Ringrazio Marco Cazzella per la bella recensione che ha fatto al mio libro nel Blog Collettivo la penna d’oca,
Grazie e buona lettura.
“L’INCIDENTE” di Maria Cristina Buoso. Recensione di Marco Cazzella.
11 Marzo 2026
(PlaceBook Publishing, 2022)
Dopo: “Vernissage, l’intimità di un quadro”, Maria Cristina Buoso torna con un nuovo episodio dei suoi avvincenti polizieschi. Scritto sempre in terza persona e ambientato per ovvi motivi nuovamente a Treviso, la storia vede come protagonista Alberto, un uomo qualunque che in una giornata come tante subisce un incidente autostradale e si ritrova a lottare tra la vita e la morte in ospedale. Qui, durante un’esperienza di pre-morte, assiste a un omicidio, mettendo in moto una serie di sequenze che lo porteranno a vivere un’insolita avventura.
Il racconto, seppure non sia il seguito diretto del precedente romanzo, prende in prestito alcuni dettagli, pertanto suggerisco di approfondire anche “Vernissage” . Ritroveremo il simpatico capo ispettore Ginevra Lorenzi, diventata capo ispettore superiore grazie alla risoluzione di quel caso, ma anche la pittrice Eva e Allegri. I nuovi personaggi che fanno da contorno sono invece Ida, la moglie del protagonista, la simpatica Elvira, e il burbero vecchietto col cane Ugo.
Il racconto è un mix tra poliziesco e paranormal visto che, oltre all’indagine, questa volta l’autrice stupisce con l’inserimento di particolari esoterici, ben documentati; difatti i vari personaggi del libro, prima di affrontare questo argomento, si documentano con testi sulla proiezione astrale e le esperienze di pre-morte. Anche la sezione in cui compare Elvira è ben descritta, con le sue spiegazioni della cultura nordica.
Ma il libro non contiene soltanto questo, poiché l’autrice ha voluto parlare anche di un argomento impegnativo e delicato come la tratta delle bianche, ovvero lo sfruttamento di alcune ragazzine per la prostituzione. Lo fa in maniera seria ma mai eccessiva, anche se l’interprete maschile è un rude, ma è giusto così per la credibilità del personaggio.
A tal proposito i personaggi, sia principali che comparse, sono tutti ben delineati e descritti molto bene, così come i luoghi: in particolar modo il bar che si trova sotto casa del protagonista, dove ricordo con simpatia la scena dei tre vecchetti, oppure i vari appartamenti del condominio al di là della strada.
Sebbene con meno eros del precedente capitolo, sa regalare emozioni da cardiopalma, come ad esempio la scena in cui Ida passa dal suo appartamento a quello del vicino attraverso una balconata. Però al contempo è anche molto dolce, con scene commoventi come quella in cui Eva cerca di rassicurare Ida tenendole le mani.
Direi una storia basata più sulla ricerca che sull’azione, eppure riesce a incollare il lettore alle pagine per sapere come andrà a finire. A tal proposito la conclusione è corretta, ma più lenta rispetto al libro precedente, e forse soltanto per questo lascia un po’ di amaro in bocca, perché vedendo come si era risolto il caso scorso, ci si aspetta un finale simile, invece…
In definitiva: una bella storia originale che mischia il soprannaturale con eventi reali e di cronaca, carica di tensione in alcuni punti, emotiva e sentimentale in altri, e che consiglio a tutti gli amanti del poliziesco e del paranormal.


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