Buona giornata viaggiatori.
Siamo tutti in attesa di partire con Carola per parlare con lei del suo ultimo libro.
La vedo arrivare, non ci resta che salire tutti in carrozza.
MC – Ben arrivata Carola, dove ci porti mentre parliamo del tuo ultimo libro?
Carola – Ciao a tutti. Scusate, sono affannata perché arrivo di corsa. Sono molto contenta di partire con voi!
MC – Allora che destinazione hai deciso per la serata e perché l’hai scelta?
C - Andrei a Laveno, sul Lago Maggiore: possiamo poi fare una passeggiata sul lungolago o prendere un battello per attraversarlo. Mi sembra una bella giornata, quindi perché non approfittarne? (bella idea)
MC – Adesso che siamo saliti e messi comodi, ti va di parlarci brevemente di te?
C – Volentieri. Sono nata a Milano, città che ho lasciato per trasferirmi prima a Treviso e in seguito, a Padova, dove mi sono laureata in Statistica Economica. Durante l'università ho vissuto per un anno a Glasgow, in Scozia. Per lavoro mi sono poi trasferita con la famiglia a Torino e dal 2007 vivo a Milano. Amo viaggiare, per lavoro e per passione. Adoro i gatti e gli orti sui balconi. Ho iniziato a scrivere racconti e storie brevi nel 2018: da allora sono stata premiata in più di settanta concorsi letterari. (Complimenti)
MC – Come mai ti sei spostata così tante volte?
C – Per necessità lavorative o di studio. Inoltre, sia Padova che Milano sono realtà bellissime e vivaci. Mi sono trovata bene: sono le mie due città del cuore.
MC - Perché questo titolo?
C – Si tratta in questo caso della seconda avventura di Artemisia Gentileschi, disegnatrice di fumetti milanese. Il primo libro si intitolava “Cuore in apnea” e conservando il tema del “cuore” e del fatto che si tratta di un romance, è nato “Cuore in viaggio” dal momento che la protagonista, come noi in questo momento, affronta nuove avventure ed amori, proprio mentre viaggia.
MC – Perché l’idea del viaggio?
C – Perché questo libro mi riflette sotto molti punti di vista, sia di situazioni che descrivo, sia di persone che hanno avuto un impatto (positivo o negativo) nella mia vita, sia nelle mie passioni e hobby.
MC – Come ti è nata questa idea?
C – “Cuore in apnea”, pubblicato da Land Editore nella collana “First Letter”, è stato il mio primo romance, dopo vari libri a tema giallo/thriller, per lo più ambientati in paesi esteri. In questo caso, parlo invece della città nella quale vivo e delle vie, fermate della metropolitana, parchi, ecc. che conosco e nelle quali anche i lettori possono riconoscersi. Inoltre, si tratta di storie divertenti e spesso, umoristiche che strappano sorrisi.
MC – Chi è Artemisia Gentileschi?
C – È ognuna di noi, ti potrei dire in sintesi: è una fumettista milanese, single, che abita in un minuscolo appartamento di una grande città, perennemente in lotta con bolletta e affitto, amori sfortunati e amiche stralunate come lei.
La madre, soprannominata la “Marantega” con un appellativo usato nel dialetto veneto, indicando una donna impicciona e pettegola, imperversa nella sua vita, contribuendo a aumentare la sua ipocondria e il caos. Non è un po’ quello che succede nella vita di tante di noi?
MC – Diciamo che il caos quotidiano spesso ci accompagna, ma nel caso della protagonista lo hai fatto diventare parte integrante del libro, come mai?
C – Sia mentre vivevo a Padova e tuttora che sono a Milano, ho avuto una vita frenetica, tra impegni di lavoro e famiglia, entrambi importanti, ma spesso dovevo inventarmi strategie di sopravvivenza e organizzazione. Quindi probabilmente l’impressione era quella di una specie di caos cosmico che affliggeva la mia vita, alla ricerca continua di un bilanciamento temporaneo e instabile. Credo che capiti a tanti e quindi ho pensato di parlarne.
MC – Come ti sei avvicinata a questo genere?
C – Mi piace spaziare fra i vari generi letterari. Ho scritto anche racconti di narrativa e un romanzo di fantascienza, oltre a qualche racconto fantasy. Purtroppo, non mi sembra di essere molto portata per la scrittura di poesie, che comunque amo leggere. Magari potrei sperimentarlo in futuro.
MC – Ti va di parlarci brevemente del primo libro di questa serie e.… ci sarà un terzo volume?
