In carrozza con Marino Målima Peiretti per parlare delle frequenze
Amici viaggiatori mettetevi comodi perché con Marino faremmo un po’ di viaggi nel mondo della musica. Eccolo arrivare con la sua chitarra.
Tutti in carrozza.
MC – Ciao. Sono felice che tu abbia accettato di portarci nel tuo mondo “musicale”, credo che faremmo un po’ di viaggi insieme perché ci sono tante cose di cui mi piacerebbe parlare con te. Ma prima che il treno parta... quale destinazione hai in programma per noi e perché questa scelta?
Marino – Una destinazione “segreta” ma molto interessante, che si svelerà passo passo… (ok, sono curiosa)
MC - Ti va di parlandoci del tuo percorso musicale e di come sei arrivato a musica terapia.
M – A questa domanda dovrò fornire una risposta che percorre una duplice via. Tuttavia, dato che le due domande a seguire sono piuttosto inerenti, si potrà dedurre facilmente da esse. (Enigmatico)
MC - Cosa ti ha portato a studiare il Jazz?
M - Il desiderio di libertà in primis. Considero il Jazz, in particolar modo quello Contemporaneo e quindi slegato dallo Swing, per intenderci, e la Musica Improvvisata i generi Musicali più liberi in assoluto. Per il semplice fatto che il primo contempla l’improvvisazione e il secondo la vive come essenza. Quindi è impossibile che un brano venga ripetuto due volte in modo identico.
MC – Come è nata la musica terapia?
M – Dal mio “lavoro” in ambito Diversamente Abili. Con uno di loro, costretto alla carrozzina da un vaccino, ma molto vispo dal punto di vista intellettuale, ci siamo avvicinati in particolare ai Battimenti Binaurali per ridurre le distonie, movimenti incontrollati e tremori, che lo affliggevano. Non avevamo il denaro necessario per acquistare le Brain Machine dell’Istituto Monroe, quindi ne abbiamo studiato i principi e realizzato i primi brani. Poi ho continuato in autonomia perfezionando sempre più. (complimenti)
MC – C’è un legame tra Jazz e musica terapia?
M - Questa è una splendida domanda. In effetti si. Dato che i Battimenti Binaurali conducono alla Sincronizzazione degli Emisferi cerebrali e l’Improvvisazione del Jazz genera un effetto molto simile, direi che questo è il legame. Naturalmente sto parlando di Improvvisazione reale, vera, non di una serie di esercizi propinati per mostrare un certo livello tecnico.
MC – In Italia la musica terapia è utilizzata solo nel privato o anche in strutture pubbliche, se si dove?
M – Sempre più anche in strutture pubbliche. In un paio di Ospedali Milanesi viene diffusa Musica a 432Hz in tal pre e post operatoria, in quanto gli studi evidenziano ormai chiaramente i suoi benefici. Essa infatti influisce le molecole dell’acqua e di conseguenza il benessere biologico e fisiologico dei pazienti.
MC – Ci sono patologie in cui è consigliata più di altre e perché?
M – Qui il discorso si fa un pò complesso. Oggi le Neuroscienze e l’Epigenetica ci indicano che la patologia in sé è sempre relazionata all’aspetto psicologico ed emotivo. Per cui, a mio parere, è un ottima soluzione curare per prima la mente e poi il corpo, cosa già contemplata da Pitagora. Quindi, al primo posto metterei le patologie psichiche, come lo stress ad esempio, per arrivare poi fino a quelle che riguardano il corpo o i suoi organi. Io stesso ne usufruisco.
MC – Il percorso che viene fatto è seguito da un medico oppure è il musicista che decide come approcciarsi al paziente con la musica e ha un minimo di sedute o viene di volta in volta deciso in base alla situazione da trattare?
M – Se il Medico è informato e di vedute, diciamo, aperte è sempre un supporto utile, non indispensabile ma utile. Non esiste un minimo di sedute in quanto ogni paziente reagisce secondo i suoi tempi e o la gravità della patologia.
MC - Ci sono studi per diventare musicaterapisti?
M – Certo che si, esistono.
MC – Come si fa a capire quale musica è più adatta ad un paziente?
M – Io sono dell’opinione che sia il paziente stesso a scegliere tra le varie proposte, almeno questo è il mio metodo. Visto e considerato che qui stiamo parlando di risonanza, se la o il paziente si trova perfettamente a suo agio, ecco che i risultati sono più celeri e soddisfacenti. Inoltre, penso che non esiste la “medicina” uguale per tutti, perciò mi sono focalizzato sui Battimenti Binaurali e la Musica 432Hz. I Battimenti Binaurali, non sono presenti nel brano, vengono generati dal chi ascolta e quindi in modo personale. Ci saranno sempre delle micro variazioni, quindi ognuno crea la propria “medicina”
MC – ci sono malattie invece che non si possono curare con la musica terapia e quali invece hanno dato esiti positivi o che hanno curato malattie che non si pensava curabili con questa tecnica?
M - E’ necessario essere molto chiari a questo riguardo. Se una o un paziente ha un infarto, ad esempio, nella quasi totalità dei casi è necessario intervenire, in prima istanza, attraverso la Medicina Allopatica. Poi, si può pensare alla Musica come terapia, anche in sostituzione dei farmaci, ad esempio. Per quanto riguarda invece malesseri di portata non così estrema, già come detto, Pitagora dava dei canti come cura. Oggi, con gli strumenti che abbiamo a disposizione, possiamo essere molto specifici e ottenere ottimi risultati. Il vantaggio dei Battimenti Binaurali, inoltre, è quello che ci permettono di migliorare la connessione Cuore- Cervello, e ci permettono di produrre quella gamma di Frequenze che abitualmente produciamo nelle fasi del sonno, con tutti i relativi vantaggi, ma mentendo lo stato di veglia.
Certamente il discorso è molto più ampio e complesso, qui ho sintetizzato per non tediare o scrivere un trattato. Sono sempre comunque felice di approfondire, cosa che faccio sempre personalmente in videochiamata e sarò ben felice di rispondere se avrai domande precise.
Ringrazio comunque te e tutti coloro che leggeranno e auguro a tutti “Buona Vita”.
MC – E’ stato un piacere parlare con te. Vedo che anche ai nostri amici viaggiatori è piaciuta molto, per cui non mi resta che invitarvi al prossimo viaggio... che non svelo di cosa si parlerà.
A presto e buona serata



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