Black Mirror è cult oggi perché parla esattamente del mondo in cui viviamo: tecnologia che invade tutto, identità online, paura di non controllare più ciò che creiamo.
Ogni episodio sembra scritto per il presente, non per il futuro: è un commento diretto alle nostre abitudini, ai nostri dispositivi, alle nostre dipendenze digitali.
È cult ora perché continua a farti vedere te stessa nello schermo, anche quando non vorresti.
È una serie che non invecchia perché parla dell’ansia più attuale: che fine facciamo dentro un mondo iperconnesso?
MCB
E’ una serie che ti porta a fare delle riflessioni sul rapporto tra uomo e tecnologia. Piccola premessa, ogni episodio racconta una storia con personaggi e ambientazioni diverse, si potrebbe definire una narrazione orizzontale con una conclusione che ti lascia spesso perplesso e ti porta a farti delle domande anche scomode.
Ci sono anche episodi speciali in cui sarà lo spettatore a decidere il corso della trama.
Il titolo della serie si riferisce allo schermo nero della Tv o del cellulare quando sono spenti e la nostra immagine si riflette sul monitor ...
Questa serie è una esplorazione nelle pieghe del progresso tecnologico e su come potrebbe interferire nella società e nella vita delle persone e della loro mente. Quel lato oscuro che ci affascina e spaventa allo stesso tempo. Facendoci riflettere sul nostro presente e su come potrebbe essere il futuro che ci aspetta con le continue scoperte scientifiche.
Questa corsa continua verso qualcosa di tecnologicamente sempre più moderno e “fantascientifico” ci strega ma fa anche emergere le nostre paure più profonde e che, spesso ignoriamo per vigliaccheria, non sentendoci preparati per affrontarle o per paura di sentirci inadeguati davanti agli altri.
Lo “specchio” della serie riflette la nostra immagine e sentimenti se lo osserviamo con attenzione.
Perché guardarla? Perché no!

Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.