C – In effetti ho già iniziato a scrivere il terzo volume, hai proprio ragione. È la vita di ogni giorno che mi ispira, con i mille contrattempi e imprevisti che capitano a chiunque. Poi li trasferisco nella vita di Artemisia, che fortunatamente, prende tutto con umorismo e simpatia, molto più di me devo dire.
Nel primo libro della serie (Cuore in apnea) la nostra protagonista risolveva un piccolo giallo riguardante l’esplosione in un condominio, mentre nel secondo si occupa del furto di un famoso quadro dell’Accademia Brera. Cerco infatti di mescolare il romance con alcuni accenni gialli, che sono la mia passione. (mi sembra un bel compromesso)
MC – Presentaci altri personaggi del libro.
C – Ho già accennato alla pestifera madre, che aggiungerei possedere una gatta altrettanto terribile di nome Mirandapriestley (scritto tutto attaccato) come la protagonista del film e libro “Il diavolo veste Prada”. Questo già potrebbe far capire il caratterino del felino….
Sono inoltre presenti le amiche della protagonista, il padre e i numerosi “fidanzati” passati e quello attuale, che entrano ed escono dalla sua vita in un tourbillon di avvenimenti esilaranti.
MC – Ma entrando nel dettaglio? Quali sono quelli più ricorrenti?
C – Oltre ad Artemisia, la “Marantega”, Mirandapriestley e i cricetini, direi che l’innamorato del momento è il vero protagonista. In questo secondo libro, è Marc, toscano con accento francese, molto legato alla nonna che l’ha cresciuto e per la quale farebbe pazzie. È appassionato d’arte come la protagonista e quindi la scintilla scossa istantaneamente, anche se la distanza geografica rende la loro relazione piuttosto complicata. Non posso svelare molto di più su di lui, ma sappiate solo che forse non è chi dice di essere… A voi scoprirlo!
MC – Come mai hai scelto questo nome per la protagonista?
C – Artemisia Gentileschi è stata una artista e pittrice italiana rivoluzionaria per la sua epoca, capace di affrontare temi di impegno sociale e riscatto nelle sue famose opere, come nel quadro “Giuditta che decapita Oloferne”. Fu per esempio la prima donna a essere ammessa all’Accademia del disegno di Firenze. Con un nome così importante, ho pensato che la mia eroina non potesse che diventare un personaggio straordinario. (in effetti il nome mi era famigliare)
MC – Se Artemisia dovesse avere un orto sul suo terrazzo come sarebbe?
C – Non posso dire che abbia il pollice verde, quindi probabilmente avrebbe solo cactus e piante che si gestiscono facilmente, non necessitando di molta attenzione. E’ piuttosto distratta e viaggia spesso, quindi coltivare piante non rientrerebbe tra i suoi hobby. Peccato, perché a me invece piace molto!
MC – Artemisia come si comporterebbe se un gatto la seguisse fino a casa?
C – Che bella domanda! Sarebbe preoccupata per i suoi topolini, ops, cricetini! Ne ha una nidiata e li vizia comprando loro ogni leccornia…
MC – perché ha scelto i criceti come animali da compagnia?
C – La protagonista viaggia spesso e cani e gatti (per mia esperienza) necessitano di luoghi e attenzioni adeguati. Sarebbe stato complicato. I criceti in realtà sono trasportabili con la loro gabbietta (anche in questo caso parlo per esperienza vissuta) quindi più facili da gestire. Inoltre, quale peggior nemico per la malefica gatta della madre quando vengono ospitati?
MC – Artemisia, secondo te, ha un sogno nel cassetto?
C – Sì, anche più d’uno: è alla ricerca del vero amore, di un uomo che possa restarle accanto tutta la vita. Purtroppo, i suoi genitori divorziarono quando lei era molto piccola e la madre non vuole neppure sentir nominare la parola “nozze”, mentre Artemisia sogna una cerimonia da ricordare.
Inoltre, è sempre alla ricerca di un lavoro part time, che le permetta di guadagnare quel tanto che le basta per dedicarsi ai suoi hobby preferiti: viaggi, aperitivi con le amiche e la cura dei suoi amati criceti.
MC - Cosa avresti voluto che ti chiedessi?
C – Le tue domande sono sempre accurate e interessanti. Forse mi potresti chiedere se in Artemisia mi sono rispecchiata. Ebbene, ho descritto alcune mie disavventure (al supermercato, al parcheggio, nei mezzi pubblici) che mi sono realmente capitate, così penso a molti dei lettori. Mi piaceva l’idea che fosse facile condividere questi episodi di vita quotidiana e sorriderci sopra.
