L’amica che ci accompagna nel nostro viaggio molti di voi la conoscono molto bene perché è una presenza fissa del blog con i suoi articoli.
La vedo arrivare con il suo passo veloce e con la mano ci saluta.
MC – Ciao Maria Teresa, sono veramente felice di fare questo viaggio in tua compagnia, vorresti dirci dove andremo e perché hai scelto questa destinazione?
Maria Teresa – Ciao Maria Cristina e grazie per l’invito. Questa intervista ho pensato di farla viaggiando con te in Val d’Orcia a bordo del Treno Natura. Avremo modo di goderci panorami mozzafiato che includono alcuni tra i borghi più suggestivi della nostra meravigliosa Toscana.
MC – Potresti presentarti brevemente per chi ancora non ti conoscesse?
MT – Nelle mie biografie leggerete che sono laureata in giornalismo e in salute olistica (specializzata in naturopatia, omeopatia e alimentazione), che collaboro in qualità di giornalista freelance con varie testate e con blog amici e che sono autrice di varie pubblicazioni, inclusi saggi, romanzi e raccolte di racconti. Di fatto mi considero una persona estremamente creativa e sempre alla ricerca di cose nuove da imparare. Da sempre amo leggere, scrivere, viaggiare e fotografare, ma ho anche altre passioni come disegno, pittura, meditazione, giardinaggio e uncinetto. Mi occupo di cultura a 360°, ma non sono una “tuttologa”, infatti ci sono materie di cui so pochissimo e altre che non mi interessano assolutamente. Sarò una studentessa a vita.
Sono membro di vari Albi professionali, della Comunità di scrittori italo-americani di New York e della China Writers Association.
MC – Piccola curiosità personale: come riesci a conciliare tutti i tuoi interessi e impegni senza impazzire?
MT – Rischi di impazzire quando il tutto lo senti come un peso. Personalmente amo tutte le mie attività e, naturalmente, mi ritaglio anche i miei spazi di tempo, soprattutto quando ne sento il bisogno. Cerco di mantenere un certo equilibrio, insomma. Spesso lavoro fino a 18 ore al giorno. Questo non significa che tutti e 365 giorni dell’anno io li trascorra lavorando a quei ritmi. Fare meditazione, anche trascendentale e Tai Qi/Qi Gong/Shibashi aiuta, così come aiuta camminare e respirare profondamente. (mi sa che ti chiederò di parlarci di Tai Qi e Qi Gong, le sto scoprendo in questo periodo)
MC – Tra tutti i tuoi interessi, ne hai uno a cui sei particolarmente legata e perché?
MT – La lettura e la scrittura perché entrambe mi permettono di vivere un milione di vite, di viaggiare in luoghi conosciuti o sconosciuti e in tempi passati o futuri pur non muovendo un passo. Si tratta di un’esperienza straordinaria. Quando leggo e scrivo entro, di fatto e in maniera del tutto naturale, in una sorta di stato ipnotico, di trance. Mi isolo completamente e mi ritrovo in una dimensione ‘altra’ al di fuori del tempo e dello spazio. A volte salto persino i pasti in quanto non sento neanche il bisogno di mangiare. Divento un tutt’uno con quello che sto leggendo o scrivendo.
MC – Credo che Racconti di Vita e Dintorni sia il primo libro di racconti che scrivi. In cosa è stato diverso da un romanzo normale?
MT – Un racconto si differenzia da un romanzo soprattutto per la lunghezza. Nei romanzi ho approfondito specifici temi e situazioni. Nei racconti ne ho evidenziati alcuni e mi sono focalizzata su quelli. Ogni racconto ha una sua propria vita; il romanzo ha un filo conduttore e una sua logica anche a livello di tempi.
MC – Parlaci del tuo libro e di cosa ti ha spinto a scrivere questi racconti.
