lunedì 7 settembre 2026

In carrozza con Ilaria Vecchietti per parlare della mitologia giapponese (1)



Oggi prenderemo il treno per il Giappone per parlare un po’ della sua mitologia.

MC – Al «Paese delle Otto Grandi Isole» si aggiunsero poi altre sei isole minori… così fu creata la divina terra di Yamato, il Giappone. Giusto? Ti andrebbe di parlarci un po’ di queste isole?

I – Esatto, si parla proprio delle isole che compongono il Giappone. Le otto Grandi Isole sono:
  • L'isola di Awaji-no-ho-no-sa-wake [Awaji];
  • L'isola di Ō-ya-shima-kuni [lo Shikoku];
  • L'arcipelago di Oki-no-mitsuko [le tre isole Chiburi, Nishi, Naka];
  • L'isola di Tsukushi [il Kyūshū];
  • L'isola di Iki;
  • L'isola di Ame-no-sa-te-yori-hime [l'isola di Tsushima];
  • L'isola di Sadō;
  • L'isola di Ō-Yamato-toyo-akitsu [l'Honshū].
MC - Interessante è notare che, per un qualche motivo, Hokkaidō, Chishima, Karafuto e Okinawa non facevano parte del Giappone nell'antichità.

I - Infatti oggi sono cinque le “grandi isole” e il Giappone è un arcipelago di 14125 isole. Otto semmai possono essere considerate le regioni.

MC – C’è un legame tra queste isole e Kami?

I – Ogni isola dovrebbe corrispondere a un Kami. Non so bene identificarli perché ci sono poche fonti, e spesso in giapponese.

MC – Conosci qualche leggenda legata ai Kami maschili e femminili?

I – Posso parlare dello Yomi, la terra dei morti, visitata da Izanagi dopo la scomparsa della sua metà femminile. Qui il Kami riscontrò poche differenze rispetto al mondo normale. L’oltretomba era solo caratterizzato da una perenne oscurità. Trovata Izanami, ma non potendola riportare in vita, Izanagi decise di non darle retta e tentare lo stesso di salvarla. Dopo averle illuminato il volto, però, si rese conto dello stato di decomposizione del suo corpo, scappando. La moglie offesa prese a seguirlo assieme a delle shikome, le arpie incaricate di intrappolarlo nel regno dei morti. Grazie a una serie di escamotage, Izanagi riuscì a tornare all’entrata dello Yomi e a chiudere la porta con un grosso masso. La moglie lo minacciò dicendo che avrebbe ucciso mille persone al giorno per vendetta e lui rispose che, al contrario, ne avrebbe fatte nascere altrettante, dando così il via al ciclo di vita e morte che domina il mondo.

MC – Nel Giappone moderno che rapporto c’è con le tradizioni, i Kami e la loro religione?

I – Nonostante il Giappone sia una nazione proiettata sempre di più verso un futuro tecnologico e occidentalizzato, la religione e i Kami trovano ancora posto nel quotidiano e nel loro folklore, infatti i giapponesi sono molto legati alle tradizioni.

MC – Che tipo di religione troviamo in Giappone?

I – Le religioni maggiormente diffuse in Giappone sono lo shintoismo e il buddhismo. Possiamo dire che lo shintoismo è la religione autoctona; il buddhismo arrivò in Giappone nei primi anni del VI secolo.

MC – Secondo te, come mai queste due tipo di religioni hanno avuto più successo di altri in questa isola?

I – Non ho certezze, ma essendo un’isola (o meglio più isole) e trovandosi all’estremo oriente, ci sono stati pochi contatti con le altre popolazioni, così non hanno influenzato il loro mondo.

MC – Ti va di parlarci un po’ di più della religione Shintoismo?

I – È una religione di natura politeista e animista, con tratti sciamanici. Come abbiamo già detto, prevede l'adorazione dei "Kami". La vita dopo la morte non è una preoccupazione, infatti mira piuttosto a trovare l'armonia durante la vita terrena, infatti non possiede dogmi vincolanti. Piuttosto è un insieme di rituali e metodi, intesi a mediare le relazioni tra gli esseri umani e i Kami, una caratteristica semplice ed efficace, che gli ha consentono di sopravvivere, facendone una religione importante e millenaria. Lo Shintoismo presenta un'infinità di insegnamenti positivi, che nascono anche come conseguenze dei suoi precetti fondamentali. Una prima regola etica è la disponibilità verso gli altri. Insegna che l'uomo deve sempre offrirsi per aiutare il prossimo, caritatevolmente, sinceramente e amorevolmente, per mantenere l'armonia e il benessere nella società. Insegna il contenimento dell'egoismo e dell'egocentrismo, promuovendo l'umiltà.

Quattro Affermazioni che esprimono tutto lo spirito etico di questa religione:
  • La famiglia è il nucleo principale della vita di una persona, è il gruppo in cui e attraverso cui una persona cresce, e da cui eredita un approccio e una visione del mondo ben precisi. Di conseguenza a questa grande importanza, il nucleo familiare è un fondamento necessario al benessere dell'individuo, e come tale va tutelato ed in particolare mantenuto armonico.
  • La natura è sacra, in quanto espressione del divino; conservare un contatto con essa comporta il raggiungimento della completezza e della felicità, e significa mantenersi vicino ai kami. Come tale la natura va rispettata, venerata e soprattutto tutelata, poiché è da essa che deriva l'equilibrio della vita.
  • La pulizia è un componente essenziale dello Shintoismo, pulizia consente purezza, e la purezza è una delle massime virtù. La pulizia è essenziale per condurre una vita armoniosa: il fedele shintoista ne fa largo uso, sia su sé stesso che negli ambienti in cui vive; i templi shintoisti vengono tenuti sempre impeccabilmente puliti dai sacerdoti.
  • I matsuri sono i festival dedicati ai kami. In questi giorni il fedele shintoista prega nei templi, o nella propria casa. Per festeggiare le divinità, vengono allestiti feste, processioni e banchetti. I matsuri vengono organizzati dai templi o dalle comunità. Queste feste sono parecchie durante l'anno e vanno da quelle più importanti e nazionali a quelle dei piccoli paesi. I giorni normali sono chiamati ke ("giorno") e quelli di festa sono detti hare ("soleggiato" o semplicemente "buono").
MC – Ci sono tradizioni legate a questa religione particolari?

I – Come appena detto sopra ci sono i Matsuri: le feste shintoiste legate ai Kami. Ce ne sono diverse per le varie città. Una delle principali caratteristiche sono le processioni, le quali partono dai vari jinja (神社) per poi attraversare la città trasportando la statua del Kami del santuario locale grazie a particolari portantine chiamate mikoshi (神輿). È l'unico momento dell'anno in cui il Kami lascia il santuario per essere portato in giro per la città.

MC – Cosa vuoi aggiungere?

I – Penso che abbiamo detto tutto, ma se hai ancora domande o ne hanno i tuoi lettori, sono qui.

MC – Certo, se i viaggiatori che ci accompagnano vogliono sapere qualcosa... sono i benvenuti.

I – Non aspetto altro.

MC - Magari più avanti potremo parlare di altre cose, come le processioni. Per adesso non mi rimane che ringraziarti e.... Non siate timidi nel chiedere, viaggiatori.



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