Mc – Lo faccio anche io, nei miei libri, mettere cose che mi sono capitate o che mi hanno raccontato.
C – Esatto. Non solo a me, ma anche ai miei figli e alle mie amiche. Quindi fai attenzione se mi racconti qualcosa: debitamente trasformato, potrebbe ricomparire nei miei libri! (fai attenzione anche tu)
MC - Ti è piaciuto questo viaggio speciale?
C – Molto, come detto, adoro viaggiare. Dove mi porti la prossima volta? Non vedo l’ora.
MC - Dovrai dirmelo tu... è l’ospite che sceglie la destinazione e noi viaggiatori ci mettiamo comodi con lui mentre si chiacchera un po’ di questo è un po’ di quello. Per cui, non ti resta che pensare dove vuoi andare e di cosa vuoi parlare.
Alla prossima amici viaggiatori.
Link per saperne di più
C – Perché questo libro mi riflette sotto molti punti di vista, sia di situazioni che descrivo, sia di persone che hanno avuto un impatto (positivo o negativo) nella mia vita, sia nelle mie passioni e hobby.
MC – Come ti è nata questa idea?
C – “Cuore in apnea”, pubblicato da Land Editore nella collana “First Letter”, è stato il mio primo romance, dopo vari libri a tema giallo/thriller, per lo più ambientati in paesi esteri. In questo caso, parlo invece della città nella quale vivo e delle vie, fermate della metropolitana, parchi, ecc. che conosco e nelle quali anche i lettori possono riconoscersi. Inoltre, si tratta di storie divertenti e spesso, umoristiche che strappano sorrisi.
MC – Chi è Artemisia Gentileschi?
C – È ognuna di noi, ti potrei dire in sintesi: è una fumettista milanese, single, che abita in un minuscolo appartamento di una grande città, perennemente in lotta con bolletta e affitto, amori sfortunati e amiche stralunate come lei.
La madre, soprannominata la “Marantega” con un appellativo usato nel dialetto veneto, indicando una donna impicciona e pettegola, imperversa nella sua vita, contribuendo a aumentare la sua ipocondria e il caos. Non è un po’ quello che succede nella vita di tante di noi?
MC – Diciamo che il caos quotidiano spesso ci accompagna, ma nel caso della protagonista lo hai fatto diventare parte integrante del libro, come mai?
C – Sia mentre vivevo a Padova e tuttora che sono a Milano, ho avuto una vita frenetica, tra impegni di lavoro e famiglia, entrambi importanti, ma spesso dovevo inventarmi strategie di sopravvivenza e organizzazione. Quindi probabilmente l’impressione era quella di una specie di caos cosmico che affliggeva la mia vita, alla ricerca continua di un bilanciamento temporaneo e instabile. Credo che capiti a tanti e quindi ho pensato di parlarne.
MC – Come ti sei avvicinata a questo genere?
C – Mi piace spaziare fra i vari generi letterari. Ho scritto anche racconti di narrativa e un romanzo di fantascienza, oltre a qualche racconto fantasy. Purtroppo, non mi sembra di essere molto portata per la scrittura di poesie, che comunque amo leggere. Magari potrei sperimentarlo in futuro.
MC – Ti va di parlarci brevemente del primo libro di questa serie e.… ci sarà un terzo volume?
C – In effetti ho già iniziato a scrivere il terzo volume, hai proprio ragione. È la vita di ogni giorno che mi ispira, con i mille contrattempi e imprevisti che capitano a chiunque. Poi li trasferisco nella vita di Artemisia, che fortunatamente, prende tutto con umorismo e simpatia, molto più di me devo dire.
Nel primo libro della serie (Cuore in apnea) la nostra protagonista risolveva un piccolo giallo riguardante l’esplosione in un condominio, mentre nel secondo si occupa del furto di un famoso quadro dell’Accademia Brera. Cerco infatti di mescolare il romance con alcuni accenni gialli, che sono la mia passione. (mi sembra un bel compromesso)
MC – Presentaci altri personaggi del libro.
C – Ho già accennato alla pestifera madre, che aggiungerei possedere una gatta altrettanto terribile di nome Mirandapriestley (scritto tutto attaccato) come la protagonista del film e libro “Il diavolo veste Prada”. Questo già potrebbe far capire il caratterino del felino….