MT – Per anni ho scritto diari personali in cui ho annotato eventi vissuti, persone incontrate, esperienze di vita e quant’altro. Vari erano i temi, diversi i personaggi e anche le situazioni che ogni esperienza mi aveva lasciato e le emozioni che mi suscitava rileggendo i miei scritti: dall’autoironia alla comicità, dalla nostalgia alla felicità, dalla commozione all’analisi introspettiva. Ho pensato che sia i personaggi incontrati sia le lezioni intrinseche nelle varie esperienze vissute fossero aspetti universali in cui il lettore avrebbe potuto riconoscersi e dai qualche avrebbero potuto essere stimolato alla riflessione e all’autoanalisi.
MC – Che anima hanno i tuoi racconti?
MT – Hanno un’anima universale in cui ciascuno può riconoscersi, come ho menzionato nella risposta precedente. Ci sono racconti che fanno ridere, altri che commuovono, altri che inducono alla riflessione e spingono il lettore a porsi delle domande. Ognuno di essi mira, in fondo, a ispirare e a motivare.
MC – Perché hai scelto questo titolo?
MT – Il titolo Racconti di Vita e Dintorni, almeno nei miei intenti, ha un doppio significato: uno fisico e uno metaforico. La Vita è intesa come un Grande Puzzle (rappresentato proprio dal termine “Dintorni”), in cui le persone che incontriamo, le esperienze che viviamo e le circostanze in cui ci ritroviamo, in momenti specifici della nostra esistenza, sembrano non avere alcun legame tra loro.
Tuttavia, man mano che questo Grande Puzzle prende forma e la nostra autoconsapevolezza aumenta, riusciamo finalmente a vedere un’immagine nitida della nostra Vita e a comprendere come, al contrario, il Tutto sia collegato a Tutto il resto e come ogni cosa, avvenimento e persona in cui ci siamo imbattuti abbia avuto una sua ragione d’essere.
MC – Come mai hai scelto questa copertina?
MT – La copertina, che rappresenta una foto scattata da me tanti anni fa, vuole essere il mio invito al lettore sia a viaggiare – fisicamente o anche virtualmente o semplicemente con la fantasia – sia a soffermarsi a riflettere e ad ammirare le bellezze che ci circondano, fatte soprattutto di semplicità, e a immortalarle nel proprio cuore prima ancora che nella propria mente.
MC – Piccola curiosità personale, come hai scelto la progressione dei racconti?
MT – Non c’è stato nessuno studio in merito, nessuna pianificazione. Man mano che li sceglievo, li inserivo. Non ho sentito la necessità di applicare una precisa logica nello scegliere l’ordine con cui pubblicare i racconti.
Qualunque fosse stato l’ordine della lista, sarebbe andato bene, a mio modesto avviso.
MC – Tra i vari racconti ne hai uno che hai scritto con più facilità e se sì quale? E ne hai trovato uno che hai avuto difficoltà a terminare?
MT – Assolutamente no. Essendo autobiografici li ho scritti tutti con molta naturalezza e spontaneità, senza alcuna difficoltà.
MC – Tra i vari racconti ne hai uno a cui sei più affezionata?
MT – No, perché ogni racconto è parte della mia Vita e legato a circostanze, persone, eventi ed esperienze che comunque mi hanno arricchita personalmente, culturalmente e spiritualmente consentendomi di imparare tanto degli altri, di me stessa e, soprattutto, della Vita di per sé.
MC – Vorresti raccontarcene qualcuno... così stimoli la curiosità dei lettori?
MT – I racconti spaziano da situazioni in cui mi sono imbattuta a personaggi vari: ogni situazione e ogni persona che ho menzionato nella raccolta mi ha insegnato qualcosa. Attraverso la lettura personale del libro, il lettore deciderà per sé cosa lo attira di quel racconto o personaggio, in che modo quel materiale lo ispira, lo motiva, gli insegna qualcosa e lo arricchisce culturalmente e spiritualmente.
MC – Ho un’altra piccola curiosità. Secondo te, questo libro è stato accolto in maniera diversa dai lettori americani rispetto a quelli italiani?
MT – No. È stato accolto molto bene in tutto il Mondo da persone di ogni etnia, Paese, lingua e cultura perché le esperienze riportate, i sentimenti e le emozioni che proviamo quali esseri viventi e i principi che regolano la nostra Vita sono universali, quindi ognuno può riconoscersi in questa raccolta di racconti e, leggendola, ritrovare se stesso/a. (sono felice per te)
MC – Scriverai un altro libri di racconti e, se sì, hai già una idea di cosa scrivere?
