martedì 20 gennaio 2026

Dark Obsidian - Damian & Grace: il sequel, di Daniela Tess


È un buon sequel, di quelli che leggi subito.
Certo è per persone romantiche, ma non mancano colpi di scena con Lili e suo marito. Mi sono piaciute le varie scene e l'ambientazione.

Forse, ecco, il finale è molto futuristico, almeno per il nostro periodo ma sicuramente avverabile.

Si può leggere anche senza leggere il libro da cui deriva questo sequel.

Lo consiglio alle romantiche.

Do a questo libro 5 stelle

Lasco Patrizia


Dark Obsidian. Damian & Grace by Daniela Tess


 

sabato 17 gennaio 2026

Recensione... Anime


Ringrazio Ely per la bella recensione  fatta su Alessandria Today.
Buona lettura. 

 


Ci sono libri che intrattengono, libri che emozionano e libri che arrivano proprio nel momento in cui abbiamo più bisogno di fermarci, guardarci dentro e capire chi vogliamo essere davvero. ANIME di Maria Cristina Buoso appartiene a questa terza categoria: non è solo una storia, ma una piccola lanterna accesa dentro il buio delle scelte difficili. È un testo che parla di identità, di coraggio e di legami familiari capaci di evolvere, ed è per questo che si rivela un regalo natalizio di enorme valore.

Il Natale è la stagione della riflessione: si tirano le somme dell’anno trascorso, si sente il desiderio di rinnovarsi, si avverte il bisogno di autenticità. Donare un libro che accompagna proprio in questo tipo di percorso significa regalare uno spazio interiore, non un semplice oggetto da mettere su uno scaffale. ANIME è esattamente questo: un viaggio dentro le parti più vere e spesso più silenziose di noi stessi.

Un dialogo a tre voci che riflette ciò che viviamo tutti

La trama è essenziale ma potente: tre “anime”, tre punti di vista, tre modi opposti di affrontare una scelta difficile. Il protagonista si trova davanti a un bivio che potrebbe sconvolgere non solo la sua vita, ma anche quella della sua famiglia. Non parliamo di una decisione superficiale: è qualcosa che tocca il cuore dell’identità, ciò che siamo davvero quando togliamo le aspettative degli altri, quando smettiamo di interpretare un ruolo e finalmente ascoltiamo la nostra voce più profonda.

Questa struttura a tre voci crea una sorta di specchio. Ogni lettore riconosce almeno una parte di sé:

la parte che ha paura,

la parte che desidera cambiare,

la parte che cerca armonia e accettazione.

Per questo un libro così funziona perfettamente sotto l’albero: permette a chi lo riceve di sentirsi “visto”, compreso, accompagnato. Regala una sensazione rara: non sei solo mentre metti ordine nella tua vita.

Il tema dell’anima autentica: un viaggio che appartiene a tutti

Il protagonista impara a conoscere la sua vera “Anima”, quella che spesso nella vita reale ignoriamo per anni. Questo è un romanzo che parla di identità, di ciò che si è davvero quando si smette di recitare e si decide finalmente di essere sinceri con se stessi. È un tema potentissimo, universale e profondamente contemporaneo.

Donarlo a Natale significa donare coraggio: un invito gentile a fare pace con chi siamo e ad accogliere la nostra verità senza paura.

Famiglia come luogo d’amore, non come gabbia

Un altro motivo che rende ANIME un regalo perfetto è il modo in cui affronta il concetto di famiglia. Non più un modello rigido, tradizionale, imposto… ma una comunità di affetto dove conta ciò che ci lega davvero: la sincerità, l’ascolto, il rispetto reciproco.

Nel romanzo, il confronto tra il protagonista e la sua famiglia non è un conflitto sterile, ma un momento di crescita collettiva. Tutti cambiano insieme. Tutti imparano qualcosa su di sé.

Un libro così, in un periodo come il Natale, quando ci si riunisce, ci si ritrova e a volte ci si scontra, arriva come un balsamo: ricordiamo che una famiglia non è quella che appare perfetta, ma quella che resta unita quando arriva una verità difficile.

Un romanzo che accende una domanda fondamentale

Ogni lettore, arrivato all’ultima pagina, si porta dietro una domanda semplice e rivoluzionaria:

Chi sono davvero, se smetto di avere paura?

È un pensiero che rimane, che continua a lavorare dentro, e che può aprire un anno nuovo più autentico e più libero. Regalare un libro che lascia questo tipo di traccia è donare un seme destinato a germogliare.

