Ringrazio Marco Cazzella per la bella recensione che ha fatto nel Blog Penna d’Oca del mio primo
thriller.
Grazie e buona lettura.
(Balzano Editore, 2021)
Recensione di Marco Cazzella.
Scritto da Maria Cristina Buoso in terza persona e ambientato a Treviso, fa riferimenti a molti altri
luoghi, come Padova, Milano, il Sud America, gli Stati Uniti, Parigi e la Danimarca. Racconta la
storia di Eva, una talentuosa pittrice, seppure incerta nella propria vita privata e artistica, che viene
invitata al vernissage del suo maestro Leo Leopoldi. Qui, incontra Lidia Mexico, una collega artista.
Le due fanno subito amicizia, ma da quel momento in poi la vita di Eva verrà sconvolta, perché il
suo mentore di pittura è stato anche il suo amante, e trovarsi lì le porterà sensazioni e ricordi di
esperienze vissute, sia piacevoli che meno gradite.
Si tratta di un racconto completamente diverso dal resto della ricca bibliografia dell’autrice, poiché
il fulcro di tutta la vicenda ruota attorno all’erotismo: leggero da parte della protagonista e molto
più ardito invece per quanto riguarda la willain. Ovviamente non si parla soltanto di questo nel
libro, la pittura viene descritta in maniera sublime: i vari strumenti per realizzarla, quello che vi è in
questo mondo e ciò che può comportare una volta arrivati al successo artistico.
Eppure tutto questo si può definire uno specchio per le allodole, perché in verità questo romanzo è
un giallo, poliziesco, e bellissimo aggiungerei! A seguito della sparizione di un noto gallerista della
città, compare infatti l’ispettore capo Ginevra Lorenzi e tutto si trasforma, mostrando un lato più
leggero della trama. Quando compare lei ci scappa infatti sempre una risata, come per esempio
durante la propria entrata in scena, quando mentre sta mangiando un bignè, con un morso fa saltare
la crema sporcando il fascicolo che stava leggendo. Oppure quando deve tenere testa ai suoi
colleghi uomini, specie al suo superiore Allegri. Ma d’altro canto, la sua presenza carica il libro di
una tagliente, ma piacevole suspance, che vi terrà incollati alle pagine per sapere se riuscirà a
risolvere il caso e a scoprire il colpevole.
I luoghi, come sempre con la Buoso, sono ben descritti e ambientati, mentre i personaggi sono
caratterizzati magnificamente e si scopre di loro man mano che si legge; nessun flashback a
spezzare il ritmo, semplicemente piacevoli aneddoti che alimentano la curiosità, visto che sono
disseminati un po’ ovunque e bisogna trovarli per leggerli.
Il testo è molto passionale, erotico, sessuale, crudo e violento a volte, senza per questo raggiungere
mai il limite; per via della storia è corretto che l’autrice abbia fatto queste scelte stilistiche.
Ovviamente, però, non è un libro adatto a tutti. Come davanti a un bellissimo quadro, ognuno lo
interpreta in base ai propri gusti.
La trama ci pone di fronte a questa domanda: “Se la nostra vita venisse sconvolta da eventi
traumatici e, per cause non volute, fossimo portati su cattive strade e quindi influenzati dal male che
tanto affascina, riusciremmo a tornare sulla retta via oppure saremmo perduti per sempre?” Il finale
poi è esplosivo e vi lascerà a bocca aperta, facendo battere forte il cuore e lasciandovi senza fiato.
In conclusione: un libro molto forte sessualmente, artistico sotto ogni punto di vista, elettrizzante
dalla prima all’ultima pagina, che merita assolutamente di essere letto e che consiglio a tutti gli
amanti dello spicy, dei gialli e dei polizieschi.
https://collettivolapennadoca.altervista.org/vernissage-lintimita-di-un-quadro-di-maria-cristina-
buoso-recensione-di-marco-cazzella

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