MT – Sì. Sto ultimando una seconda raccolta di racconti che spero di pubblicare a breve e di presentare ai nostri lettori quanto prima.
MC – Potresti presentarti brevemente per chi ancora non ti conoscesse?
MT – Nelle mie biografie leggerete che sono laureata in giornalismo e in salute olistica (specializzata in naturopatia, omeopatia e alimentazione), che collaboro in qualità di giornalista freelance con varie testate e con blog amici e che sono autrice di varie pubblicazioni, inclusi saggi, romanzi e raccolte di racconti. Di fatto mi considero una persona estremamente creativa e sempre alla ricerca di cose nuove da imparare. Da sempre amo leggere, scrivere, viaggiare e fotografare, ma ho anche altre passioni come disegno, pittura, meditazione, giardinaggio e uncinetto. Mi occupo di cultura a 360°, ma non sono una “tuttologa”, infatti ci sono materie di cui so pochissimo e altre che non mi interessano assolutamente. Sarò una studentessa a vita.
Sono membro di vari Albi professionali, della Comunità di scrittori italo-americani di New York e della China Writers Association.
MC – Piccola curiosità personale: come riesci a conciliare tutti i tuoi interessi e impegni senza impazzire?
MT – Rischi di impazzire quando il tutto lo senti come un peso. Personalmente amo tutte le mie attività e, naturalmente, mi ritaglio anche i miei spazi di tempo, soprattutto quando ne sento il bisogno. Cerco di mantenere un certo equilibrio, insomma. Spesso lavoro fino a 18 ore al giorno. Questo non significa che tutti e 365 giorni dell’anno io li trascorra lavorando a quei ritmi. Fare meditazione, anche trascendentale e Tai Qi/Qi Gong/Shibashi aiuta, così come aiuta camminare e respirare profondamente. (mi sa che ti chiederò di parlarci di Tai Qi e Qi Gong, le sto scoprendo in questo periodo)
MC – Tra tutti i tuoi interessi, ne hai uno a cui sei particolarmente legata e perché?
MT – La lettura e la scrittura perché entrambe mi permettono di vivere un milione di vite, di viaggiare in luoghi conosciuti o sconosciuti e in tempi passati o futuri pur non muovendo un passo. Si tratta di un’esperienza straordinaria. Quando leggo e scrivo entro, di fatto e in maniera del tutto naturale, in una sorta di stato ipnotico, di trance. Mi isolo completamente e mi ritrovo in una dimensione ‘altra’ al di fuori del tempo e dello spazio. A volte salto persino i pasti in quanto non sento neanche il bisogno di mangiare. Divento un tutt’uno con quello che sto leggendo o scrivendo.
MC – Credo che Racconti di Vita e Dintorni sia il primo libro di racconti che scrivi. In cosa è stato diverso da un romanzo normale?
MT – Un racconto si differenzia da un romanzo soprattutto per la lunghezza. Nei romanzi ho approfondito specifici temi e situazioni. Nei racconti ne ho evidenziati alcuni e mi sono focalizzata su quelli. Ogni racconto ha una sua propria vita; il romanzo ha un filo conduttore e una sua logica anche a livello di tempi.
MC – Parlaci del tuo libro e di cosa ti ha spinto a scrivere questi racconti.
MT – Per anni ho scritto diari personali in cui ho annotato eventi vissuti, persone incontrate, esperienze di vita e quant’altro. Vari erano i temi, diversi i personaggi e anche le situazioni che ogni esperienza mi aveva lasciato e le emozioni che mi suscitava rileggendo i miei scritti: dall’autoironia alla comicità, dalla nostalgia alla felicità, dalla commozione all’analisi introspettiva. Ho pensato che sia i personaggi incontrati sia le lezioni intrinseche nelle varie esperienze vissute fossero aspetti universali in cui il lettore avrebbe potuto riconoscersi e dai qualche avrebbero potuto essere stimolato alla riflessione e all’autoanalisi.