Perché è perfetto come regalo natalizio

perché parla di rinascita,

perché porta alla luce ciò che abbiamo dentro,

perché insegna che l’amore non giudica ma comprende,

perché ricorda che la verità personale è il dono più grande che possiamo farci.

È un romanzo che si legge con il cuore – e che al cuore ritorna.

In un periodo fatto di pacchetti scintillanti e regali veloci, scegliere ANIME significa offrire qualcosa di più prezioso: un’esperienza trasformativa, una storia che consola, che conforta, che apre la mente e scalda l’anima. Un regalo che continuerà a farsi sentire molto dopo che l’albero sarà stato riposto, perché i libri che parlano davvero di noi non smettono mai di farci compagnia.

link per saperne di più

 

giovedì 15 gennaio 2026

Il giovane Holden, di J.D. Salinger



Ogni puntata parte da un titolo che vale la pena conoscere o riscoprire, e andiamo subito al punto: cosa lo rende un cult, cosa dice ancora oggi e perché continua a parlare anche a chi lo incontra per la prima volta.
Io ed Ely raccontiamo libri e film che hanno lasciato un segno: opere che hanno influenzato generazioni, creato discussioni, cambiato linguaggi.


EGR
Perché continua a parlare la lingua di chi non sopporta la finzione.

Holden è uno che guarda il mondo e vede crepe ovunque: gente falsa, ruoli imposti, aspettative assurde. Questo modo di smascherare la recita sociale è attualissimo adesso che viviamo tra pose, coperture e immagini costruite.

È cult oggi perché la sua voce è ancora scomoda, ancora vera, ancora storta nel modo giusto. Non cerca di piacere, non recita, non si vende bene: ed è proprio questo che lo rende moderno.

Leggendolo adesso senti un tono che potresti trovare in una chat, in uno sfogo, in un diario digitale: diretto, incazzato, fragile, lucidissimo a tratti.

        


MCB
Ho conosciuto questo libro attraverso una trasmissione fatta in Rai da Baricco, alcuni anni fa, “Pickwick, del leggere e dello scrivere” (consiglio di andare a vederla sulle teche della Rai). Per capirlo ho dovuto leggerlo più di una volta perché, secondo me, può avere più piani di lettura.

Una interpretazione è legata all’età dell’adolescenza in cui si cerca la propria identità, in cui ci si ribella contro la società e non si sopporta la menzogna e l’ipocrisia. Mentre quando lo si legge da adulti, oltre a ripercorrere la propria adolescenza con occhi diversi, ci rendiamo conto che vediamo le cose che ci colpivano da giovani da un punto di vista differente.

Una curiosità in merito al titolo e alla copertina del libro.

Il titolo originale era “The Catcher in the Rye” che poteva essere tradotto in Il prenditore nel campo di segale, Il prenditore nella segale o alternativamente, Il prenditore nella segale da whiskey (altre possibili traduzioni sono Il terzino nella grappa, L'acchiappatore nella segale o Il salvatore sul precipizio). Alla fine, il primo traduttore italiano optò per Vita da uomo, poi cambiato in Il giovane Holden, l’editore italiano non era riteneva abbastanza attraenti per i lettori le varie traduzioni e fu così cambiato con quello che conosciamo noi.
Salinger pretese che la copertina non avesse nessuna immagine per non condizionare il lettore nell’acquisto.

È cult oggi perché non è diventato vecchio: continua a dire la verità che nessuno ama ammettere.

mercoledì 14 gennaio 2026

L’AUTISMO visto da una PROSPETTIVA DIVERSA di Giovanni Tommasini e Maria Teresa De Donato



Recensione di Maria Cristina Buoso

Oggi voglio parlarvi di un libro che tratta un argomento sempre più attuale perché è stato riscontrato che è in aumento rispetto al passato: l’autismo.

Questa patologia è stata ritenuta a lungo una ‘malattia’, ma con il tempo, gli studi e le ricerche si è capito che è un disturbo del neuro sviluppo contraddistinto dalla difficoltà di interagire socialmente perché non si riesce ad avere una comunicazione verbale e fisica tra chi è nato con questa condizione e i familiari o le altre persone con cui i soggetti autistici entrano in contatto per una ragione o per l’altra.

È come se due mondi si scontrassero senza mai fondersi perché non parlano la stessa lingua.

In questo libro, gli autori ci presentano la storia di un ragazzino e del suo educatore in un lasso di tempo molto lungo. Attraverso questo racconto impariamo a conoscere meglio una realtà che molti di noi ignorano ed anche come, un po’ alla volta, si può riuscire a capire come interagire con queste persone e a comprendere meglio il dramma che vivono i familiari, spesso abbandonati a loro stessi.

