furono le prime cinque divinità  del pantheon shintoista.

Emersero poi altre divinità, all’ultima coppia, Izanami (lei) e Izanagi (lui), fu affidato il  compito di generare il Giappone. Izanagi e Izanami ricevettero una lancia sacra ricoperta di gemme preziose, che usarono per  muovere la massa informe di particelle che formavano la terra. Dalle gocce d’acqua salata che  caddero dalla punta della lancia si formò la prima isola: Onogoroshima. Lì discesero ed eressero una colonna sacra e un’ampia dimora.

Il lavoro era appena iniziato: il mondo era ancora una massa di acqua senza forma, non esistevano  piante, animali, né altre creature viventi. Izanagi e Izanami cominciarono a riflettere su come proseguire la loro opera di creazione,  chiedendosi anche perché furono scelti loro due.

E iniziò una divertente discussione, quando cominciarono a scoprire i loro corpi.

― Il mio corpo è compatto e ben fatto ― ella rispose. ― In un sol punto esso presenta una strana rientranza.
― Anche il mio corpo è compatto e ben fatto ― fece lui. ― Ma in un sol punto presenta una strana sporgenza. Tutto ciò, io credo, non può essere senza un motivo. Ascoltami bene, sorella. Se mettessimo la parte del mio corpo che sporge in quella parte del tuo corpo che rientra, che cosa credi che accadrebbe?
― Proviamo ― disse Izanami.

Decisero di girare intorno alla colonna: Izanami andò verso destra, Izanagi verso sinistra. Quando si incontrarono Izanami prese la parola per prima, elogiando la bellezza di Izanagi, il quale ricambiò il complimento, ma l’ammonì per aver parlato per prima. Ebbero così un figlio, Hiroko, deforme e mostruoso, così lo abbandonarono alla corrente delle acque. Le due divinità si recarono da Takamagahara per chiedere spiegazioni: il motivo fu perché a parlare per prima fu lei, doveva essere il maschio a farlo… non chiedermi il perché, se non per la solita discriminazione di genere e sottomissione della donna (però se ci si pensa bene, in Giappone è ancora in vigore la legge salica, la quale vieta alle donne di ascendere al trono imperiale).
 
Comunque, tornando al mito, fecero come era stato detto nel modo corretto. Izanami rimase nuovamente incinta e i figli nacquero grandi e possenti. Essi proseguirono l'opera di creazione dei loro genitori formando altre otto grandi isole: 
  • L'isola di Awaji-no-ho-no-sa-wake [Awaji];
  • L'isola di Ō-ya-shima-kuni [lo Shikoku];
  • L'arcipelago di Oki-no-mitsuko [le tre isole Chiburi, Nishi, Naka];
  • L'isola di Tsukushi [il Kyūshū];
  • L'isola di Iki;
  • L'isola di Ame-no-sa-te-yori-hime [l'isola di Tsushima];
  • L'isola di Sadō;
  • L'isola di Ō-Yamato-toyo-akitsu [l'Honshū].
Tutte queste isole formarono lo Ō-ya-shima-kuni, il «Paese delle Otto Grandi Isole». A queste si aggiunsero poi altre sei isole minori… così fu creata la divina terra di Yamato, il Giappone.

MC – Credo che il nostro viaggio sarà ancora lungo e interessante in quesot paese.

I – Mi sa di sì.

MC – Alla prossima e grazie viaggiatori di essere sempre in nostra compagnia.

 

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.