MC – Che anima hanno i tuoi racconti?
MT – Hanno un’anima universale in cui ciascuno può riconoscersi, come ho menzionato nella risposta precedente. Ci sono racconti che fanno ridere, altri che commuovono, altri che inducono alla riflessione e spingono il lettore a porsi delle domande. Ognuno di essi mira, in fondo, a ispirare e a motivare.
MC – Perché hai scelto questo titolo?
MT – Il titolo Racconti di Vita e Dintorni, almeno nei miei intenti, ha un doppio significato: uno fisico e uno metaforico. La Vita è intesa come un Grande Puzzle (rappresentato proprio dal termine “Dintorni”), in cui le persone che incontriamo, le esperienze che viviamo e le circostanze in cui ci ritroviamo, in momenti specifici della nostra esistenza, sembrano non avere alcun legame tra loro.
Tuttavia, man mano che questo Grande Puzzle prende forma e la nostra autoconsapevolezza aumenta, riusciamo finalmente a vedere un’immagine nitida della nostra Vita e a comprendere come, al contrario, il Tutto sia collegato a Tutto il resto e come ogni cosa, avvenimento e persona in cui ci siamo imbattuti abbia avuto una sua ragione d’essere.
MC – Come mai hai scelto questa copertina?
MT – La copertina, che rappresenta una foto scattata da me tanti anni fa, vuole essere il mio invito al lettore sia a viaggiare – fisicamente o anche virtualmente o semplicemente con la fantasia – sia a soffermarsi a riflettere e ad ammirare le bellezze che ci circondano, fatte soprattutto di semplicità, e a immortalarle nel proprio cuore prima ancora che nella propria mente.
MC – Piccola curiosità personale, come hai scelto la progressione dei racconti?
MT – Non c’è stato nessuno studio in merito, nessuna pianificazione. Man mano che li sceglievo, li inserivo. Non ho sentito la necessità di applicare una precisa logica nello scegliere l’ordine con cui pubblicare i racconti.
Qualunque fosse stato l’ordine della lista, sarebbe andato bene, a mio modesto avviso.
MC – Tra i vari racconti ne hai uno che hai scritto con più facilità e se sì quale? E ne hai trovato uno che hai avuto difficoltà a terminare?
MT – Assolutamente no. Essendo autobiografici li ho scritti tutti con molta naturalezza e spontaneità, senza alcuna difficoltà.
MC – Tra i vari racconti ne hai uno a cui sei più affezionata?
MT – No, perché ogni racconto è parte della mia Vita e legato a circostanze, persone, eventi ed esperienze che comunque mi hanno arricchita personalmente, culturalmente e spiritualmente consentendomi di imparare tanto degli altri, di me stessa e, soprattutto, della Vita di per sé.
MC – Vorresti raccontarcene qualcuno... così stimoli la curiosità dei lettori?
MT – I racconti spaziano da situazioni in cui mi sono imbattuta a personaggi vari: ogni situazione e ogni persona che ho menzionato nella raccolta mi ha insegnato qualcosa. Attraverso la lettura personale del libro, il lettore deciderà per sé cosa lo attira di quel racconto o personaggio, in che modo quel materiale lo ispira, lo motiva, gli insegna qualcosa e lo arricchisce culturalmente e spiritualmente.
MC – Ho un’altra piccola curiosità. Secondo te, questo libro è stato accolto in maniera diversa dai lettori americani rispetto a quelli italiani?
MT – No. È stato accolto molto bene in tutto il Mondo da persone di ogni etnia, Paese, lingua e cultura perché le esperienze riportate, i sentimenti e le emozioni che proviamo quali esseri viventi e i principi che regolano la nostra Vita sono universali, quindi ognuno può riconoscersi in questa raccolta di racconti e, leggendola, ritrovare se stesso/a. (sono felice per te)
MC – Scriverai un altro libri di racconti e, se sì, hai già una idea di cosa scrivere?
MT – Sì. Sto ultimando una seconda raccolta di racconti che spero di pubblicare a breve e di presentare ai nostri lettori quanto prima.

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