È una storia di speranza e di scoperte, ma anche di un rapporto bellissimo tra due persone che non si conoscevano e hanno imparato lentamente a conoscersi crescendo insieme. Il ragazzino si chiama Cesare e il suo educatore Giovanni Tommasini.

L’argomento è stato trattato nel libro da quest’ultimo con l’aiuto di Maria Teresa De Donato, naturopata, attraverso considerazioni, domande e una narrativa che coinvolge il lettore facendogli capire alcune problematiche da un punto di vista diverso, cioè da quello della persona autistica.

“…se io parlo una lingua diversa ... non deve essere lui ad adeguarsi a me ma io a cercare di parlare la sua.”

Questo è logico, se consideriamo che la persona autistica non ha gli strumenti per capire, o meglio, per interpretare correttamente il linguaggio di chi ha di fronte e deve imparare a conoscerlo per fidarsi. L’educatore, a sua volta, deve capire come interagire con lui rispettando i suoi tempi con calma e molta pazienza.

In questo libro gli autori ci parlano del percorso che è stato fatto, ma anche di alcune accortezze che bisogna avere con chi ha questa patologia e di come anche un mezzo quale la musica possa aiutarli nella quotidianità. Chi è autistico è come se fosse “frantumato”. Bisogna, quindi, trovare un modo per creare un ponte tra due mondi che si vedono, ma non si capiscono.

L’esperienza personale di Tommasini e la sua sensibilità sono stati importanti in questo percorso che ha fatto con Cesare. Le domande che si è posto Giovanni durante questa esperienza con Cesare e che lo hanno costretto a cercare delle risposte, così come gli interrogativi e l’analisi circa l’unicità di pensiero, di percezione e di sensibilità delle persone autistiche di Maria Teresa De Donato, che ha approcciato il tutto da un’ottica olistica e multidisciplinare, sono aspetti fondamentali per aiutare il lettore a capire meglio come farne tesoro per essere di sostegno ad altri bambini e ragazzi autistici.

Vi consiglio la lettura di questa pubblicazione per tanti motivi: è un libro di narrativa che si legge senza fatica; è socialmente utile in quanto ci permette di comprendere meglio una patologia che molti di noi conoscono solo di nome senza sapere che ha molte variabili e che le persone autistiche hanno tanti colori dentro di loro, ma non sanno come farceli conoscere se noi non impariamo a capire meglio il loro mondo.


martedì 13 gennaio 2026

Anime Predestinate, di Ilaria Vecchietti – L’Unicorno Nero, Volume 1


La nostra amica Ilaria Vecchietti, ci presenta il primo volume di una trilogia urban-fantasy ambientata a Verona.

Buona lettura.


TITOLO: Anime Predestinate – L’Unicorno Nero – Volume 1

Primo romanzo della trilogia Anime Predestinate

AUTORE: Ilaria Vecchietti

EDITORE: Self publishing con Amazon

DATA DI PUBBLICAZIONE: 31 ottobre 2025

GENERE: romanzo urban fantasy




SINOSSI:

I Primi sono tornati. E con loro, l’oscurità che da secoli attendeva di essere liberata.
Ora un solo scopo li guida: spezzare il sigillo della cripta segreta, là dove giacciono i Grandi Anziani, dormienti e affamati di vendetta e di potere.
Otto lune è il tempo concesso per fermarli.
Otto lune in cui Verona si tingerà di cremisi e le sue pietre antiche torneranno a sussurrare il nome degli Angeli Neri.

Lei è l’unica che può fermarli. L’unica che deve.
Ma la sua mente è una prigione di ricordi e il profumo di menta – eco di un amore perduto – la riporta sempre a quegli occhi verdi come le foglie d’estate.

Deve mantenere il controllo!
Vampiri. Licantropi. Streghe.
Magia, sangue e morte intrecciano il loro canto.
Amore, amicizia, odio: tre volti della stessa condanna.
Verità e menzogne si fondono in una danza di ombre.
Il passato si risveglia, il presente vacilla, e il futuro… è già scritto?
Un intreccio per un urban fantasy oscuro e magnetico.
Le Anime Predestinate si rincontreranno, ma questa volta l’amore sarà più forte della dannazione?
L’Unicorno Nero è soltanto il principio…


DESCRIZIONE TRILOGIA:

Quando cala la notte, Verona si trasforma. Le luci si spengono una a una e tra le ombre dei suoi vicoli risuonano voci dimenticate.
Sotto la superficie di una città viva e antica si cela un mondo segreto: un intreccio di magia, sangue e promesse infrante, dove le creature sovrannaturali camminano accanto agli uomini, invisibili eppure sempre presenti.

