lunedì 18 maggio 2026

In carrozza con Ilaria Vecchietti per parlare di Ercole, Eracle

 

Questa sera prenderemo un treno notturno che ci porterà in Grecia e precisamente  a Tirinto, situata nel settore sud-orientale della piana di Argo e patrimonio dell'UNESCO. Della città in verità rimangono soltanto alcuni resti archeologici: le mura e le rovine del Palazzo reale, una necropoli di tombe a camera arricchite da corredi di ceramica e sorseggeremmo un calice di vino di Agiorgitiko, soprannominato il "Sangue di Ercole", e saremo in compagnia di Ilaria.

MC – A proposito, perché si chiama così?

I – Una leggenda narra che il famoso eroe greco, dopo che uccise il leone di Nemea, bevve questo vino. Alcune versioni invece dicono che lo bevve prima della “fatica”.
Un'altra leggenda dice che era anche il vino preferito del re Agamennone, che guidò gli Achei durante la guerra di Troia.

MC – La volta precedente hai nominato il mito di Eracle, di cosa si tratta?

I – Eracle, o più conosciuto con il nome romano Ercole, è forse il più possente di tutti gli semidei (nati quindi da un genitore divino e uno mortale), poiché dotato di una forza pazzesca.

Il padre era Zeus, la madre la mortale Alcmena. Il mito di Eracle inizia ancora prima della sua nascita. Zeus si era innamorate di Alcmena e così, mentre il marito era assente, ne prese le sembianze… e beh, il mito dice che la loro notte durò ben tre “notti”. Da questa unione nacque Eracle… ma appunto ancora prima che nascesse, Zeus si vantò sull’Olimpo della nascita del futuro figlio. Era, moglie-sorella di Zeus, nonché divinità protettrice dell’amore coniugale, gelosa, si vendicò, anche perché non era la prima volta che vedeva l’infedeltà del marito. Dea delle nascite, fece ritardare il parto di Alcmena, così prima della nascita di Eracle, nacque il cugino Euristeo, ottenendo il diritto di regnare su Tirinto.

MC – Ma perché Eracle aveva quell’incredibile forza?

I – Perché Zeus ordinò a Ermes di far bere il “latte divino” al bambino, direttamente dal seno di Era, mentre ella dormiva. Un morso però la destò e del latte cadde nel cielo, così si dice che generò la Via Lattea (mito nel mito). Da qui Era cercò in tutti i modi di uccidere il piccolo Eracle, ma visto che era diventato invincibile e che ricevette gli insegnamenti dai più grandi maestri, fu impossibile per la regina dell’Olimpo eliminarlo. 
La vita del semidio però non fu semplice, partecipò a varie imprese, sempre con Era che non smise mai di tormentarlo… fino a che la Dea, in combutta con Lissa (la personificazione della rabbia), lo fece impazzire. Questa pazzia lo portò a uccidere la moglie e i figli.

Quando la pazzia terminò si rese conto della tragedia, decidendo di suicidarsi. Suo cugino Teseo riuscì a convincerlo a recarsi dall'Oracolo di Delfi, solo lui gli avrebbe detto come espiare la colpa. L’Oracolo quindi gli diede 12 Fatiche da compiere, stabilite dal cugino Euristeo (forse sotto anche il volete di Era).

Le fatiche furono:
Uccidere l'invulnerabile leone di Nemea e portare la sua pelle come trofeo (pelle che poi l’eroe continuò a vestire per proteggersi);
  • Uccidere l'immortale idra di Lerna;
  • Catturare viva la cerva di Cerinea;
  • Catturare vivo il cinghiale di Erimanto;
  • Ripulire in un giorno le stalle di Augia dal letame;
  • Disperdere gli uccelli del lago Stinfalo;
  • Catturare vivo il toro di Creta (alcuni lo identificano anche con il Minotauro);
  • Rubare le cavalle di Diomede;
  • Impossessarsi della cintura di Ippolita, la regina delle Amazzoni;
  • Rubare i buoi di Gerione;
  • Rubare i pomi d'oro del giardino delle Esperidi;
  • Portare vivo Cerbero, il cane a tre teste guardiano degli Inferi, a Micene.
Eracle naturalmente riuscì a portare a termine tutte le fatiche, guadagnandosi l'immortalità e il posto sull’Olimpo.

MC – Di sicuro Zeus non era un Dio che rispettava molto le mogli degli altri e non solo....

I – Beh, io direi che è più giusto dire che non rispettava sua moglie. Zeus si è accoppiato praticamente con ogni donna, divinità, umana, titanide, ninfa, e chi sa con chi altra. E con diverse usò anche strategie inimmaginabili, come appunto per la storia di Eracle; oppure si trasformò in un toro o in un cigno.

E pensate, come detto fu il padre di Eracle, ma era anche il padre di Perseo, e quest’ultimo era il bisnonno di Eracle. Sono un grande pasticcio le discendenze mitologiche. Comunque anche Perseo ha una bella storia.

MC – Zeus è mai stato “punito” da sua moglie?

I – Che sappia io, solo nel cartone di Pollon, dove Era lo rincorreva per tutto l’Olimpo, scagliandogli le sue stesse saette. Nei miti classici non ho mai letto nulla, se la prendeva solo con le amanti e i figli del marito. Forse perché Zeus era il più potente delle divinità, gli aveva salvati da Crono ed era considerato il capo degli Dei.

MC – Tornando a Eracle, perché era definito eroe divino?

I – Può essere per due motivi:
  • Il primo perché, come ho detto primo, è figlio di Zeus, quindi è un semidio;
  • Il secondo è per l’ultima impresa che compì.
Eracle si innamorò di Deianira, ma fu rapita dal centauro Nesso. Eracle riuscì a ucciderlo, trafiggendolo con una freccia avvelenata. Il centauro, prima di spirare, sussurrò a Deianira di inzuppare un vestito nel suo sangue, così sarebbe stato magico e avrebbe rinvigorito l’amore di Eracle per lei… ma lei non sapeva che il sangue del centauro fosse avvelenato. Attuò così l’incantesimo quando vide Eracle con Iole, una vecchia amante dell’eroe (ma che egli scortava solo come ostaggio). Eracle indossò il vestito avvelenato… che penetrò nella carne. Non ci fu nulla da fare per lui, Eracle stesso sradicò degli alberi per costruire una pira. Quando la pira iniziò ad arde si manifestò Zeus, che portò il figlio con sé sul monte Olimpo, dove ricevette la divinità guadagnata dalle 12 fatiche… e sposò anche Ebe, la coppiera divina.

MC – L’argomento è veramente sempre più interessante, che dici proseguiamo? Ammetto che sono curiosa di conoscere altre cose in materia di Mitologia.

I – Certamente, quando vuoi, io sono felicissima di parlarvi di altri miti

MC - Lo immaginavo. Scendiamo che sono curiosa di visitare questa città.

I - Bene, so io dove portarti.

MC - Allora andiamo. Buona serata viaggiatori.


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