Sono inoltre presenti le amiche della protagonista, il padre e i numerosi “fidanzati” passati e quello attuale, che entrano ed escono dalla sua vita in un tourbillon di avvenimenti esilaranti.
MC – Ma entrando nel dettaglio? Quali sono quelli più ricorrenti?
C – Oltre ad Artemisia, la “Marantega”, Mirandapriestley e i cricetini, direi che l’innamorato del momento è il vero protagonista. In questo secondo libro, è Marc, toscano con accento francese, molto legato alla nonna che l’ha cresciuto e per la quale farebbe pazzie. È appassionato d’arte come la protagonista e quindi la scintilla scossa istantaneamente, anche se la distanza geografica rende la loro relazione piuttosto complicata. Non posso svelare molto di più su di lui, ma sappiate solo che forse non è chi dice di essere… A voi scoprirlo!
MC – Come mai hai scelto questo nome per la protagonista?
C – Artemisia Gentileschi è stata una artista e pittrice italiana rivoluzionaria per la sua epoca, capace di affrontare temi di impegno sociale e riscatto nelle sue famose opere, come nel quadro “Giuditta che decapita Oloferne”. Fu per esempio la prima donna a essere ammessa all’Accademia del disegno di Firenze. Con un nome così importante, ho pensato che la mia eroina non potesse che diventare un personaggio straordinario. (in effetti il nome mi era famigliare)
MC – Se Artemisia dovesse avere un orto sul suo terrazzo come sarebbe?
C – Non posso dire che abbia il pollice verde, quindi probabilmente avrebbe solo cactus e piante che si gestiscono facilmente, non necessitando di molta attenzione. E’ piuttosto distratta e viaggia spesso, quindi coltivare piante non rientrerebbe tra i suoi hobby. Peccato, perché a me invece piace molto!
MC – Artemisia come si comporterebbe se un gatto la seguisse fino a casa?
C – Che bella domanda! Sarebbe preoccupata per i suoi topolini, ops, cricetini! Ne ha una nidiata e li vizia comprando loro ogni leccornia…
MC – perché ha scelto i criceti come animali da compagnia?
C – La protagonista viaggia spesso e cani e gatti (per mia esperienza) necessitano di luoghi e attenzioni adeguati. Sarebbe stato complicato. I criceti in realtà sono trasportabili con la loro gabbietta (anche in questo caso parlo per esperienza vissuta) quindi più facili da gestire. Inoltre, quale peggior nemico per la malefica gatta della madre quando vengono ospitati?
MC – Artemisia, secondo te, ha un sogno nel cassetto?
C – Sì, anche più d’uno: è alla ricerca del vero amore, di un uomo che possa restarle accanto tutta la vita. Purtroppo, i suoi genitori divorziarono quando lei era molto piccola e la madre non vuole neppure sentir nominare la parola “nozze”, mentre Artemisia sogna una cerimonia da ricordare.
Inoltre, è sempre alla ricerca di un lavoro part time, che le permetta di guadagnare quel tanto che le basta per dedicarsi ai suoi hobby preferiti: viaggi, aperitivi con le amiche e la cura dei suoi amati criceti.
MC - Cosa avresti voluto che ti chiedessi?
C – Le tue domande sono sempre accurate e interessanti. Forse mi potresti chiedere se in Artemisia mi sono rispecchiata. Ebbene, ho descritto alcune mie disavventure (al supermercato, al parcheggio, nei mezzi pubblici) che mi sono realmente capitate, così penso a molti dei lettori. Mi piaceva l’idea che fosse facile condividere questi episodi di vita quotidiana e sorriderci sopra.
Mc – Lo faccio anche io, nei miei libri, mettere cose che mi sono capitate o che mi hanno raccontato.
C – Esatto. Non solo a me, ma anche ai miei figli e alle mie amiche. Quindi fai attenzione se mi racconti qualcosa: debitamente trasformato, potrebbe ricomparire nei miei libri! (fai attenzione anche tu)
MC - Ti è piaciuto questo viaggio speciale?
C – Molto, come detto, adoro viaggiare. Dove mi porti la prossima volta? Non vedo l’ora.
MC - Dovrai dirmelo tu... è l’ospite che sceglie la destinazione e noi viaggiatori ci mettiamo comodi con lui mentre si chiacchera un po’ di questo è un po’ di quello. Per cui, non ti resta che pensare dove vuoi andare e di cosa vuoi parlare.
Alla prossima amici viaggiatori.
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