Anime Predestinate racconta di un destino che non può essere eluso, di legami eterni che sfidano il tempo e di un amore che nasce dalla luce, ma si nutre dell’ombra.

Ogni notte le mura di Verona custodiscono segreti che la storia ha cercato di cancellare: antichi giuramenti, battaglie dimenticate, profezie che tornano a risvegliarsi con il profumo del sangue.
In un vortice di emozioni e potere, vampiri, licantropi e streghe si affrontano per il dominio del destino.

Amore e morte si fondono in un’unica, irresistibile melodia. Ogni scelta diventa una condanna. Ogni sguardo, una promessa infranta. Verità e menzogna si confondono sotto la luna cremisi, mentre le Anime Predestinate si rincontrano per compiere ciò che è stato scritto molto tempo prima della loro nascita.

Un patto di sangue. Un amore impossibile. Un destino che non conosce perdono.
E quando la notte avrà reclamato il suo tributo, solo l’eco risuonerà tra le rovine di Verona. Perché ogni fine, in realtà, è solo l’inizio.


ESTRATTO:

Le racconto che nelle epoche antiche, la notte di Halloween è sempre stata temuta. Era il capodanno celtico. Non una festa, ma un confine. La fine di un ciclo e l’inizio di un altro. 
«Le popolazioni tribali dividevano l’anno in due parti: i mesi oscuri – quelli che vanno dalla notte del 31 ottobre alla notte del 30 aprile – e i mesi luminosi – tutti gli altri. Con il 31 ottobre iniziava il periodo del buio, dell’oscurità totale, le giornate diventavano sempre più corte e il sole spariva lasciando posto solo alle tenebre. Era la notte in cui il velo tra i mondi si assottigliava. Gli spiriti dei morti camminavano accanto ai vivi. E si diceva che persino il male tremasse all’idea di ciò che poteva liberarsi in quella soglia. In passato la gente non festeggiava, si chiudeva in casa, con le luci basse, pregando che nulla li trovasse».
«Se stai cercando di spaventarmi…» mi interrompe Laura, con un biscotto a mezz’aria.
«Non voglio spaventarti. Voglio solo che tu capisca». 
E forse è il mio tono serio che la zittisce.

Per chiarirle il tutto le racconto la leggenda più pericolosa – se dovesse verificarsi – quella di Samonio. 
«All’origine della civiltà dell’uomo alcuni demoni cospirarono contro la loro prolificazione, decidendo di sterminarli, ma le forze del bene riuscirono a sconfiggerli, relegando il loro capo, Samonio, in un’altra dimensione – che prese il nome di Samhain – che si trova tra il mondo dei vivi e quello dei morti, quindi inaccessibile per chiunque. Gli altri demoni furono risparmiati perché senza Samonio non possedevano pieni poteri. La leggenda non finisce qui. Solo una cosa potrebbe risvegliarlo: una notte di Halloween sotto il plenilunio di una luna tinta di rosso. In quel momento le barriere cederebbero. Samonio tornerebbe a calpestare la terra, portando con sé morte, distruzione, e una fame di anime che il tempo non ha mai saziato».


BIOGRAFIA:

Ilaria Vecchietti è nata il 19 agosto 1988 in provincia di Vercelli, nel cuore della splendida Valsesia, una vallata verde e suggestiva attraversata dal fiume Sesia, che si estende fino ai piedi del Monte Rosa.

Dopo aver conseguito il diploma di Ragioniere e Perito Commerciale, ha proseguito gli studi universitari laureandosi in Scienze dell’Amministrazione e Consulenza del Lavoro, discutendo una tesi in Diritto Penale del Lavoro.

L’amore per la lettura le è stato trasmesso fin da bambina dalla mamma, che le leggeva le fiabe e la accompagnava nel magico mondo dei libri. Da allora non ha mai smesso di leggere. Ama spaziare tra generi diversi, anche se il fantasy – in tutte le sue sfumature – resta il suo preferito.

La scrittura è entrata nella sua vita quasi per caso, ma da quel momento non l’ha più abbandonata: inventare storie e avventure è diventato per lei un bisogno creativo irrinunciabile.

Nel giugno del 2016 ha aperto il blog letterario Buona lettura, dove condivide recensioni dei libri che legge, ospita segnalazioni di nuove uscite, sia di case editrici sia di autori esordienti e autopubblicati, oltre a interviste e rubriche varie.

Nel settembre 2021 ha superato l’esame di correttore di bozze con l’agenzia Saper Scrivere e prosegue attivamente la sua formazione per diventare editor.



BIBLIOGRAFIA:

  • L’Imperatrice della Tredicesima Terra
  • L’Isola dei Demoni
  • La Libertà figlia del Diavolo
  • L’ultima chance… (racconto)
  • Altri racconti in varie raccolte

lunedì 12 gennaio 2026

In carrozza con Roberto Roganti, come si diventa scrittori



Buona serata amici,
questo viaggio lo faremo in compagnia di Roberto Roganti che ci parlerà della sua vasta opera creativa.
 
 
MC – Ben arrivato. Hai deciso dove portarci mentre parliamo?
 
Roberto – Certo che sì. Ho pensato a un bel viaggio, soprattutto panoramico e che durasse un po’. Come ben sai, da scrittore poliedrico sono anche un po’ logorroico. Se qualcuno mi chiede poi di parlare dei miei libri, avendone pubblicati un tot in effetti, da parlare ne ho. Pensa che non amo le presentazioni, ma quando mi capitano mi piace essere da solo, senza un moderatore… fatico sempre a restare nei tempi… Ecco vedi, ho parlato un casino. Il treno su cui stiamo per salire è Il Trenino Rosso del Bernina… chiudi gli occhi, trattieni il respiro e… immagina di passare nell’arco di due ore e mezza dalle verdi vallate dedicate ai pascoli ai ghiacciai eterni, dove l’ambiente aspro ed incontaminato delle alte vette alpine non conosce l’alternarsi delle stagioni (da www.trenino-rosso.com). Immagina di poter passare talmente vicino alle case da poter toccare le loro finestre, e dopo pochi minuti di trovarti invece in immensi spazi aperti dove non c’è traccia di alcun insediamento umano. Immagina di attraversare in poco tempo 4 diversi cantoni, 2 nazioni e passare luoghi nei quali si parlano 4 diverse lingue in pochi km. Immagina di toccare il cielo e poi tornare sulla terra. Ecco, ho scelto questo viaggio perché così i viaggiatori che verranno con noi, se si rompono di ascoltare le mie parole, possono rilassarsi guardando fuori dai finestrini e, eventualmente, rilassarsi e sognare.



MC – Avevo dimenticato che eri logorroico, ma è sempre un piacere ascoltarti e in questo caso ammirare il paesaggio. Meglio metterci comodi allora. Durante questo viaggio insieme ai nostri amici viaggiatori, ci permetterai di conoscerti un po’ sia come persona che come autore. Per cominciare parlarci brevemente di te.

R – Chiedermi di parlare di me è come invitare un’oca a bere… ho quasi settant’anni e di acqua sotto i ponti ne è passata. Per dirla tutta… i miei primi tredici anni di vita ve li risparmio, li ho pubblicati dieci anni fa con la casa editrice Il Fiorino sul libro Dal seggiolone al liceo in 100 passi. Come disse allora il mio amico e gran giallista Luigi

domenica 11 gennaio 2026

Benvenuti, viaggiatori, sul mio nuovo blog “Binario 31”.

  


Quale momento migliore per iniziare un nuovo progetto se non l’inizio di un anno nuovo?

Mi chiamo Maria Cristina Buoso, autrice da sempre e blogger da qualche anno. Molti di voi mi conoscono già perché o hanno letto i miei libri o letto interviste varie su blog e social.

Vi starete chiedendo cosa ha di speciale questo blog.

Potrei darvi la versione lunga... ma preferisco quella breve perché non voglio tenervi occupati a leggere un post più del necessario... 

La prima cosa è il nome: Binario 31.

Il motivo di questa scelta è semplice.

I binari della stazione indicano destinazioni da raggiungere, posti da visitare, persone da incontrare e momenti in cui ci si può rilassare mentre si sta comodamente seduti nel vagone di un treno.

Sono tutte circostanze adatte a una lettura che ci tenga compagnia tra una stazione e un'altra.

Ogni giorno ci saranno rubriche diverse realizzate da me, oltre che da altre amiche o amici, che spero imparerete a conoscere e di cui non vi anticipo nulla, sarete voi a scoprirli.

Sono sicura che vi affezionerete a questo posto immaginario, in cui il tempo scorre più lento, dove vi accorgerete che dedicarsi un momento che sia solo “per se stessi” è un lusso che non sempre riusciamo a concederci.

Ecco, questo blog spero che sarà il posto giusto in cui poterlo fare e magari imparare a conoscerci meglio.

Non mi resta che ringraziarvi per esservi fermati un momento al mio Binario 31.

E Buon Anno a tutti voi.

M.C. Buoso